Alfonso Maruccia

Google Earth Outreach, il volto umano di Google

Lanciato il progetto per mettere a disposizione di organizzazioni umanitarie e non profit, in maniera gratuita, tutta la potenza del simulatore planetario 3D di BigG

Mountain View - Anche la fredda e implacabile macchina da soldi che è diventata Google Inc. può avere - forse - un cuore. L'ultima novità appena lanciata dal Googleplex non è l'ennesima acquisizione di una società di sicurezza, un'azione di lobby per curare meglio i propri interessi o una nuova appliance web eseguibile anche off-line in barba all'Office di Microsoft. Il lancio questa volta ha la parvenza filantropica di Google Earth Outreach, versione speciale del simulatore Google Earth pensata per aiutare le organizzazioni non profit ad illustrare e comunicare più incisivamente i risultati della propria attività.

L'idea è nata in occasione dell'uragano Katrina nel settembre del 2005, ricorda Googleblog, quando sono risultate chiare le potenzialità di Google Earth come strumento di esplorazione e rappresentazione di vicende umane, crisi umanitarie e fenomeni pandemici. Dopo oltre un anno di lavoro, che ha occupato il 20% del tempo lavorativo dello staff di Google Earth (generalmente usato per progetti indipendenti, oltre le necessità strettamente aziendali), il simulatore ha acquisito tutte le caratteristiche necessarie ed è finalmente divenuto di pubblico dominio.

Google Earth Outreach è scritto in KML, "l'HTML della terra" come viene definito da BigG, ed ha potuto giovare del contributo di partner quali il Jane Goodall Institute, importante organizzazione ambientalista con sedi in tutto il mondo. La dottoressa Goodall, nel presentare il risultato dell'impiego del software racconta della recente avventura in Tanzania, in cui la popolazione locale si è dimostrata refrattaria alle mappe bidimensionali presentate loro dagli attivisti, ma ha iniziato a collaborare attivamente dopo aver avuto modo di consultare le mappe 3D di Google Earth avendo riconosciuto in esse il territorio locale.
Altri casi interessanti dell'impiego di Google Earth Outreach sono poi elencati a questa pagina web: gli esempi vanno dalla rappresentazione dettagliata dell'immane tragedia umanitaria della Crisi nel Darfur da parte dello U.S. Holocaust Memorial Museum, all'atlante dei cambiamenti ambientali ad opera dell'UNEP.

Le organizzazioni che abbiano i requisiti per partecipare al progetto non vengono lasciate sole: ognuna è incoraggiata a sottoscrivere gratuitamente una licenza Google Earth Pro, sottoscrizione annuale che di listino costa 400 dollari e che garantisce il supporto tecnico da parte di BigG. Sono stati inoltre predisposti online tutorial e guide per i novizi del software che, in congiunzione con i casi studio suddetti, dovrebbero fornire tutto il necessario per imparare a padroneggiare il simulatore.

Rebecca Moore, manager di Google Earth Outreach, si dice "eccitata" dalla distribuzione al pubblico del software, che a suo dire si rivelerà un importante strumento di supporto per lavori e progetti di importanza cruciale. Perché, dice Moore citando la dottoressa Goodall, "soltanto se comprendiamo possiamo preoccuparci. Solo se ci preoccupiamo possiamo aiutare. Con Google Earth Outreach, un maggior numero di persone ha la possibilità di osservare, preoccuparsi, e quindi agire".

Alfonso Maruccia