Luca Annunziata

Il software libero sta arrivando a Forlì

Presentata una mozione al consiglio comunale del comune romagnolo. Tra le proposte: free software nella pubblica amministrazione, accessibilità dei lavori, messa a disposizione del pubblico delle opere pagate dallo stato

Roma - È di Alessandro Ronchi, consigliere in quota Verdi e sostenitore del software libero, la mozione presentata lo scorso 12 giugno al Consiglio Comunale di Forlì, dal titolo: "Mozione sull'accesso pubblico al sapere e la libera fruizione delle opere dell'ingegno".

Tra i temi trattati ci sono le questioni fondamentali per l'e-government e l'accessibilità del materiale prodotto dal governo locale: utilizzo di soluzioni free software negli uffici comunali e adozione di standard aperti per la comunicazione con i cittadini.

Secondo il testo della mozione, disponibile a questo indirizzo, "le pubbliche amministrazioni hanno la possibilità di incentivare la produzione di opere dell'ingegno ed aumentare la loro distribuzione sul territorio". Ma per garantire i benefici per la popolazione è necessario scegliere "licenze d'uso diverse da quelle attuali e privilegiando le opere liberamente fruibili".
Lo scopo è dunque migliorare il rapporto tra PA e cittadini: questi ultimi, nella visione di Ronchi, con l'adozione di standard aperti, avrebbero la possibilità di accedere liberamente alle informazioni ed ai beni prodotti direttamente o indirettamente dal Comune.

Quello che, secondo Ronchi, distingue la proposta dai precedenti ordini del giorno e mozioni approvati altrove, è l'impegno preciso che verrebbe imposto al Comune di promuovere il riutilizzo di tutti i beni immateriali, acquistati da terzi (software, documenti ecc) con i soldi pubblici, alle varie componenti della Pubblica Amministrazione e tra i cittadini.

Si legge ancora nel testo: "La sempre maggiore necessità di migliorare l'efficienza e l'efficacia degli investimenti, (...) impone alle amministrazioni la ricerca delle possibilità di riuso delle soluzioni già realizzate, (...) come indicato tra le principali linee strategiche del CNIPA (Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione)".

Per questo, la mozione impegnerebbe ad adottare formati aperti per i propri lavori e, soprattutto, a distribuire quanto prodotto con i fondi pubblici. L'idea è che ciò che è stato finanziato, anche solo al 30 per cento, debba rimanere fruibile e accessibile a tutta la popolazione.

La mozione si spinge anche oltre, ponendo un limite massimo di un anno alle restrizioni sulla pubblicazione di materiale finanziato dal Comune, nonché il divieto di impiegare tecnologie di protezione nel software o in generale nel materiale prodotto. Trascorso un anno, le opere dovrebbero essere messe a disposizione della comunità, in uno spazio creato dal Comune stesso.

Secondo Ronchi, questo significherebbe "evitare che le pubblicazioni locali finiscano in breve nel dimenticatoio, perché prive di interesse commerciale". La mozione si pone nella scia dell'analoga iniziativa Scarichiamoli!, lanciata nel 2005 e che, a distanza di due anni, continua a fare pressione sulle istituzioni perché il patrimonio comune non invecchi o, peggio, rischi di finire in mano ad aziende private.

Ad oggi, nonostante gli sforzi della comunità per il software libero, gran parte delle risorse create dallo Stato e pagate con i soldi pubblici restano poco accessibili e troppo spesso non rispettano neppure i requisiti imposti dalla Legge Stanca. E pensare che all'estero ci sono enti pubblici che producono un loro sistema operativo.

Luca Annunziata
14 Commenti alla Notizia Il software libero sta arrivando a Forlì
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  • cosa e' ci sono le comunali, le amministrative.

    In genere quando un politico viene su PI a parlare di questo e' per motivi elettoriali.

    Non ci credete, guardate i precedenti?
    Non c'erano gia' altri esponenti dei verdi a fare le stesse cose, ma ora di open cosa hanno fatto?

    Parla di formati aperti, peccato che al momento non esistono.
    Ogni comune ha una biblioteca comunale, mi trovate il formato dei dati che mi permette di cambiare programma tenendo fermi i miei archivi ( i formati aperti servono per questo ).
    A quanto mi risulta: Non Esiste.
    Lo sapete che non si campa di solo openoffice.
  • Non sono in campagna elettorale, le amministrative ci saranno tra due anni.

    Sei un po' prevenuto?

    I formati aperti esistono, sia nel campo dell'office automation sia nell'interscambio dei dati. Internamente le applicazioni possono avere il database che vogliono (meglio se fatto con software libero), ma all'esterno bisogna usare standard per permettere lo scambio dei dati con i cittadini.

    Una volta che ho accesso al database cambiare applicazione mantenendo i dati è facile.
    non+autenticato
  • In uno Stato ostile al privato come questo (dove vengono a priori escluse i prodotti software commerciali) io non vedo più motivo di pagare le tasse.

    O passiamo ad un sistema social-comunista, dove tutto è garantito e tutto è centralizzato nel governo... oppure questo stato riconsideri la sua natura libera e repubblicana, fatta di concorrenza fra i privati e libero commercio.

    Non si può avere tutte e due le cose assieme, pagare le tasse e far finta di niente... solo per poter cavalcare l'onda del barbuto stipendiato.

    Povera italia, ho letto che è al primo posto per "voglia" di freesoftware (non certo per produzione dello stesso), ma è anche all'ultimo posto per PIL e produzione industriale.

    Viva il buonismo e il prossimo collasso europeo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Goldenax
    > In uno Stato ostile al privato come questo (dove
    > vengono a priori escluse i prodotti software
    > commerciali) io non vedo più motivo di pagare le
    > tasse.
    >
    > O passiamo ad un sistema social-comunista, dove
    > tutto è garantito e tutto è centralizzato nel
    > governo... oppure questo stato riconsideri la sua
    > natura libera e repubblicana, fatta di
    > concorrenza fra i privati e libero
    > commercio.
    >
    > Non si può avere tutte e due le cose assieme,
    > pagare le tasse e far finta di niente... solo per
    > poter cavalcare l'onda del barbuto
    > stipendiato.
    >
    > Povera italia, ho letto che è al primo posto per
    > "voglia" di freesoftware (non certo per
    > produzione dello stesso), ma è anche all'ultimo
    > posto per PIL e produzione
    > industriale.
    >
    > Viva il buonismo e il prossimo collasso europeo.


    eh? ma di he parli? qualcuno ti obbliga a offrire i tuoi prodotti con licenza proprietaria? vendi i tuoi prodotti allo stato con licenza libera e il problema e' risolto; non vedo perche' il software che lo stato paga coi soldi delle mie tasse non debba essere fruibile anche a me (che ho contribuito a pagarlo)
    non+autenticato
  • - Scritto da: aaabbb
    >
    > eh? ma di he parli? qualcuno ti obbliga a offrire
    > i tuoi prodotti con licenza proprietaria? vendi i
    > tuoi prodotti allo stato con licenza libera e il
    > problema e' risolto; non vedo perche' il software
    > che lo stato paga coi soldi delle mie tasse non
    > debba essere fruibile anche a me (che ho
    > contribuito a
    > pagarlo)

    no, lo stato deve riconoscere il privato come da costituzione, altrimenti potrei anche chiedere all'ufficio postale di prestarmi nel pomeriggio il motorino di un postino a caso

    il comunismo può anche starmi bene, ma che non si applichi solo nel software, come se le software house commerciali fossero le galline nere e cattive del pollaio e bisogna educarle al nuovo sistema sociale
    non+autenticato
  • Non capisco quale sia il legame tra il free-software e la negazione del libero mercato. non mi sembra che a detenere il monopolio sul software open sia qualche partito filo comunista o chi per lui. inoltre non capisco neanche il legame tra il non pagare le tasse e il fatto che si dia meno importanza al privato; il pagare le tasse al cittadino dovrebbe essere il mezzo per assicurarsi servizi pubblici, cosi come succede in paesi ben più avanzati di noi come quelli scandinavi (con tasse ben più alte delle nostre in rapporto).
    quindi, in conclusione, non ho capito le argomentazioni da te portate nel tuo post.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luigi Curzi
    > Non capisco quale sia il legame tra il
    > free-software e la negazione del libero mercato.
    > non mi sembra che a detenere il monopolio sul
    > software open sia qualche partito filo comunista
    > o chi per lui. inoltre non capisco neanche il
    > legame tra il non pagare le tasse e il fatto che
    > si dia meno importanza al privato; il pagare le
    > tasse al cittadino dovrebbe essere il mezzo per
    > assicurarsi servizi pubblici, cosi come succede
    > in paesi ben più avanzati di noi come quelli
    > scandinavi (con tasse ben più alte delle nostre
    > in
    > rapporto).
    > quindi, in conclusione, non ho capito le
    > argomentazioni da te portate nel tuo
    > post.

    è una questione di principio al fine di mantenere attivo il mercato e l'industria del software (che non è solo microsoft)

    la pubblica amministrazione non può voltare le spalle ad un prodotto privato solo perchè si tratta di software, altrimenti sarebbe una discriminazione per chi ha accettato da sempre i principi di un mercato libero

    se tu paghi le tasse è perchè la PA possa svolgere il proprio dovere PER TE e non perchè tu possa godere liberamente degli strumenti per fini sociali

    chi paga le tasse lo fa per avere un servizio dallo stato e non per diventare proprietario o possessore degli strumenti con i quali si raggiunge quel fine

    tali strumenti (hardware, software, ecc..) devono poter rimanere sotto copyright e quant'altro di una leggittimissima azienda privata, così come avviene per tutti i beni strumentali di un ente pubblico (auto, computer, carta, penne, energia elettrica, connessione internet, ecc)

    la PA deve essere libera di scegliere che tipo di licenza adottare per i software e non essere obbligata a girare le spalle ai "peccatori" del software commerciale
    non+autenticato
  • Quindi a te da fastidio il fatto che si possa risparmiare soldi anche delle tue tasse con del software libero al posto del commerciale?

    Quando il responsabile del CED di una media ASL italiana mi dice che non ha potuto completare l'ala di un ospedale perché ha dovuto buttare via 300mila euro di sole licenze software, come vi sentite tu e i tuoi familiari che non avete trovato posto in quell'ospedale in un'occasione di un malanno o un incidente?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Roberto
    > Quindi a te da fastidio il fatto che si possa
    > risparmiare soldi anche delle tue tasse con del
    > software libero al posto del
    > commerciale?
    >
    > Quando il responsabile del CED di una media ASL
    > italiana mi dice che non ha potuto completare
    > l'ala di un ospedale perché ha dovuto buttare via
    > 300mila euro di sole licenze software, come vi
    > sentite tu e i tuoi familiari che non avete
    > trovato posto in quell'ospedale in un'occasione
    > di un malanno o un
    > incidente?

    questi tuoi discorsi da bravo buonista possono attecchire solo su gente senza cervello e senza midollo (e aimhè sono davvero tanti soprattutto in italietta)

    anche pinco-pallino (purchè abbia midollo) capirebbe infatti che con l'open source non si risparmia un bel nulla, anzi... diventa tutto un magna magna, senza di fatto fare vera innovazione e sviluppo
    non+autenticato
  • basta leggere le risposte a questo commento per capire quanto non mi sbaglio ogni volta che comincio a fare disfattismo anti-italico... tanto a tutti va bene così anche se si lamentano ... tsk mi auto-censuro prima di peggiorare le cose...
    non+autenticato
  • ma se al Comune di Forlì conoscono solo ASP + Access, che vogliono usare free software a fare, vogliono ripartire da zero?
  • Segno che nel frattempo si sono "acculturati"...
    Quando c'è da risparmiare s'aguzza l'ingegno.
    non+autenticato
  • vogliono ripartire da zero?

    Non hanno nulla da perdere!
    Sono a 0,1 se ripartono da 0 perdono ben poco!
    non+autenticato
  • Premessa: il comune di Forlì ha dato in appalto la gestione informatica ad uno dei maggiori gruppi di networking italiani che si occupa anche in GRAN PARTE di linux & co.

    Però io non mi pronuncio su di loro e sulla odiata Italia...bah dico solo che dopo un mazzo fotonico che mi sarei fatto in una sede decentrata (e domiciliato là per fini "furbo-lavorativi" ...) sarei finito con buona probabilità (una volta tornato in zona ovvero Romagna) proprio ad assistere il Comune di Forlì, che a detta del titolare é "il cliente" più avanti come termini di pensiero innovativo, anche perché seguiva personalmente la situazione forlivese appena possibile (parole povere: o era in sede, o era a Forlì, o in trasferta estera)
    non+autenticato