Dario D'Elia

Il nanoSUV inquina meno ed č elettrico

La statunitense Phoenix Motorcars ha mostrato i suoi SUV e SUT con motore elettrico e nanobatterie. Con 3 dollari fanno pių di 200 km. I dettagli

Roma - Rispettare l'ambiente non vuol dire privarsi di un SUV. E con quello che potrebbe sembrare un claim di terz'ordine si può riassumere l'obiettivo della statunitense Altairnano. Qualche settimana fa ha presentato ufficialmente le nuove Phoenix Motorcars, un cosiddetto sport-utility vehicle (SUV) e uno sport-utility truck (SUT) dotati esclusivamente di motore elettrico.

Sulla Reno Gazette è uscito per l'occasione un articolo a dir poco entusiastico. Un lettore, infastidito dai toni, ha lasciato un commento piuttosto crudo, ricordando che il basso impatto ambientale del mezzo è piuttosto relativo, dato che, di fatto, l'energia per alimentarlo bisognerà pur prenderla da qualche parte. Ma, al di là della querelle ecologista, la novità è che le Phoenix dispongono di un nuovo tipo di batterie realizzate con nanotecnologie.

Le "NanoSafe" della Altairnano, invece di utilizzare i comuni elettrodi di grafite adoperano un composto di particelle di diossido di titanio arricchito con altri ossidi, fra cui quelli ceramici. Il risultato permette di disporre di materiali di conduzione capaci di una maggiore efficienza elettrolitica e quindi di ottenere maggiori velocità di caricamento e scaricamento, un'operatività in condizioni ambientali estreme e migliori prestazioni complessive.
"130 miglia (208 km) costano circa 3 dollari", ha dichiarato Bryon Bliss della Phoenix Motorcars, il partner tecnologico della Altairnano. "E la ricarica può essere effettuata in quasi 10 minuti". Si dispone di un'autonomia massima di 100 miglia che richiedono poco meno di 3000 watt. Il tutto con prestazioni velocistiche più che accettabili: una velocità massima di 152 km/h e un'accelerazione massima da 0 - 96 km/h sotto i 10 secondi.

Un buon risultato - per gli standard statunitensi - che apre la strada a sviluppi commerciali di un certo peso. Phoenix SUT, infatti, sarà disponibile entro la fine dell'anno per flotte aziendali; nel 2008 invece sarà il momento del SUV. I prezzi di listino non sono stati ancora resi noti, ma i manager Phoenix continuano a sostenere che il risparmio sulla benzina e sulla manutenzione permetterà un ritorno economico praticamente immediato. Il problema, comunque, rimane quello del rifornimento: anche nell'evoluta California non vi sono "energiai", ma solo benzinai.

Altairnano ha comunque in mente una soluzione, che potrebbe coinvolgere il fornitore locale Pacific Gas & Electric - la stessa azienda che partecipa al progetto Googlecar. Basterebbe una rete di stazioni a ricarica veloce da 480 volt - un presa di casa da 220 volt richiederebbe circa 5 ore di alimentazione - e anche i cittadini californiani potrebbero iniziare a pensare alle Phoenix come ad un'alternativa interessante. Ma fino all'implementazione di una vera e propria rete regionale, il business sarà prettamente aziendale. E le stazioni di ricarica saranno allestite negli stabilimenti o vicini agli uffici.

Altairnano fornisce le batterie, la UQM Technologies costruisce i motori, la Phoenix li istalla sulle auto realizzate da un'azienda coreana - volutamente tenuta segreta. "Sono vendute in Europa e rispettano gli standard di sicurezza e di crash europei", ha dichiarato il portavoce della Phoenix. Ed effettivamente per essere un mezzo a basso impatto ambientale è piuttosto gradevole. Ben diversa, invece, la situazione per il progetto "Motor Solar Urbana" della SunRed. Premiata al 34° Salone Internazione dell'Automobile di Barcellona come migliore innovazione tecnologica, la motocicletta è letteralmente sommersa da metri quadrati di pannelli solari. Efficienza prima di tutto.

Dario d'Elia
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