Luca Annunziata

La Norvegia bacchetta Microsoft

Un'authority costringe il colosso di Redmond a cambiare i termini dell'accordo con le scuole e la pubblica amministrazione. Niente più sconti-quantità o licenze ad hoc. Una vittoria per l'open source?

Roma - L'authority per la concorrenza norvegese (NCA) ha convinto Microsoft a rivedere il suo accordo con le contee e le scuole della nazione scandinava. Per evitare di dover sostenere un'accusa di abuso di posizione dominante, BigM ha preferito cedere e modificare i termini degli accordi stipulati.

Ad essere interessati dalla modifica sono due documenti: il Fylkesavtalen (accordo delle contee) e quello specifico per gli istituti scolastici ad esso collegato. In particolare, ora Microsoft non pretenderà più il pagamento di una licenza Windows anche per i Mac o le macchine equipaggiate con Linux. Inoltre gli sconti per l'acquisto del software non dipenderanno più dalla quantità di licenze acquistate.

"Abbiamo chiarito a Microsoft che stavamo preparando delle sanzioni, visto che l'accordo con le scuole escludeva concorrenti per quel mercato" ha detto Jostein Skaar, direttore del NCA, in una intervista rilasciata al quotidiano locale Dagbladet: "Ora che hanno soddisfatto le nostre richieste, archivieremo il caso".
A trascinare BigM davanti all'authority era stata circa un anno fa Linpro, una azienda norvegese che sviluppa in campo open source. Secondo Trond Heier, che di Linpro è CEO, il precedente contratto impediva alle scuole di scegliere liberamente quale software adottare, vincolate com'erano ad una cosiddetta licenza per processore.

Gli istituti erano infatti tenuti a pagare una cifra forfettaria per ogni computer posseduto, indipendentemente dal sistema operativo o dalla suite Office installata, allo scopo di ottenere un sostanziale sconto sull'acquisto delle licenze. Ora invece le scuole potranno essere invogliate a valutare alternative economicamente convenienti, sostiene Heier, come Linux e il gratuito Openoffice.

È comprensibile, dunque, che molti leggano quanto avvenuto come un nuovo passo della Norvegia verso l'adozione di software libero nelle istituzioni: solo il mese scorso il Ministero per la pubblica amministrazione e le riforme aveva annunciato che ODF (Open Document Format) e PDF sono al momento i formati candidati a diventare lo standard ufficiale per i documenti governativi, come già accaduto per esempio ad Arezzo, Monaco di Baviera, Vienna e in Francia.

E se qualcuno sottolinea come la vittoria di Linpro non sia certo destinata a bruciare le casse di Microsoft, c'è anche chi sostiene che si tratti di una ulteriore dimostrazione della vivacità dell'open source.

Luca Annunziata
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