Honeywell, nodo di sharing in sede?

E la federazione dei fonografici prende spunto da un caso di cronaca per diramare un avvertimento

Roma - L'inchiesta della polizia su un uso illegale dei sistemi di file sharing che si sarebbe manifestato negli uffici scozzesi della Honeywell ha dato lo spunto alla federazione internazionale dei fonografici, IFPI, per ricordare alle imprese che l'uso delle proprie reti per commettere atti di pirateria può causare non pochi danni.

"Questa azione in Scozia - ha dichiarato il chairman e CEO di IFPI, John Kennedy - è un campanello di allarme per le aziende nel mondo. IFPI ha promosso campagne per avvertire le imprese di essere vigili sui possibili abusi delle proprie reti per lo scambio illegale di musica e ha pubblicato una Copyright and Security Guide", indirizzata appunto alle aziende.

Nel caso di Honeywell, l'accusa dei discografici britannici di BPI è che sui server dell'azienda fossero ospitati nodi di condivisione illegale di musica utilizzati per scambiare migliaia di canzonni sul network interno di Honeywll. Al momento le indagini si focalizzano sull'effettiva estensione ed utilizzo di questo sistema e sull'individuazione delle relative responsabilità.
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