Gaia Bottà

Pedoweb, quel gioco contro il Vaticano

Mentre si muove la Polizia Postale, mentre i provider confermano l'attivazione di nuovi filtri, e piovono nuove denunce, Molleindustria presenta un nuovo videogame

Roma - Colosseo illuminato, manifesti e manifestazioni per "fermare il Boy Love Day", discusse raccolte di firme. Ma anche arresti, siti messi al bando, monitoraggi e provocazioni: la questione della pedofilia, della pedopornografia, la giornata dell'orgoglio pedofilo scuotono la società civile italiana.

Non può che alimentare il dibattito l'esito dell'operazione "Taras' take over", portata avanti da agenti sotto copertura della Polizia Postale, che, tra l'altro, ha di recente siglato un accordo con Telefono Azzurro, rendendo più efficace il sistema di segnalazione Hot114. A seguito di mesi di indagini fra le chat, l'operazione ha condotto all'arresto di due persone colte in flagranza di reato, ha fatto scattare denunce e sequestri di materiale pedopornografico, coinvolgendo venti persone in dieci regioni.

Nel frattempo, Assoprovider e AIIP, associazioni che rappresentano 250 provider italiani, in un comunicato congiunto, rassicurano coloro che sostengono la via del filtraggio della Rete: hanno provveduto affinché i loro associati mettessero in atto compatti le misure di oscuramento che ritengono siano previste dalla legge nei confronti dei siti messi al bando dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia. Un'operazione complessa, soprattutto nel caso in cui i siti in questione risiedano in paesi le cui normative divergono rispetto a quelle italiane. Un'operazione che, ammettono le due associazioni, non consente la totale messa al bando: al fine di aggirare le censure non è troppo difficoltoso "stabilire percorsi alternativi", attuando "intenzionalmente e dolosamente della contromisure idonee a violare il blocco disposto dalle Autorità e previsto dalla Legge".
A muoversi in Rete non sono soltanto gli ISP, che agiscono come "braccio della legge". L'attivo monitoraggio operato da Telefono Arcobaleno, associazione che da anni si batte per la tutela dei diritti dell'infanzia, ha individuato e denunciato alla Magistratura uno scenario complesso, che si costruisce su fitti legami fra gli apologeti della pedofilia e il business della pedopornografia. Telefono Arcobaleno, si legge in un comunicato, si batte quindi contro la "pedofilia culturale", contro il sovrapporsi di libertà di espressione ed espressione di concetti repellenti, che a suo dire non solo rischia di legittimare e normalizzare il comportamento pedofilo, ma che fa da schermo alla pedofilia attiva, nascondendo, dietro a disquisizioni riguardo a questioni etiche, collegamenti a siti che operano nel business del pedoporno. Il presidente dell'associazione Giovanni Arena la definisce una "connection", una connivenza profonda e radicata tra "siti dell'orgoglio pedofilo" come certi siti in Olanda, stato che crede nell'anteposizione della libertà di espressione anche rispetto a tabù culturali come la pedofilia, con siti che spacciano contenuti illegali, che risiedono soprattutto in Russia, patria europea del pedobusiness.

Ma esiste un altro fronte, che si batte contro altre sfaccettature della pedofilia. A seguito delle polemiche sollevate dal documentario BBC Sex Crimes and The Vatican, fra diffusione e rimozioni dalla Rete e programmazione in tv, la "connection" fra Chiesa, silenzi e pedofilia sembra guadagnare sempre più attenzione.
A fianco delle manifestazioni ufficiali, come quella promossa da RnP nei giorni scorsi, si è messa all'opera, in Rete, la celeberrima factory di Molleindustria.

È con Operazione: Pretofilia, l'ennesimo giochino in flash caustico e provocatorio, che Molleindustria esprime il proprio dissenso nei confronti di questa connection. Un torbido intreccio che, a parere di molti, sembra essere legittimato dagli atti pontifici Crimen Sollicitationis e De Delictis Gravioribus, che risparmierebbero possibili colpevoli di atti di violenza su minori da procedimenti giudiziari nei tribunali civili. Lo scopo del gioco di Molleindustria? Distogliere l'attenzione mediatica sfruttando "agenti silenziatori" al soldo del Vaticano, capaci di intimidire testimoni e sottrarre alle forze dell'ordine turpi membri del clero, nell'intento evidente di richiamare su una questione spinosa l'attenzione dei media e dei cittadini.

Gaia Bottà


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105 Commenti alla Notizia Pedoweb, quel gioco contro il Vaticano
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  • xke nn parliamo un po' dell'articolo 31 sui diritti dei bambini?
    non+autenticato
  • visto che il titolo parrebbe essere "istructio de modo procedendi in causis de crimine sollicitationis", l'ho cercato su google, e sono apparsi sette documenti in tutto, solo su uno è reperibile un testo apparentemente originale,
    http://www.multiline.com.au/~johnm/ethics/criminel...
    anche se ho trovato un'altra copia della stessa versione qui:
    http://www.cesnur.org/2007/Crimen_1962.pdf
    possibile che con tutto il parlare che se ne è fatto non una sola persona al mondo si sia degnata di pubblicare il testo originale, magari con una traduzione a fronte? Avete dei link a riguardo?
  • Qui c'è la versione in inglese:

    http://news.bbc.co.uk/1/shared/bsp/hi/pdfs/28_09_0...

    Un utente di Wiki, sulla omonima pagina di discussione, ha sollevato dei dubbi sulla corretta traduzione dal latino e pare avere accesso alla versione originale. Se vuoi contattarlo, trovi quello che ha scritto qui:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Crimen_so...

    L'utente si chiama Fredericks (http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Fredericks).
  • .. avrei detto che i catto-pretofili fossero contenti di tale gioco, dato che hanno il compito i proteggere i loro amati preti viziosi (non lo sono tutti, spero che la cosa non vi dispiaccia). Mah, mai contenti.
  • Ma dico io nel mondo ci sono tantissime religioni, una meglio dell'altra, una più fanatica dell'altra, una più oppressiva dell'altra,

    ma proprio quella più truffaldina e opprimente doveva diffondersi in Itaglia?

    Il buddismo e lo scintoismo sono molto più antiche e pongono l'accento sul sacrificio per il prossimo e le basi per società più umili e pluraliste.

    La religione cristiana è individualista e ha creato individui egoisti e ipocriti, oltre che frustrati e sottomessi.
    Senza contate che la regola benedettina "ora et labora" è stata la rovina dell'umanità occidentalizzata e cristianizzata. Con annichilimento dei sentimenti e dei desideri di felicità.

    L'uomo è amore puro e questi l'hanno ridotto ad un penitente che deve pregare e chiedere continuamente scusa, ma scusa a chi e de che il peccato orignale? Devo pregare e fare ammenda io ogni giorno e ogni settimana per una zoccola che c'aveva voglia di na mela?
    Ma se ne vada a fa'n'bagno il papa e tutti i suoi mangia tasse e parassiti dell'8 per mille.

    Ed ora mi devo pure vedere toccare e guardare con particolare attenzione mio figlio o figlia da parte di persone frustrate dall'ordine dei voti che gli impone di attaccarlo al chiodo, quando i pastori di molte altre religioni cristiane possono sposarsi e vivere in tutta armonia con una vera famiglia e poter capire meglio i problemi delle loro comunità...
    non+autenticato
  • E chi ti costringe a stare in Italia?
    Mica ti pagano per tenerti qui; anzi, se sei onesto, sei tu che paghi le tasse e contributi vari per starci legalmente, per cui sei tu che scegli di vivere qui perchè ti va bene.
    Se un giorno non ti piace più, fai la valigia e vai in un altro posto.
    Cerchi altre religioni? Il mondo ne è pieno: vai in India, in America, in Cina, in Arabia e avrai solo l'imbarazzo della scelta!
    non+autenticato
  • Non vedo per quale motivo dovrebbe andarsene.
    In Italia c'è libertà di parola e di religione... non è necessario scappare per trovare chissà cosa.

    Il discorso di Luigi verteva sui difetti della religione cristiana, che io condivido ampiamente, e non su altro.

    "Se un giorno non ti piace più, fai la valigia e vai in un altro posto."
    Ah, ho capito.
    Non è lecito avere un parere poco lusinghiero su certi argomenti.
    Quindi la tua idea di democrazia è che chi non la pensa come te se ne deve andare fuori dalle scatole...
    belloSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ivan_the_B

    > Quindi la tua idea di democrazia è che chi non la
    > pensa come te se ne deve andare fuori dalle
    > scatole...
    > belloSorride

    Quello del "prendi e vattene" e' un consiglio diffuso.

    Come se fosse piu' lodevole girarsi e andarsene quando qualcosa non funziona come si crede dovrebbe, invece di fermarsi, discuterne e cercare di cambiare le cose.

    Tutti quelli che vedo qui scrivere "allora vattene" li prenderei a calci.

    Saluti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Burp
    > - Scritto da: Ivan_the_B
    >
    > > Quindi la tua idea di democrazia è che chi non
    > la
    > > pensa come te se ne deve andare fuori dalle
    > > scatole...
    > > belloSorride
    >
    > Quello del "prendi e vattene" e' un consiglio
    > diffuso.
    >
    > Come se fosse piu' lodevole girarsi e andarsene
    > quando qualcosa non funziona come si crede
    > dovrebbe, invece di fermarsi, discuterne e
    > cercare di cambiare le
    > cose.
    >
    > Tutti quelli che vedo qui scrivere "allora
    > vattene" li prenderei a
    > calci.
    >
    > Saluti.

    Giustissimo: l'Italia è esattamente come la vogliono e la rendono gli Italiani. Facciamocene una ragione e godiamocela così com'è.
    non+autenticato
  • La tendenza a far ragionare gli altri al nostro posto sembra essere sempre più frequente. Mi sembra quasi di intuire uno stile tutto italiano nel dare la colpa agli altri per quel che succede.

    Se si parla di cultura, la cultura del diritto deve avere in sé stessa la forza per rigettare le idee contrarie al diritto, se non ha questa forza, imporla per legge penalizzando le idee contrarie significa indebolirla ulteriormente. Il protezionismo della cultura è il modo migliore per condanarla a morte.

    Se si può definire fascismo non il partito fascista, ma un modo autoritario di fare politica, fascista perché tipico del fascismo, e se valesse l'apologia culturale del fascismo (cosa che per fortuna non è, mi sembra) sarebbe da condannare anche Telefono Arcobaleno, che si batte per un modo "fascista" di trattare la cultura in Italia.

    Apologia ha originariamente un significato difensivo, è la difesa dell'avvocato in un tribunale. L'apologia culturale va garantita come va garantita la difesa dell'imputato nei processi. Lo stesso ragionamento altrimenti si potrebbe applicare ai processi. "Poiché ti si accusa di un crimine orrendo non hai diritto alla difesa di un avvocato." Credo che saremmo anni luce dallo stato di diritto. Il reato di apologia culturale porterebbe l'Italia anni luce dallo stato di diritto. Non possono valere eccezioni. L'apologia culturale è un diritto e deve rimanere tale.
  • Se sei così relativista da voler difendere l'apologia della pedofilia, da qualunque parte questa provenga (preti o non preti che siano), se non comprendi e rispetto l'importanza dell'innocenza di un bambino, hai ancora molta strada da fare prima di poterti definire "umano".

    L'apologia della pedofilia non deve essere tollerata in nessun caso, chiunque abbia un minimo di umanità dentro di sè può capire la ragione dietro questo chiaro e semplice concetto. Sono pronto a difendere anche con la forza l'assolutezza di questo principio.
  • - Scritto da: Herbrand
    > Se sei così relativista da voler difendere
    > l'apologia della pedofilia, da qualunque parte
    > questa provenga (preti o non preti che siano), se
    > non comprendi e rispetto l'importanza
    > dell'innocenza di un bambino, hai ancora molta
    > strada da fare prima di poterti definire
    > "umano".

    Non aspetto da nessuno la rivelazione di che cosa è umano. Ho bisogno di farmi un'idea che sia argomentata, illuminata dall'intuizione e dal ragionamento. Immagino che tu abbia la convinzione di essere "umano" basata su argomenti ed evidenze e che tali argomenti ed evidenze si possano trasmettere. Nessuno ti deve impedire di trasmetterli, solo non è degno di uno stato di diritto permettere che tu renda più luminosa la tua casa spegnendo le candele agli altri. Il tuo sarebbe relativismo. La tua casa sarebbe luminosa, solo perché quella degli altri è al buio.

    >
    > L'apologia della pedofilia non deve essere
    > tollerata in nessun caso, chiunque abbia un
    > minimo di umanità dentro di sè può capire la
    > ragione dietro questo chiaro e semplice concetto.
    > Sono pronto a difendere anche con la forza
    > l'assolutezza di questo
    > principio.

    la tolleranza è il fondamento dello stato di diritto. Spero che la forza di cui parli sia quella delle tue argomentazioni, diversamente ti squalifichi da solo come interlocutore.
    Io non parlo di istigazione al delitto, né di apologia di reato, che si può ancora capire, anche se è lontana dalla mia sensibilità politica. Qui si parla di apologia culturale, di sopprimere lo stesso ordine di idee e di evidenze che tu usi e che ognuno usa per fondare le sue convinzioni, anche quando si giunga per tal via a conclusioni diverse da quelle accettate dal politico e dal magistrato di turno.

    Inevitabilmente si arriverebbe a questa contraddizione. Per definire che cos'è la pedofilia, gli stessi legislatori dovranno considerare alcune idee in merito (anche in modo del tutto informale) Difficilmente arriverebbero a una definizione attraverso pareri completamente univoci. Alcuni diranno che la pedofilia comprende dieci comportamenti colpevoli, un'altro che ne comprende nove, un'altro, un certo Herbrand, che ne comprende venti.
    Mettiamo che si voti e passi la versione di Herbrand. Automaticamente quelli che sostenevano che la pedofilia consta di soli dieci, dodici, quindici comportamenti colpevoli diventano potenziali apologeti della pedofilia per le loro idee. E da quel giorno dovranno tacere le loro idee nonostante abbiano avuto la stessa dignità di quelle di Herbrand al momento della stesura della legge. Questo sarebbe grave perché impedirebbe alla legge di essere perfezionata, la prima versione sarebbe l'unica possibile, quella definitiva. Palesemente assurdo.
  • Quanto affermi è vero in generale, ma deve avere dei limiti per non scadere nel relativismo e nell'anarchia morale. Questi limiti sono la nostra umanità e la morale naturale presente in tutti noi, limiti che sono ben riassunti dalla Golden Rule o etica della reciprocità.

    Nel caso particolare della pedofilia questi limiti valgono in quanto un bambino non è, nella stragrande maggioranza dei casi, nè sessualmente maturo (da un punto di vista fisico) nè pienamente in grado di comprendere le conseguenze delle sue azioni (da un punto di vista psicologico), fino a una certa età che sarà certamente influenzata dall'ambiente e dalla società, ma che deve essere comprensibilmente impostata dallo Stato a livelli di guardia.

    Nel caso in esame, gli apologeti della pedofilia non sono soltanto deviati che provano una malsana, predominante attrazione sessuale verso i minori, ma intendono anche distorcere il senso del danno psicologico conseguente dal loro abuso come causato dalla cultura dominante, e non dall'abuso in sè. Distorcono, consciamente o inconsciamente, il ruolo di danneggiante e danneggiato per ingannare se stessi e gli altri e dare l'illusione di aderire a questa regola di buon senso.
    Il tutto ovviamente nel più totale menefreghismo della salute psico-fisica del bambino.

    Queste persone sono bestie, esseri indegni che hanno rinnegato la loro umanità e la loro decenza; non sono malati, perché i malati che sono consci di esserlo cercano di essere aiutati. Sono individualisti. Sono egoisti. Sono malvagi.
    La mia risposta a questa minaccia per la società non è soltanto argomentativa, ma diretta. Se in Italia nascessero associazioni che sfruttano la correttezza politica e il relativismo come cavallo di troia per introdurre queste malsane dottrine non esiterei a intraprendere azioni intimidatorie e se necessario direttamente violente, anche a scapito della mia libertà personale, per stroncare sul nascere questa radice corrotta.
  • - Scritto da: Herbrand
    > Quanto affermi è vero in generale, ma deve avere
    > dei limiti per non scadere nel relativismo e
    > nell'anarchia morale. Questi limiti sono la
    > nostra umanità e la morale naturale presente in
    > tutti noi, limiti che sono ben riassunti dalla
    > Golden Rule o etica della
    > reciprocità.

    Quali sono questi limiti? Non li possiamo stabilire a priori perché un certo Herbrand si dimostra convinto. La regola d'oro poi è la forma più radicale di relativismo.

    >
    > Nel caso particolare della pedofilia questi
    > limiti valgono in quanto un bambino non è, nella
    > stragrande maggioranza dei casi, nè sessualmente
    > maturo (da un punto di vista fisico) nè
    > pienamente in grado di comprendere le conseguenze
    > delle sue azioni (da un punto di vista
    > psicologico), fino a una certa età che sarà
    > certamente influenzata dall'ambiente e dalla
    > società, ma che deve essere comprensibilmente
    > impostata dallo Stato a livelli di
    > guardia.

    Opinione legittima. Ma come stabilire che è più legittima delle altre se non attraverso il libero confronto? Quali sono i livelli di guardia di cui si può parlare senza scadere nell'apologia? Purtroppo non c'è via d'uscita, se lo decidiamo democraticamente qualcuno verrà considerato apologeta della pedofilia (nonostante non sia pedofilo) e sarà considerato un deviato, come scrivi:


    >
    > Nel caso in esame, gli apologeti della pedofilia
    > non sono soltanto deviati che provano una
    > malsana, predominante attrazione sessuale verso i
    > minori, ma intendono anche distorcere il senso
    > del danno psicologico conseguente dal loro abuso
    > come causato dalla cultura dominante, e non
    > dall'abuso in sè. Distorcono, consciamente o
    > inconsciamente, il ruolo di danneggiante e
    > danneggiato per ingannare se stessi e gli altri e
    > dare l'illusione di aderire a questa regola di
    > buon
    > senso.

    Ripeto, non puoi decidere a priori, tu per gli altri, che cosa è buon senso e cosa no. E' contrario allo stato di diritto.


    > Il tutto ovviamente nel più totale menefreghismo
    > della salute psico-fisica del
    > bambino.

    Non è detto. Questa constatazione va fatta dopo, non prima di aver ascoltato l'apologia.

    >
    > Queste persone sono bestie, esseri indegni che
    > hanno rinnegato la loro umanità e la loro
    > decenza; non sono malati, perché i malati che
    > sono consci di esserlo cercano di essere aiutati.
    > Sono individualisti. Sono egoisti. Sono
    > malvagi.


    Idem. Non puoi stabilirlo a prescindere dalle argomentazioni che vengono utilizzate.


    > La mia risposta a questa minaccia per la società
    > non è soltanto argomentativa, ma diretta. Se in
    > Italia nascessero associazioni che sfruttano la
    > correttezza politica e il relativismo come
    > cavallo di troia per introdurre queste malsane
    > dottrine non esiterei a intraprendere azioni
    > intimidatorie e se necessario direttamente
    > violente, anche a scapito della mia libertà
    > personale, per stroncare sul nascere questa
    > radice
    > corrotta.

    Io qui non voglio giudicare moralmente il tuo modo di pensare, ti dico soltanto che è contrario alla nostra Costituzione e al mio modo di pensare, cose di cui a te, mi par di capire, non importa nulla.
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    Modificato dall' autore il 25 giugno 2007 14.54
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  • Valmont, credo di essere stato sufficientemente chiaro nell'esprimere la mia posizione, opinione condivisa dalla stragrande maggioranza degli Italiani - che almeno su questo tema fondamentale da' retta alla propria coscienza - pertanto non mi ci soffermerò oltre.

    Reitero solo che la Golden Rule, che solo apparentemente sa di relativismo, pone un limite di buon senso a ciò che un uomo egoista potrebbe desiderare ai danni dei più deboli, in virtù del fatto che la maggior parte delle persone è in grado di ascoltare la morale naturale e, se non di seguirla, perlomeno di capire chi sta dalla parte del torto. Ritengo che la Golden Rule debba essere difesa e imposta con ogni mezzo per garantire un sereno progresso della società umana (fermo restando che si tratta solo di una "base" anche un pò sterile, ma è già qualcosa atta ad arginare l'avanzata del relativismo).

    Per ultimo, riaffermo che il relativismo morale è una fallacia logica, la pedofilia è un cancro da estirpare, i pedofili che la praticano sono delle bestie schifose e se me ne trovassi uno davanti mentre cerca di mettere le sue mani su un bambino lo stronco a prescindere - con buona pace del relativismo.
  • - Scritto da: Herbrand
    > Valmont, credo di essere stato sufficientemente
    > chiaro nell'esprimere la mia posizione, opinione
    > condivisa dalla stragrande maggioranza degli
    > Italiani - che almeno su questo tema fondamentale
    > da' retta alla propria coscienza - pertanto non
    > mi ci soffermerò
    > oltre.
    >
    > Reitero solo che la Golden Rule, che solo
    > apparentemente sa di relativismo, pone un limite
    > di buon senso a ciò che un uomo egoista potrebbe
    > desiderare ai danni dei più deboli, in virtù del
    > fatto che la maggior parte delle persone è in
    > grado di ascoltare la morale naturale e, se non
    > di seguirla, perlomeno di capire chi sta dalla
    > parte del torto. Ritengo che la Golden Rule debba
    > essere difesa e imposta con ogni mezzo per
    > garantire un sereno progresso della società umana
    > (fermo restando che si tratta solo di una "base"
    > anche un pò sterile, ma è già qualcosa atta ad
    > arginare l'avanzata del
    > relativismo).
    >
    > Per ultimo, riaffermo che il relativismo morale è
    > una fallacia logica, la pedofilia è un cancro da
    > estirpare, i pedofili che la praticano sono delle
    > bestie schifose e se me ne trovassi uno davanti
    > mentre cerca di mettere le sue mani su un bambino
    > lo stronco a prescindere - con buona pace del
    > relativismo.


    Va bene. Parliamo della "Golden Rule". Che cosa dice esattamente? e come la applichi al reato di apologia culturale?
  • La questione mi sembra di assai scarsa sostanza, ciononostante non intendo tirarmi indietro - se non altro per mostrare la coerenza del modello su cui baso la mia posizione.

    La Golden Rule intesa come etica della reciprocità ha una sua pagina di approfondimento qui:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Ethic_of_reciprocity
    (non c'è ancora una versione in Italiano)

    Normalmente viene formulata come "non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te", ma questa codifica presenta imperfezioni, in quanto quello che la maggior parte delle persone concepisce nettamente come negativo (es. tortura) presenta singolari eccezioni (es., persone masochiste). Una formulazione più precisa sarebbe "non fare agli altri quello che la maggioranza delle persone non vuole sia fatto a se stesso (eventualmente aggiungendo: a meno che non sia espressamente richiesto)".

    Il problema nell'applicare questo principio, sulla cui correttezza generale immagino siamo tutti d'accordo, è che spesso non si è d'accordo su _cosa_ sia bene per gli altri, o semplicemente quando applicare il concetto di "altri" (vedi, ad esempio, il caso dell'aborto).

    In particolare nel caso della pedofilia entra in gioco il fattore di facile raggiramento o coercizione psicologica che si può esercitare nei confronti del bambino, particolarmente in età in cui questi è preso da un forte spirito di emulazione di tutto quello che vede fare, senza pensare alle conseguenze a lungo termine (non è un caso che nella cultura popolare ci si riferisca all'infanzia/adolescenza come "età dell'inconscienza").

    Per contro, numerosi studi scientifici (che ho già citato in altri thread sull'argomento) provano al di là di ogni ragionevole dubbio i danni in parte fisici, ma soprattutto psicologici che un bambino riceve nell'essere abusato sessualmente in una serie di fascie di età, in genere sotto i 16 anni. Queste esperienze possono mettere in forse nel bambino il proposito futuro di adoperare la propria sessualità in maniera sana e naturale, e cioè avendo a sua volta una famiglia serena e felice.
    Non è un caso del resto il constatare come chi presenta devianze sessuali simili sono a loro volta persone che da piccole hanno subito abusi sessuali simili.

    Per concludere, l'apologia della pedofilia viola la Golden Rule nel suo cercare di rendere legittimo un comportamento che crea danni tanto al singolo quanto alla società nel suo insieme.
  • Quella che proponi tu oggi come "Golden Rule" esiste da millenni nello Scintoismo...

    E non mi pare che Cina e Giappone stiano oggi piangendo i problemi sessuali sull'infanzia che piangiamo noi occidentali.

    Anzi proprio la società ha un equilibrio basato su valori diversi specie quelli dei diritti della persona.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Herbrand
    > La questione mi sembra di assai scarsa sostanza,

    In che senso? non sono stato io a proporla!

    > ciononostante non intendo tirarmi indietro - se
    > non altro per mostrare la coerenza del modello su
    > cui baso la mia
    > posizione.
    >
    > La Golden Rule intesa come etica della
    > reciprocità ha una sua pagina di approfondimento
    > qui:
    > http://en.wikipedia.org/wiki/Ethic_of_reciprocity
    > (non c'è ancora una versione in Italiano)
    >
    > Normalmente viene formulata come "non fare agli
    > altri quello che non vuoi sia fatto a te", ma
    > questa codifica presenta imperfezioni, in quanto
    > quello che la maggior parte delle persone
    > concepisce nettamente come negativo (es. tortura)
    > presenta singolari eccezioni (es., persone
    > masochiste). Una formulazione più precisa sarebbe
    > "non fare agli altri quello che la maggioranza
    > delle persone non vuole sia fatto a se stesso
    > (eventualmente aggiungendo: a meno che non sia
    > espressamente
    > richiesto)".

    Se togliamo l'individuo e lo sostituiamo con "la maggioranza" dov'è la reciprocità? Rimane solo la maggioranza in rapporto autoreferenziale con sé stessa. "Non fare quello che come maggioranza non vuoi che sia fatto a te." E se sei minoranza la "Golden Rule" come la applichi? Non vale per le minoranze?
    La vera Golden Rule io la vedo come un sano "relativismo", inteso come rispetto degli altri, unico punto di partenza per arrivare a dei valori condivisi. Il rispetto è qualcosa di più della tolleranza, è il riconoscimento che la volontà altrui ha pari dignità.


    >
    > Il problema nell'applicare questo principio,
    > sulla cui correttezza generale immagino siamo
    > tutti d'accordo, è che spesso non si è d'accordo
    > su _cosa_ sia bene per gli altri, o semplicemente
    > quando applicare il concetto di "altri" (vedi, ad
    > esempio, il caso
    > dell'aborto).
    >
    > In particolare nel caso della pedofilia entra in
    > gioco il fattore di facile raggiramento o
    > coercizione psicologica che si può esercitare nei
    > confronti del bambino, particolarmente in età in
    > cui questi è preso da un forte spirito di
    > emulazione di tutto quello che vede fare, senza
    > pensare alle conseguenze a lungo termine (non è
    > un caso che nella cultura popolare ci si
    > riferisca all'infanzia/adolescenza come "età
    > dell'inconscienza").


    Mettiti nei panni del bambino o del malato che ha perso la capacità di decidere. Che cosa vorresti fosse fatto a te? Niente è più relativo.

    >
    > Per contro, numerosi studi scientifici (che ho
    > già citato in altri thread sull'argomento)
    > provano al di là di ogni ragionevole dubbio i
    > danni in parte fisici, ma soprattutto psicologici
    > che un bambino riceve nell'essere abusato
    > sessualmente in una serie di fascie di età, in
    > genere sotto i 16 anni. Queste esperienze possono
    > mettere in forse nel bambino il proposito futuro
    > di adoperare la propria sessualità in maniera
    > sana e naturale, e cioè avendo a sua volta una
    > famiglia serena e
    > felice.

    La scienza riconosce il carattere ipotetico delle proprie affermazioni. Non puoi fondare i tuoi assiomi sulla scienza Il dibattito scientifico deve rimanere aperto.


    > Non è un caso del resto il constatare come chi
    > presenta devianze sessuali simili sono a loro
    > volta persone che da piccole hanno subito abusi
    > sessuali
    > simili.
    >
    > Per concludere, l'apologia della pedofilia viola
    > la Golden Rule nel suo cercare di rendere
    > legittimo un comportamento che crea danni tanto
    > al singolo quanto alla società nel suo
    > insieme.

    La proibizione dell'apologia viola in uno il principio di reciprocità e il diritto costituzionale perché nessuno dei suoi sostenitori, te compreso, mai potrebbe accettare che la stessa idea di proibizione sia proibita per legge, né può accettare, sempre in violazione dello stesso principio, che non sia già legge.
  • > Se togliamo l'individuo e lo sostituiamo con "la
    > maggioranza" dov'è la reciprocità? Rimane solo la
    > maggioranza in rapporto autoreferenziale con sé
    > stessa.

    Non capisco cosa intendi.

    > "Non fare quello che come maggioranza non
    > vuoi che sia fatto a te." E se sei minoranza la
    > "Golden Rule" come la applichi? Non vale per le
    > minoranze?

    Le minoranze non fanno agli altri quello che la maggioranza non vuole sia fatto a se. E' così difficile?

    > La vera Golden Rule io la vedo come un sano
    > "relativismo", inteso come rispetto degli altri,
    > unico punto di partenza per arrivare a dei valori
    > condivisi. Il rispetto è qualcosa di più della
    > tolleranza, è il riconoscimento che la volontà
    > altrui ha pari
    > dignità.

    La Golden Rule esprime dei valori oggettivi, in quanto nessuna persona sana di mente vorrà mai essere derubata, uccisa, o in altro modo violata senza un valido motivo (ad esempio senza aver commesso tali crimini a sua volta). Ritengo che la Golden Rule debba essere applicata in modo assoluto, e non rispetto la posizione chi non è d'accordo con essa.
    Non sono tollerante con gli intolleranti.

    > Mettiti nei panni del bambino o del malato che ha
    > perso la capacità di decidere. Che cosa vorresti
    > fosse fatto a te? Niente è più
    > relativo.

    Non ho capito assolutamente il senso di questa domanda e seguente affermazione.

    > La scienza riconosce il carattere ipotetico delle
    > proprie affermazioni. Non puoi fondare i tuoi
    > assiomi sulla scienza Il dibattito scientifico
    > deve rimanere aperto.

    Su alcuni argomenti fondamentali, mi fido più della mia umanità - che guardacaso in questo frangente è perfettamente in linea con la scienza.

    > La proibizione dell'apologia viola in uno il
    > principio di reciprocità e il diritto
    > costituzionale perché nessuno dei suoi
    > sostenitori, te compreso, mai potrebbe accettare
    > che la stessa idea di proibizione sia proibita
    > per legge, né può accettare, sempre in violazione
    > dello stesso principio, che non sia già
    > legge.

    Non la proibizione dell'apologia in sè, ma la proibizione dell'apologia della pedofilia, in quanto oggettivamente dannosa.


    ...la stai facendo inutilmente complicata e filosofeggiante, quando in realtà il senso è molto più semplice.
    Il senso è che la pratica della pedofilia viola la Golden Rule, oltre ad essere assolutamente disgustosa a chiunque possegga un briciolo di umanità.
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