Luca Annunziata

BBC: il DRM non vi piace? Peggio per voi

Polemiche sulla blindatura del suo iPlayer, compatibile solo con Windows. Lettera aperta di Open Source Consortium, petizioni e rimostranze online. Ma l'emittente britannica tira dritta per la sua strada

Roma - Č entrato anche Open Source Consortium (OSC) nella polemica sul nuovo corso della TV online di BBC: con una lettera aperta pubblicata sul proprio sito, OSC critica la scelta dell'emittente britannica di includere un sistema di gestione del copyright compatibile solo con Windows nel suo iPlayer, adducendo diverse argomentazioni tecniche e giurisprudenziali.

Sarebbe errata la scelta del DRM targato Windows Media Player, poiché in contrasto con l'attuale legislazione dell'Unione Europea: già nel 2004 Microsoft era stata costretta a mettere a disposizione dei consumatori una versione modificata di Windows spogliata del suo player. Una situazione analoga si verificherebbe oggi, con l'iPlayer BBC che consente di utilizzare una sola piattaforma, Windows, per godere dei servizi offerti. Una preoccupazione condivisa anche da Ofcom, l'autorità britannica sulle TLC, le cui considerazioni vengono citate nella lettera.

Gli utenti Mac e Linux saranno quindi esclusi dal lancio dei nuovi servizi previsto per l'autunno: la piattaforma prevede la disponibilità di una parte dei programmi andati in onda per sette giorni, termine entro il quale l'utente potrà scaricarli sul proprio computer. Il limite per la visione dei contenuti (e solo per quella) è di 30 giorni, trascorsi i quali i file spariranno magicamente dall'hard disk.
Un approccio molto diverso da quello scelto da altri network, come ad esempio il neonato Rai.tv: mentre la tv nazionale italiana pensa di mettere a disposizione dei navigatori una buona fetta dei contenuti di ieri e di oggi, la BBC ha già chiarito che online finirà solo il 15% dei propri contenuti. Lo scopo è quello di preservare le altre forme di mercato per gli show andati in onda, come i DVD per le serie TV.

Una preoccupazione simile ha anche convinto i dirigenti dell'emittente a non includere la musica classica tra i programmi che saranno fruibili tramite iPlayer: troppo alto sarebbe il rischio di mettere materiale prezioso in mano ai pirati. Una decisione di difficile comprensione, visto che molto spesso le partiture d'orchestra sono ormai spogliate di qualsiasi diritto d'autore, e che quindi ci si arrocca a difendere le esecuzioni. Senza contare, suggerisce BoingBoing, che una sorta di podcast di questo tipo gioverebbe alla diffusione del genere tra i più giovani.

In rete è già partita una petizione, indirizzata al primo ministro britannico, che chiede una piattaforma neutrale per i servizi online di BBC. Anche i giornali si schierano contro la scelta dell'emittente, e si prospetta anche la possibilità di reclami ufficiali contro la decisione di costruire il servizio attorno al DRM Microsoft.

Il progetto BBC rischia dunque di arenarsi prima ancora della sua partenza. I gusti del consumatore al momento sembrano orientarsi verso contenuti privi di DRM, e forse lassù ai piani alti farebbero bene a pensarci: altrimenti, dice qualcuno, tanto varrà utilizzare un videoregistratore.

Luca Annunziata
11 Commenti alla Notizia BBC: il DRM non vi piace? Peggio per voi
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  • ragazzi... ma per quanto credete che ve lo lasceranno utilizazre il videoregistratore?

    con il digitale terrestre sarà tutto codificato e il segnale non registrabile, nemmeno tra il sintonizzatore e il riproduttore (monitor o altro che sia) come non sarà possibile tra i diffusori e il riproduttore...

    è finita.

    o tutti capiranno e NON COMPRERANNO quella roba (ma lo stanno già facendo con l'alta definizione, gli schermi inutilmente piatti a scarsa qualità, i lettori mp3 dove non sono specificate la caratteristiche audio ... e così via) oppure andrà avanti così.

    nessuno approfondisce e chi approfondisce non viene ascoltato.

    Mi chiedo poi chi costruisce sistemi "custom" (hi end) come farà con tutta 'sta serie di protezioni...
    non+autenticato
  • E' Per loro, non certo per me.

    Io avro' sempre la possibilita' di vedere i loro contenuti a casa di qualche amico, loro non avranno alcuna possibilita' di vendermi alcunche'.

    GT
  • Cancellazione automatica dopo 30 giorni?!? Certo, come no... sta protezione per me non arriva al panettone. COnsiderando poi che l'ha fatta Microsoft... chissa' quanti bei bug dentro cui scorrazzare...

    SALUDOS AMIGOS!!!
  • E brava la BBC. Ne apprezzo la chiarezza riassumibile: se volete la minestra... altrimenti la finestra. Chiara senza ambiguità.
    Altrettanto dovremmo fare noi utenti. Escludere sia la BBC che la Microsoft dai nostri acquisti. Non occorre per sempre (che sarebbe da fare) ma almeno per sei mesi. I loro bilanci andrebbero in rosso, i loro investitori diventerebbero molto nervosi, i dirigenti sarebbero licenziati e probabilmente per non chiudere cambierebbero opinione.
    Ancora brava BBC, nessuna mediazione.
    Buona giornata Piero
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    Modificato dall' autore il 25 giugno 2007 07.57
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  • Diffondere la musica classica con DRM e in formato compresso è una doppia cavolata. La prima è il DRM, la seconda è la compressione. Se ascoltando molti generi musicali il degrado qualitativo dovuto alla compressione losses (quale che sia) è poco o per nulla avvertibile, con la musica classica e un paio di diffusori acustici anche di discreta qualità il degrado acustico dovuto alla compressione è evidente e fa rizzare i capelli dall'orrore. Almeno per chi pretende una certa qualità acustica nell'ascoltare la musica classica, se la si ascolta con le "radioline" beh, allora comprimete pure!
    non+autenticato
  • Il degrado della compressione sulla musica classica è esponenziale quanto piu complessa sia la traccia,
    la differenza sta nel fatto che in un opera sinfonica sono presenti centinaia di strumenti diversi con centinaia di timbriche, armoniche, o volgarmente "frequenze operative" diverse...
    qui qualsiasi formato LOSSY si siede e cade, mi è capitato di ascoltare un brano dei Carmina Burana compresso in mp3... a primo ascolto mi è uscito un "MA COS'E QUESTA ROBA ?!" mi sembrava registrato a 64Kbps da una radio online... analizzo il file... mp3 192Kbps compresso con lame... una qualità che per la musica pop è piu che ottima... ora trovarmi servizi online che mi propinano A PAGAMENTO pezzi di musica classica compressi a 128Kbps lo vedo un vero INSULTO AL BUON SENSO.
    non+autenticato
  • >
    > la differenza sta nel fatto che in un opera
    > sinfonica sono presenti centinaia di strumenti
    > diversi con centinaia di timbriche, armoniche, o
    > volgarmente "frequenze operative"
    > diverse...

    L'analisi spettrale effettuata dai codec percettivi se ne frega del "numero di strumenti", infatti la difficoltà di comprimere uno strumento è la stessa di quella per comprimere un'intera orchestra.

    > qui qualsiasi formato LOSSY si siede e cade, mi è
    > capitato di ascoltare un brano dei Carmina Burana
    > compresso in mp3... a primo ascolto mi è uscito
    > un "MA COS'E QUESTA ROBA ?!" mi sembrava


    ...e cosa ti ha portato ad escludere che non fosse un altro problema a causare la pessima qualità della compressione?

    Avevi anche l'originale dal quale è stato prodotto il file compresso per effettuare una comparazione?
    non+autenticato
  • > Se ascoltando molti generi musicali il degrado
    > qualitativo dovuto alla compressione losses
    > (quale che sia) è poco o per nulla avvertibile,

    Se è lossLEss non è avvertibile, per definizione.

    > acustico dovuto alla compressione è evidente e fa
    > rizzare i capelli dall'orrore.

    Baggianate... fior di "audiofili" sono incapaci di distinguere un pezzo compresso a 192 kbps VBR dall'originale, a 320 kbps neanche a parlarne.

    Quindi, attenzione a fare affermazioni perentorie, perché poi si fanno figuracce....
    non+autenticato
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