Dario D'Elia

Dell si scotta con il blogging dei consumatori

Un dipendente dell'azienda rivela online come risparmiare negli acquisti di computer Dell, sfruttando le offerte speciali. Anziché apprezzare, Dell parte con le diffide. Poi però si corregge e chiede scusa

Roma - La blogosfera in questi giorni ha scartavetrato gli spigoli del colosso statunitense del computing Dell. Sul noto blog The Consumerist, specializzato nel fare le pulci alle offerte speciali e nel difendere i diritti dei consumatori, sono stati pubblicati una serie di consigli che dovrebbero permettere di approfittare al meglio di tutte le proposte commerciali di Dell. Niente di eclatante o illegale: si è trattato di un semplice memo in 22 punti, completamente redatto da un manager del Gruppo statunitense.

Il problema è che quando le tips hanno iniziato a circolare su Internet, qualcuno della dirigenza deve essersi alterato, perché è stata inviata subito una diffida con la richiesta di censurare l'articolo: "Contiene informazioni confidenziali e di proprietà Dell".

"Non tutte le indicazioni sono accurate, un ex impiegato ha postato informazioni confidenziali in violazione del suo contratto di lavoro e degli obblighi alla riservatezza (che proibiscono la diffusione di informazioni di questo genere sia durante che dopo il periodo di lavoro). Apprezzeremmo che affrontaste il problema, vi prego di confermare la rimozione del post entro la fine della giornata di domani", ha scritto Tracy Holland, portavoce di Dell, al gestore del sito nel pomeriggio del 14 giugno.
A quel punto Ben Popken di The Consumerist ha risposto, dopo la mezzanotte, che avrebbe sottoposto la questione ai legali. Nella successiva mail di Holland si intuisce una certa fretta: il pericoloso post è praticamente da nove ore online, e sta facendo salire il contatore delle letture. La mattina dopo Popken risponde definitivamente che non procederà con la rimozione del post perché non sono presenti irregolarità e violazioni di sorta. "Abbiamo ottenuto questo materiale legalmente: ci è stato fornito da terzi volontariamente, non abbiamo forzato nessuno a rompere alcun accordo che poteva avere con voi", ha scritto Popken. "Inoltre, non crediamo che si violi alcuna legge pubblicando queste informazioni, e quindi non possiamo soddisfare la vostra richiesta".

Come riporta Ars Technica, "Dell ha usato la mano pesante. Il tutto per una serie di consigli che sono ben conosciuti sui forum e che permettono solo di fare buoni affari". Insomma, un incidente di percorso che Dell è comunque riuscita a recuperare, almeno in parte.

A qualche giorno di distanza, infatti, l'azienda ha pubblicato uno strategico mea culpa sul suo blog ufficiale. Lionel Menchaca, Digital Media Manager di Dell, infatti, citando a grandi linee l'accaduto, ha ammesso candidamente che il tentativo di censura del post si è dimostrato inopportuno; meglio, a suo parere, semplicemente correggerne le inaccuratezze.

"Credo nella voce dei consumatori. Semplicemente non si può truffare il sistema. Se facciamo le cose per bene, le persone tendono a parlare bene di noi (o a darci almeno una seconda chance). Quando sbagliamo, invece, ce lo fanno sapere velocemente. E poi tutti guardano alle nostre reazioni come falchi", ha concluso Menchaca. "Adesso, se mi permettete di cambiare un po' marcia, ecco la lista dei nostri 23 punti". Quelli ufficiali, aggiungeremmo.

Dario d'Elia
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