Hacking sui siti governativi giapponesi

Slogan, foto erotiche e insulti sono apparsi sulle home page di due siti governativi giapponesi nelle scorse ore. Forse gli hacker sono brasiliani. I siti ancora down

Tokyo (Giappone) - Le autorità nipponiche sono a caccia degli hacker responsabili dell'aggressione informatica che nelle scorse ore ha portato slogan politici, foto erotiche, link a Playboy e insulti sulle home page di due siti governativi.

Da quanto si è appreso, il primo sito colpito è stato quello dell'Agenzia della Scienza e della Tecnologia giapponese, chiuso dalle autorità non appena ci si è accorti che sulla home page "erano apparsi dei messaggi osceni". L'azione era firmata da "Brazil p00 hackerz" che avevano modificato i link alle pagine interne del sito: cliccando su di essi si finiva sul sito di Playboy.

Secondo le autorità giapponesi, questa era la prima volta che un sito governativo nipponico veniva colpito dagli hacker. Era, perché nelle ore successive è stato colpito anche il sito dell'Agenzia della gestione e del coordinamento, un altro ente governativo che ora è offline e che presentava sulla home page sette righe di caratteri illeggibili e due righe in uno "strano inglese" che dicevano: "Un giapponese? Tutti lo sanno, è uno che non ha il coraggio di affrontare la storia; è la disgrazia dell'Asia!"
Entrambi i siti sono ancora offline e le autorità non hanno saputo dire quando verranno riattivati?