Una PEC obbligatoria sarebbe un salto in avanti

Ne parla Giorgio Cecconi, ad di Aruba Pec Spa, che critica la presa di posizione di Assoprovider ed elenca le molte ragioni per le quali una maggiore diffusione della PEC gioverebbe all'intero paese

Roma - Caro Direttore, qualche giorno fa ho letto con interesse la presa di posizione di Assoprovider contro la PEC, in effetti sono rimasto molto sorpreso.
Pensavo infatti che i provider si rammaricassero della bocciatura dell'articolo di legge che avrebbe resa obbligatoria la PEC per aziende e professionisti, secondo me avrebbe avuto infatti l'effetto di dare grande impulso alla diffusione di internet in Italia, sia con nuove connessioni che con più siti web e software relativi, tutte cose che dovrebbero fare la gioia dei provider.

Dice Assoprovider che i piccoli provider sono rimasti esclusi, probabilmente riferendosi ai requisiti minimi richiesti ai gestori: in realtà per registrare i domini la situazione non è molto diversa, l'accreditamento come registrar prevede dei requisiti minimi rilevanti, eppure i provider non hanno difficoltà ad acquistare i domini dai registrar e questa impostazione non ha certo impedito la diffusione dei siti web.

"Diritto di monopolio, Oligarchia" parole grosse che non trovano riscontro nella realtà, l'accreditamento al Cnipa è aperto a tutti coloro che hanno i requisiti e che soprattutto sono disposti ad investire fortemente nella PEC.
La concorrenza è viva ed ha già portato ad un vigoroso abbassamento dei prezzi di vendita: da 40 a 5 euro l'anno per una casella è stata la diminuzione del prezzo minimo di riferimento nel corso del 2006 (secondo le rilevazioni di Aruba Pec).

La diffusione giustamente è il punto importante: per dare il massimo della sua utilità la PEC deve avere una buona diffusione, la legge sarebbe alla fine un acceleratore di qualcosa che sta già avvenendo.

Vediamo il "cui prodest":
Giova ovviamente ai gestori accreditati (come giustamente ha fatto notare Assoprovider) e quindi anche all'azienda che rappresento.
Giova alle aziende ed ai professionisti che risparmierebbero e velocizzerebbero di molto il processo della raccomandata (invia, aspetta ricevuta, rispondi, aspetta la ricevuta; una settimana almeno contro pochi secondi).
Interessanti i nuovi usi scoperti dagli utilizzatori che vanno ben oltre la raccomandata di carta: basta inviare una PEC con un allegato anche a se stessi per dare data e contenuto certo a fotografie digitali, programmi software, musica, filmati. Pensiamo ai SAL e progetti per geometri ed ingegneri, necessità di dimostrare l'esistenza del software per sviluppatori, data e contenuto dell'opera per cineasti, compositori e musicisti ma anche per articoli, libri o fotografie.

Giova alla pubblica amministrazione per risparmiare e velocizzare pratiche di qualsiasi tipo.
Giova ai cittadini indirettamente per il risparmio sulla spesa pubblica e direttamente perché potrebbero interagire con maggiore sicurezza con aziende, banche e pubblica amministrazione (Interessante l'uso a protezione dei consumatori online, anche se sprovvisti di PEC. Se i commercianti online dovessero usare la PEC per comunicare ai clienti conferme d'ordine, garanzie e condizioni contrattuali, i venditori resterebbero impegnati anche in mancanza di PEC da parte del consumatore con evidenti maggiori garanzie per quest'ultimo).

Giova a tutto l'indotto di internet: connettività, hardware, software, siti web etc per l'effetto trainante derivante dall'obbligo per tutte le aziende ed i professionisti di dotarsi dello strumento.

Giova sicuramente ai provider, anche a quelli che non vogliono investire per diventare gestori. Oltre a beneficiare dell'incremento della richiesta di servizi internet possono anche usufruire di servizi PEC a livello wholesale, Aruba PEC ha già pubblicato una offerta specifica cost-oriented per operatori e non dubito che altri gestori saranno interessati e disponibili ad offerte simili.

Con la PEC l'Italia in questo momento è all'avanguardia mondiale con un sistema di comunicazione elettronica semplice e con validità legale. Remare contro solo con la logica del "non mi fanno giocare, quindi cerco di buca=
re il pallone" mi pare veramente riduttivo.

Allora ci si potrebbe domandare: ma se giova a tutti, allo Stato non costa nulla e per aziende e professionisti sarebbe un risparmio e non una spesa come sostenuto da alcuni in parlamento, perché molti politici hanno votato contro? Forse per mancanza di informazione e forse anche perché alla fine c'è qualcuno che si rattrista pensando al successo della PEC: sono i fax e le raccomandate di carta che si rattristano, ma visto che le raccomandate hanno sorriso per un secolo ed il fax per un paio di decenni direi che potrebbe essere tempo per loro di smetterla.

Cordiali saluti
Giorgio Cecconi
Amministratore Unico
Aruba Pec spa
45 Commenti alla Notizia Una PEC obbligatoria sarebbe un salto in avanti
Ordina
  • Caro Giorgio,
    mi dispiace che tu te la sia "presa" con Assoprovider, di cui mi onoro di essere Socio e capisco e condivido il tuo disappunto ma, almeno in questa occasione, sei in errore.
    Ti risparmio l'elenco di tutte le aziende che hanno partecipato soltanto alla fase di sperimentazione della PEC, compresa la mia,perche' sono dati gia' in tuo possesso.
    Vorrei pero' farti notare che la posizione di Assoprovider NON e' e nemmeno potrebbe essere CONTRO la PEC, ma contro una imposizione da parte dello Stato, sollecitata e sostenuta da chi ha gia' il pieno controllo di questo nuovo mercato.
    Sono al corrente degli enormi investimenti fatti da Aruba PEC Spa, non solo in "capitale sociale" ma, e soprattutto, in una struttura tecnologica modello che, da tecnico, NON vorrei rimanesse solo una "cattedrale nel deserto", soprattutto per motivi *indipendenti* dalle tue capacita' imprenditoriali o dalle capacita' commerciali del Gruppo Aruba. Quando, in passato, Assoprovider si era scagliata contro i finanziamenti per la larga banda, nessuno si era nemmeno sognato di accusarci di ostacolare il progresso tecnologico, di promuovere il digital-divide o simili, per il semplice motivo che, seppure NON era scritto nero su bianco, TUTTI sapevano esattamente in *quali* bilanci sarebbero finiti il 95% di quei contributi. Occhiolino
    Con la PEC siamo in condizioni assolutamente peggiori perche', ti faccio notare, Aruba PEC non e' e NON sara' mai messa nelle condizioni di contattare *legalmente* e per *motivi istituzionali* tutte le "posizioni IVA" italiane, magari con qualche risibile scusa, per vendere loro la PEC senza essere accusata di spam o di peggio...! Fino ad oggi NON hai avuto la triste esperienza di doverti litigare le briciole che cadono dal tavolo dove altri, con competenze ed etica di gran lunga inferiori alle tue, si stanno dividendo un banchetto luculliano e, dal cuore, NON te lo auguro proprio! Per quanto riguarda la PEC, *siedi a pieno titolo* al tavolo ma, se non te ne ancora sei accorto, le "porzioni" le stanno facendo in cucina!

    Non spero certo di farti cambiare idea su quanto hai scritto ma ti posso confermare personalmente che l'iniziativa di Assoprovider, se sostenuta, portera', per contro, piu' benefici ad Aruba PEC di quanti ne potra' mai portare ai propri associati dato che, tra questi, non ci sono nemmeno soggetti accreditati ad offrire direttamente la PEC... Occhiolino

    con immutata stima,
    Francesco
    non+autenticato
  • Ciao Giorgio, Ciao Francesco.

    Non sono associato ad assoprovider ma la posizione ed i fatti espressi da francesco è condivisibile in pieno, così triste da essere vera.

    Paradossalmente una legge che "impone la PEC" finiribbe per vanificare proprio gli sforzi di Aruba di fare del sano mercato con la PEC, ed il mercato non si crea per legge.
    Qualcuno di voi ricorda il "business" delle smartcard per "dialogare" con le cciaa? un'applicazione ad uno stato di raffinamento demenziale "regalata" per legge a che era "ben ammanicato" e l'ha imposta a tutti. Poi in realtà la usano solo i commercialisti e qualche altro smanettone.

    Il mondo dell'impresa italiano ha bisogno di semplificazioni , di equità e di certezza legislativa; non di favori a questo e quello ai danni del contribuente.
    non+autenticato
  • Caro Francesco,

    ti ringrazio per l'interessamento e voglio dire subito che non mi sognerei mai di considerare nemici i colleghi provider, mi pare di averlo anche dimostrato aprendo la possibilita' a chi non vuole o non puo' diventare gestore di accedere alla PEC. Praticamente al costo.
    Tra l'altro diversi associati di Assoprovider sono gia' iscritti alla piattaforma wholesale di Aruba PEC.

    Riguardo all'andamento attuale direi che la PEC per noi sta andando bene ed anche un po' al di la' delle previsioni. In 5 mesi partendo da zero abbiamo certificato circa 6.000 domini, ciascuno dei quali ha una o piu' caselle attive, fino a decine di migliaia su un singolo dominio. Direi niente male come partenza.

    Cordialmente

    Giorgio
    non+autenticato
  • Ciao Antonio,

    non avevo visto prima il tuo commento del quale ti ringrazio. La legge secondo me non serve per creare monopoli oppure occasioni di business. Deve servire solo per avviare il volano: sappiamo benissimo che la PEC per manifestare la sua piena utilita' deve essere diffusa. Funziona insomma se ce l'hanno anche gli altri. Il mercato sicuramente arriverebbe, solo piu' lentamente. Addirittura sarebbe utile per un paio di anni e poi potrebbe passare anche nel dimenticatoio, penso che sia evidente a tutti che a diffusione raggiunta sarebbe utilissima e non si fermerebbe piu', leggi o non leggi.

    Alla fine se lo Stato vuole che la PEC si diffonda rapidamente ha due strade: fare informazione di massa (costoso) o mettere un obbligo ad alcune categorie per le quali sinceramente 5 euro l'anno sono un bruscolino ed in ogni caso anche questo modesto costo sarebbe recuperato dopo un paio di raccomandate.

    Cordialmente


    Giorgio
    non+autenticato
  • Mi spieghi, per favore, cosa intendi con "Aruba PEC non e' e NON sara' mai messa nelle condizioni di contattare *legalmente* e per *motivi istituzionali* tutte le "posizioni IVA" italiane"?

    Mi sfugge il significato del tuo pensiero.

    Se significa che è cosa impossibile avere la pretesa di mettere tutte le utenze (posizioni IVA) sotto la stessa infrastruttura, mi dispiace ma non posso che dare ragione all'utenza.
    Va contro lo stesso principio di Internet, una rete le cui risorse sono decentrate (e meno male), in cui ognuno ha la libertà di scegliersi il proprio fornitore di servizi.
    E la PEC va contro questa filosofia, il primo muro di gomma è il "capitale sociale", che riduce il numero dei papabili fornitori di servizio a lumini di camposanto.. E non diciamo che chi lo ha, il capitale, sa fare le cose bene per forza anche tecnicamente, che non è affatto vero! (non mi riferisco ad Aruba, naturalmente)
    A tenere su i server sono alla fin fine i buoni sistemisti, e non l'infrastruttura fatta di cavi patch ethernet d'oro anzichè rame o le san senza single point of failure o i cluster di server.
    Alla fin fine sono le risorse umane a tenere su la baracca.
    La cui valutazione, spesso e volentieri, sfugge a qualunque sistema basato sulla carta legale.

    Quindi, l'idea dell'"offerta wholesale per tutti i provider che non se la possono permettere" mi suona all'orecchio alquanto blasfema ed inaccetabile.
    Ma perchè deve essere tutto sotto rete Aruba? Con tutto il rispetto e pur tenendo in giusto conto dei "sacrifici" fatti dalla stessa Aruba.
    non+autenticato
  • No, Francesco vuole dire che ad Aruba non è consentito *legalmente* di contattare tutte le partite IVA italiane e "offrirgli" la propria PEC.

    Vuole anche dire che invece ad almeno *un* fornitore PEC questo è consentito per legge, anzi che io sappia lo ha già fatto, cercando di vendere la propria PEC ai titolari di partita iva. E nel farlo può contare di un "meccanismo di accreditamento" nei confronti delle partite IVA da "macchina da guerra".

    Se non si fosse capito in questa questione della PEC "aruba is not evil" Sorride
    non+autenticato
  • Si, Antonio. Certamente Aruba is not evil.
    Difatti la mia critica, mossa per motivazioni di altra natura, è rivolta principalmente alla legge sulla PEC ed alla conseguente regolamentazione prodotta dal cnipa per operare come fornitore di servizio.
    Legge che a mio avviso va riformata, se a loro il successo della PEC sta veramente a cuore.

    L'unica critica che ho indirizzato ad Aruba è stata per la sua offerta pec wholesale. Mi spiace ma non gradisco che il problema venga liquidato e risolto in questa maniera.
    Altrimenti diventiamo tutti dei meri commerciali rivenditori e si mandano i sistemisti a casa, e pace..
    non+autenticato
  • Gianni,
    vorrei solo replicare al tuo intervento sull'offerta wholesale di Aruba PEC Spa, per il resto sono in assoluta identita' di vedute con Antonio...

    Aruba PEC ha fornito, chiavi in mano, una via alternativa all'accredito diretto e NON era certo obbligata a farlo da nessuna delle "authority" di turno.

    Sul fatto che si tratti solo di una scelta autonoma di politica commerciale e non e' stata spinta da motivi etici, non ci piove, ma una Spa non e' certo un'associazione benefica e vorrei anche vedere che lo fosse.
    Sul costo al rivenditore,ivece, che definirei piu' un pro-forma, che irrisorio, io ci "leggo" piu' motivazioni etiche, che meramente commerciali...
    Non ho un listino aggiornato ma, a memoria, l'incumbent pratica un prezzo 7 (sette) volte maggiore per un prodotto che non e' nemmeno lontanamente paragonabile e/o all'altezza di quello di Aruba.
    Avrebbero potuto praticare prezzi "di cartello", o limitarsi a dimezzare i prezzi praticati dall'incumbent e, invece, si sono fatti carico dello sviluppo del mercato ed hanno messo tutti gli operatori nelle condizioni di operare, con buoni margini di guadagno, in un mercato da cui erano stati artificiosamente esclusi a priori...

    Il problema e' stato *liquidato* da altri e non mi sembra giusto "prendersela" con chi, oltre ai *suoi* soldi, ci ha messo anche la *sua* faccia, in prima persona!

    spero di essere stato un pochino piu' chiaro rispetto al mio precedente intervento...

    ciao,
    Francesco
    non+autenticato
  • Giorgio è un imprenditore e ha fatto tutte le sue giuste valutazioni circa mercato della PEC, presumo conoscesse benissimo il livello di rischio di questa iniziativa.

    Il motivo dell'offerta wholesale di Aruba è secondo me da collegarsi a quanto ho scritto in un precedente post: la PEC può avere successo solo se viene usata da tutti.
    Di conseguenza: il successo della PEC porta al successo commerciale di tutti i suo distributori.

    Non mi stupisce affatto che per raggiungere il suddetto obbiettivo una via da percorre sia quella dei reseller e della brandizzazione del servizio (che comunque è e rimmarrà sempre una implementazione di Aruba).

    Non mi stupisce neppure questo articolo su PI.

    Nelle offerte wholesale, qualunque prezzo tu applichi, quello che alla fine ci guadagna è sempre colui che ha fatto l'offerta.
    Proprio non me la sento di considerare per questo Aruba una benefattrice.
    Considerato anche il fatto che, negli ultimi anni, proprio per l'"effetto Aruba", molti hosting provider sono saltati in aria o addirittura acquisiti direttamente dalla stessa Aruba ed poi incorporati nella sua struttura.

    Quello che io dico è: chi ha fatto la regolamentazione sulla PEC non conosce il mercato italiano. Chi ha fatto queste legge non ha capito che Internet non è un tostapane.
    Allora vanno puniti, che nessuno usi la PEC che nessuno la offra come servizio e così forse qualcuno capirà e la prossima volta farà un pò meglio le leggi.
    non+autenticato
  • -----BEGIN PGP SIGNED MESSAGE-----
    Hash: SHA1
    dal link sopra citato..:

    [CUT]
    Mi scusi se sorrido ma mi viene in mente un proverbio che mi pare
    adatto:

    Agli italiani basta mettere un cappello in testa che si sentono tutti
    generali.

    Nel rispetto primario della legge abbiamo sempre trovato il modo di
    far desistere i clienti che hanno usato forme di pubblicita' definite
    spam.

    Le ricordo che se lo spam e' sicuramente da combattere per i motivi
    che tutti conosciamo ed e' anche vero che la diffamazione a mezzo
    stampa e' un reato penale.

    Vedo comunque che lei ha una visione molto rigida e radicale, mi fa
    sorridere in particolare quella cosa che a lei sta antipatico chi
    sostiene lo spamming.

    Non abbiamo nessuna difficolta' a dimostrare le nostre affermazioni e
    le ripeto che la percentuale di tentativi di spamming rapportata al
    numero di domini ospitati e' probabilmente inferiore alla maggior
    parte degli hoster italiani. Questo in fondo e' quello che conta.


    Se poi ritiene di dover insistere, forte del suo ruolo, nel voler
    affermare pubblicamente cose non vere ed ad offendere, ci vedremo
    costretti a difenderci. Ma sono sempre fiducioso del fatto che alla
    fine e' sempre il buon senso a prevalere.


    Giorgio Cecconi


    Con riferimento espresso alle netiquette la invito a non divulgare ne'
    in tutto ne' in parte il contenuto del mio messaggio che e' e deve
    rimanere strettamente confidenziale.
    non+autenticato
  • ah, PS: sig Cecconi: lo spam è anche una violazione sull'uso e la conservazione dei dati personali.
    La violazione di ciò è penale.
    Quindi se siete a conoscenza di un reato penale sui vs server DOVETE intervenire e una frase come "abbiamo impegni più seri da affrontare" non ha ragione di esistere.
    Detot questo il mio prossimo rinnovo sarà su www.tophost.it come suggeritomi qualche post addietro.. ho visitato il sito enon sembra affatto male.
    non+autenticato
  • Senti, Giorgio Cicciobello....

    prima di tutto per registrare domini i prerequisiti sono quasi nulli. Per i .it costa decisamente poco, per i .com e affini nessun penserebbe di registrarli presso ICANN. L'unico problema sono i .eu dove la richiesta in eur e' assolutamente alta e inutile.

    in secondo luogo, le aziende hanno
    le scatole piene di dover pagare obbligatoriamente dei servizi. se
    voglio la PEC deve essere una scelta mia.

    in terzo luogo, non dovresti avere tempo da buttare, visto che ci son circa 10000 siti attaccati da MPACK nella vostra farm.
    non+autenticato
  • > in terzo luogo, non dovresti avere tempo da
    > buttare, visto che ci son circa 10000 siti
    > attaccati da MPACK nella vostra
    > farm.

    LOLLISSIMOA bocca aperta
    non+autenticato
  • Con la PEC finisce lo spam o quanto meno si ridurrebbe a 1 centesimo, in quanto ogni mittente è certificato ad ogni invio e ricezione.

    Certo, io continuerei a utilizzare la mail classica per i messaggini fra amici e conoscenti, ma nella casella che uso per lavoro farei molto volentieri delle centinaia di messaggi di viagra e compagnia bella e soprattutto farei volentieri a meno di andare ogni giorno a controllare se il filtro antispam si è pappato qualche messaggio di troppo...

    Quanti messaggi non avete ricevuto per via di tutti i pasticci collegati in qualche modo allo spam e all'antispam?

    Diamoci 'na mossa gente... l'unica soluzione è la PEC: libera, economica e non obbligatoria (tranne che per la pubblica amministrazione).
    non+autenticato
  • mio caro la PEC certifica gli invii, e anche se la rendi obbligatoria pensi che i "mariuoli" che spediscono spam la adotterebbero?

    cioe': sei davvero convinto che la PEC in italia possa risolvere i problemi di spam??? (che proviene quasi integralmente dall'estero?

    e i saluti da tuo figlio/moglie/amante/compagno di merende? anche loro via PEC?
  • - Scritto da: Teldon
    > mio caro la PEC certifica gli invii, e anche se
    > la rendi obbligatoria pensi che i "mariuoli" che
    > spediscono spam la
    > adotterebbero?

    Sicuramente no perchè ogni casella pec è associata ad un titolare (persona fisica) che, all'atto della registrazione deve fornire una copia valida del propprio documento di identità
    E questa è la garanzia dell'eliminazione del problema spamming

    >
    > cioe': sei davvero convinto che la PEC in italia
    > possa risolvere i problemi di spam??? (che
    > proviene quasi integralmente
    > dall'estero?

    Si perchè, non provenendo da caselle PEC (vedi punto precedente) il gestore ha la possibilità di non farle arrivare a destinazione (lo prevede la normativa)

    >
    > e i saluti da tuo figlio/moglie/amante/compagno
    > di merende? anche loro via
    > PEC?

    per le comunicazioni "non ufficiali" ci saranno sempre le caselle di posta tradizionali
    non+autenticato
  • > cioe': sei davvero convinto che la PEC in italia possa
    > risolvere i problemi di spam??? (che proviene quasi
    > integralmente dall'estero?

    si, in quanto non posso ricevere messaggi nella casella di posta certificata se i mittenti non sono anche loro certificati

    e i saluti da tuo figlio/moglie/amante/compagno di merende? anche loro via PEC?

    e perchè no?

    in ogni caso nessuno mi obbligherebbe a non usare più le mie caselle spazzatura tipo gmail, tiscali, ecc..

    per fermare lo spam (e tutto il malware correlato) bisogna certificare i mittenti, è necessario che questa stupida cultura dell'anonimato sparisca prima che faccia altri danni

    se un essere umano vuole comunicarmi qualcosa, è un mio diritto sapere chi è questo tizio e un suo dovere farsi riconoscere, al contrario sarebbe solo un mondo di conigli e venditori di viagra
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Ridoni
    >Falso, e te l'ho dico perché ci ho lavorato anch'io: ad >una casella PEC puoi scrivere da qualsiasi indirizzo, il >messaggio arriverà "imbustato" con un avviso (anomalia) >che indica che quella corrispondenza in particolare non è >certificata. Anche perché altrimenti come farebbe il >cittadino Mario Rossi a scrivere al suo Comune?

    L'implementazione di Aruba non mi pare sia così, e per fortuna aggiungerei, visto che se posso ricevere e-mail da chiunque ricevo anche lo spam. Mario Rossi non avrà problemi a scrivere al suo comune per chiedere una informazione, perchè userà la sua normale casella di posta per scrivere info@comune.citta.it anzichè info@pec.comune.citta.it

    L'esistenza delle raccomandate non impedisce alle persone di spedire cartoline.

    Per chiarezza comunque, cito dall'help di Aruba:

    Nel caso un mittente NON certificato invii una mail ad un indirizzo @pec.nomedominio.xxx otterrà un messaggio di errore per mancata consegna (MAILER-DAEMON):il nostro server di posta, infatti, provvederà a respingere tale messaggio senza inviare alcuna notifica al destinatario.

    Nel caso in cui si desideri ricevere comunque i messaggi NON certificati è possibile, accendo al pannello di gestione delle mail certificate di ogni casella pec, abilitare l'inoltro dei messaggi non certificati verso una casella di posta ordinaria: in questo modo i messaggi di posta ordinaria indirizzati alla casella PEC per la quale è stata abilita la regola di inoltro verranno automaticamente inviati ad una casella di destinazione scelta dal cliente e non saranno respinti.

    N.B. Sulla casella PEC i messaggi di posta ordinaria NON arriveranno comunque.


    P.S & OT : ma quanto fa schifo questo nuovo forum di PI ?Sorride
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    Modificato dall' autore il 20 giugno 2007 14.50
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