Informatica Umanistica difesa dai docenti

Con una lettera al ministro all'Istruzione Letizia Moratti 150 docenti spiegano perché nell'era digitale è indispensabile una riflessione umanistica sull'informatica

Roma - Sta acquisendo sempre più spessore l'iniziativa "Informatica umanistica: una disciplina importante" voluta dai docenti italiani che ritengono indispensabile nell'era digitale una forte presenza delle discipline umanistiche nell'informatica, "cuore pulsante" delle nuove tecnologie.

L'iniziativa, già sottoscritta da più di 160 docenti, si avvale di un sito sul quale è possibile leggere il testo della lettera inviata al ministro all'Istruzione Letizia Moratti e una serie di altri materiali.

"Nei mesi scorsi - si legge in una nota diffusa dal sito - la stampa aveva attribuito al Ministro qualche perplessità sulla previsione dei nuovi corsi di laurea in informatica umanistica. Ebbene: secondo i firmatari dell'appello, nell'era della società dell'informazione c'è un disperato bisogno di editor, bibliotecari, archivisti, filologi, storici, filosofi, linguisti, ecc. che sappiano utilizzare in modo innovativo gli strumenti informatici, e sappiano riflettere sulle loro caratteristiche e le loro potenzialità, anche in ambito umanistico. Ciò che le facoltà umanistiche rivendicano è insomma la loro capacità di analizzare, gestire ed elaborare - in maniera certo non esclusiva, ma con un ruolo specifico e rilevante - anche le nuove forme della conoscenza".
Secondo i firmatari dell'appello, l'inserimento dell'informatica umanistica fra le materie di insegnamento e fra i corsi di laurea specialistica introduce anche nei curricula universitari italiani "una metodologia d'avanguardia, in una prospettiva di integrazione formativa europea". Di conseguenza auspicano "concrete iniziative a sostegno di progetti innovativi, che offrono a studenti e studentesse di ambito umanistico una formazione più aggiornata e qualificata, e maggiori opportunità di inserimento nel mondo del lavoro".

Il testo della lettera al Ministro è disponibile qui.
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18 Commenti alla Notizia Informatica Umanistica difesa dai docenti
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  • E' impressionante. Non stanno più neanche _fingendo_ di educare. E' tutto allo scoperto.

    Sono sicuro che tutti sappiamo quale genere di studenti sarà attratto da questo corso:

    Quei trogloditi male istruiti che tutti abbiamo conosciuto all'università, e che lentamente, pesantemente, abbandonavano gli studi. Alcuni di essi sono rimasti comunque, parassitando un'istituzione che non tollerava più la loro presenza. Ora a quanto pare non li "canneremo" più, gli daremo 30 in "Auto-Giustificazione di Incompetenza I", "Parassitismo Avanzato II" etc. etc. Posso immaginare quanti saranno attratti a questi "corsi". Gli standards accademici, già al di sotto di ogni umana tolleranza, affonderanno oltre tutti i nadirs precedentemente immaginati. Stanno tentando di produrre una generazione di italiani così tristemente ignorante da credere a qualsiasi teoria pseudo-scientifica. Una nazione di ignoranti perfetti che faranno tutto ciò che gli viene detto, una nazione di fannulloni incapaci di pensare criticamente. L'industria del "riciclaggio" decollerà come un razzo (investirò immediatamente, credetemi!) perché questi "laureati universitari" saranno incapaci di scoprire dove realmente vanno i camion del "riciclaggio" con i rifiuti che hanno suddiviso con attenzione (come schiavi assegnati per punizione al mucchio dell'immondizia). Dove vanno quei camion, chiederete? Alla discarica, come tutti gli altri camion. È soltanto addestramento all'obbedienza. I liberali fanno sempre quello che gli viene detto, perché non hanno l'immaginazione o la forza di volontà per costruirsi la loro libertà. Mi dispiace di rosicare qui, ma vedo la mia nazione che scende per la toeletta a spese del contribuente ed è un po' duro da vedere.
    non+autenticato
  • Io sono stata attratta da questo corso e mi sono iscritta appena terminate le scuole superiori (liceo scientifico).
    Non credo di essere una troglodita e tra i miei colleghi ho conosciuto per la maggior parte gente capace, curiosa e studiosa.
    Ti dirò di più, solo adesso, al terzo anno, mi sto rendendo conto di quanto sia stata giusta la mia scelta.
    Mancava una figura professionale con capacità tecniche, di sintesi, di comunicazione, gestione intelligente dei dati.
    Non serve fare a nulla scrivere un bel programma se poi non è usabile ed è scritto in un italiano pessimo e incomprensibile epr gli utenti.

    Comunque, apparte tutto questo discorso che potrebbe essere approfondito ancora...
    Sei stato parecchio maleducato e irrispettoso nei confronti di tutti i ragazzi che fanno sacrifici per studiare. Anche se frequentano una facoltà che tu non apprezzi.
  • Invece di affrontare _seriamente_ l' argomento, si chiamano i "sociologhi", gli psicoantropologhi artisti-intellettual-filosofo-epistemologi che vengono a farci la lezioncina di "informatica umanistica", citando tanti autori, professori, opinionisti che di computer non sanno, tipicamente una mazza ma che ne raccontano gli aspetti "sociali" ed epistemologici.

    Perché, una volta tanto non si prova ad affrontare *seriamente* l'argomento, divulgando un' informazione _tecnica_ invece delle scemenze dell'intellettuale di turno ?

    Perché, purtroppo, in Italia ogni aspetto dell'informazione e dell'istruzione è occupato da intellettuali liberali smidollati che non permettono ad un'informazione differente dai loro castelli in aria di arrivare al pubblico.
    non+autenticato
  • Per una volta che gli umanistici fanno un passo verso le nuove tecnologie (invece di rimanere rabbiosamente ancorati al passato) non posso che appoggiarli. Spero che continuino cosi`.
    non+autenticato
  • Come sviluppatore di lunga data che ha sempre cercato di non essere semplicemente "un tecnico" non posso che essere pienamente concorde.
    E' necessario un riequilibrio nel settore delle nuove tecnologie, e' ormai troppo arido, ha bisogno di visioni differenti. Umili pero'.
    Sono stanco di vedere bellissime scatole tecnologiche... vuote.

    Ciao
    non+autenticato
  • Eh...
    Non sapevo nemmeno che esistesse una laurea in informatica umanistica, ma in quanto laureata in filosofia e programmatrice web la seguirei molto volentieri, perchè metterebbe fine al 'contrasto' delle mie due anime, quella più propriamente umanistica e quella che ama le nuove tecnologie.
    Devo dire che nel quotidiano del mio lavoro ho constatato che non c'è molto spazio per i 'contenuti', anzi, spesso si mettono in linea siti che hanno evidenti errori di grammatica e sintassi nei (pur brevi) testi presentati.
    Sarebbe ora di cambiare (lo dico da tre anni).
    Sono molto contenta che ci siano così tante persone che la pensano come me, e dispiaciuta di non poter firmare la petizione.
    non+autenticato
  • Da appassionato programmatore web ex-laureando in Lettere classiche e diplomato in chitarra classica, non posso che ssere contento e solidale.
    Ci sarà qualcuno che saprà mettere d'accordo le due anime? Credo che i tempi siano quasi maturi.
    Nel frattempo constato quotidianamente l'insipienza e l'ignoranza dei tecnici. Aveva ragione Platone, alla fine chi possiede una technè non è altro che uno schiavo.
    Saluti orgogliosamente distinti

    M.C.
    non+autenticato


  • - Scritto da: mennox
    > Da appassionato programmatore web
    > ex-laureando in Lettere classiche e
    > diplomato in chitarra classica, non posso
    > che ssere contento e solidale.
    > Ci sarà qualcuno che saprà mettere d'accordo
    > le due anime? Credo che i tempi siano quasi
    > maturi.
    > Nel frattempo constato quotidianamente
    > l'insipienza e l'ignoranza dei tecnici.
    > Aveva ragione Platone, alla fine chi
    > possiede una technè non è altro che uno
    > schiavo.
    > Saluti orgogliosamente distinti
    >
    > M.C.

    tralasciando il fatto che essendo un "tecnico" (ingegnere elettronico diplomato al liceo scientifico) dovrei sentirmi offeso dalle tue parole, che non sono altro che una facile generalizzazione, non capisco quali siano precisamente gli esami che dovrebbero comporre questo tipo di corso di laurea, ne` tantomeno il suo scopo; sono andato nel sito ma ho trovato poche informazioni utili.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Raist
    >
    > tralasciando il fatto che essendo un
    > "tecnico" (ingegnere elettronico diplomato
    > al liceo scientifico) dovrei sentirmi offeso
    > dalle tue parole, che non sono altro che una
    > facile generalizzazione
    Non farci caso: purtroppo prevale ancora, per ogni dove, la concezione gentiliano-crociana, amplificata e distorta dai sessantottardi, che schifa la "manualità" (come se neurochirurghi ed ingegneri fossero meno utili, o più stupidi di un poetastro bohemien...), il pragmatismo e le Scienze esatte. Quella che ha prodotto generazioni di "intellettuali organici" crassamente ignoranti, salottieri ed improduttivi, per intenderci.

    Gente che non ha mai capito, neppure sfiorato le grandi verità espresse da John D. Barrow e Roger Penrose, W. Quine, Karl Popper, Thomas Kuhn, per limitarsi ai più grandi e recenti: Matematica ed Arte sono solo due facce della stessa medaglia, due modi complementari e necessari per descrivere lo stesso Universo, sia interiore che esterno (qualunque cosa esso sia).

    Purtroppo, a questa basilare constatazione epistemologica si oppone, da ben prima che venisse formulata esplicitamente, il pastrocchio crociano-sessantottesco - trionfo dell'ignoranza dei teorici del nulla - fondato su una irragionevole, immotivata prevalenza delle discipline umanistiche su quelle scientifiche, che impone ai suoi adepti un protocollo di costante, sussiegosa supponenza: assai utile a mascherare l'insipienza.

    Vero è che i sostenitori di tale non-pensiero schifano Matematica e Fisica, e ne vagheggiano la cancellazione dagli insegnamenti nei loro deliri onirici, poiché semplicemente non arriverebbero a pagina tre di un qualsiasi testo che preveda più di un paio di simbolismi matematici per capitolo, mentre un "povero schiavo" (che nel 78% dei casi viene da un liceo, sa di greco e latino, e magari si è letto per e con passione testi conosciuti agli umanisti solo per titolo, o per Bignami pre-esame) è in grado di leggere e comprendere pianamente qualsiasi testo scritto in italiano corrente. Ammesso che se ne tragga poi qualcosa di realmente interessante, da certi testi dei campioni umanistici, tra onanistici ed autoreferenti barocchismi ed esercizi di stile, interi capitoli dedicati a scagliare manciate, badilate di fango sui malcapitati concorrenti in liti accademiche da cortile, un'alluvione di balordaggini puramente personali e prive di qualsiasi motivazione razionale, sciocche supposizioni, non sequitur logici, forzature ed omissioni strumentali fatte cadere dall'alto della propria supposta autorevolezza, un mosaico di citazioni a cascata estrapolate dal contesto originale, ed un pastone di roboante retorica infarcita di paroloni vuoti, tra ontologie, ontogenesi, essoterismo, noumeni, miti e realtà ultime.

    Una dimostrazione matematica è una dimostrazione, vivaiddio: vere le premesse, se priva di errori madornali, vere anche le conseguenze, una tantum.
    Che l'abbia fatta un mezzemaniche di provincia o un premio Fields. Se non la capisci, è solo un problema di asinite: che non toglie niente alla sua verità, nel sistema assiomatico di riferimento.

    Non c'è confronto: per fortuna, ci sono modi migliori di fare umanesimo, ben altri dalle meschine grettezze di chi esprime a cuor leggero, per supina sottomissione al Pensiero Unico Dominante del Vero Intellettuale Ben Inquadrato, posizioni schifiltose nei riguardi di Scienze e scienziati di cui sa un nonnulla, per di più interamente falso.

    > non capisco quali
    > siano precisamente gli esami che dovrebbero
    > comporre questo tipo di corso di laurea, ne`
    > tantomeno il suo scopo; sono andato nel sito
    > ma ho trovato poche informazioni utili.
    A spanne, direi che potrà essere una via di mezzo tra Scienze della Comunicazione, ed i corsi di Informatica Sociale che fanno, ad esempio, in Olanda.
    non+autenticato
  • non c'ho capito un c..... (+/-)
    non+autenticato
  • Ciao!
    Io studio sociologia....non so se anche essa faccia parte di quel filone di studi "crociani-sessantottini" (!!!) a cui facevi riferimento...so soltanto che tutte quelle discipline umanistiche, per meglio dire scienze sociali, che non godono dello statuto di "scinnze esatte" (come la matematica e la fisica, per intenderci...ma so che sull'aggettivo "esatte" per queste discipline ci sarebbe molto da dire...) dicevo, tutte le scienze sociali sono automaticamente considerate di serie B. Non ho mai sentito qualcuno dire "aboliamo la matematica o la fisica", infatti anche il Ministro prevede di eliminare un corso di laurea umanistico, non uno tecnico. Si elimina la storia dell'arte, non la fisica. I premi Nobel si danno ai fisici e ai matematici, mai sentito un nobel ad uno psicologo o (peggio!!) ad un sociologo.
    Non so che ambienti frequenti, ma dalle mie parti studiare sociologia vuol dire sentirsi dire "e che è??? che studi, la società?"; se dici "studio matemetica, o ingegneria elettronica" sei un dio sceso in terra (e sicuramente non fai sprecare i soldi delle tasse universitarie ai genitori...come dicono a me).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luisa
    > Ciao!
    > Io studio sociologia....non so se anche essa
    > faccia parte di quel filone di studi
    > "crociani-sessantottini" (!!!) a cui facevi
    > riferimento...so soltanto che tutte quelle
    > discipline umanistiche, per meglio dire
    > scienze sociali, che non godono dello
    > statuto di "scinnze esatte" (come la
    > matematica e la fisica, per intenderci...ma
    > so che sull'aggettivo "esatte" per queste
    > discipline ci sarebbe molto da dire...)
    > dicevo, tutte le scienze sociali sono
    > automaticamente considerate di serie B. Non
    > ho mai sentito qualcuno dire "aboliamo la
    > matematica o la fisica", infatti anche il
    > Ministro prevede di eliminare un corso di
    > laurea umanistico, non uno tecnico. Si
    > elimina la storia dell'arte, non la fisica.
    > I premi Nobel si danno ai fisici e ai
    > matematici, mai sentito un nobel ad uno
    > psicologo o (peggio!!) ad un sociologo.
    > Non so che ambienti frequenti, ma dalle mie
    > parti studiare sociologia vuol dire sentirsi
    > dire "e che è??? che studi, la società?"; se
    > dici "studio matemetica, o ingegneria
    > elettronica" sei un dio sceso in terra (e
    > sicuramente non fai sprecare i soldi delle
    > tasse universitarie ai genitori...come
    > dicono a me).

    ba, questo non toglie che ciò che ha detto è vero, i laureati in sienze umanistiche sono degli intellettuali e fanno solo gli intellettuali, i laureati in scienze "esatte" o più generalmente scienze (tipo medicina, ingenieria ecc...) sono intellettuali ma fanno anche qualcosa di utile.
    Nelle facoltà umanistiche si studiano delle gran chiacchere che non cambiano il mondo, nelle facoltà scientifiche si studiano cose che invece serviranno e finiscono anche per cambiarlo.
    Tutte le vostre teorie e idee non sono altro che chiacchere e vuota dietrologia, se non fossero esistiti i grandi pensatori "umanisti" del passato (o se si fossero limitati a fare gli scienziati, dato che in passato le due spesso hanno coesistito) saremmo tal quali adesso, con meno chiacchere da studiare nei libri di testo, se invece non fossero esistiti i pensatori tecnici e scientifici che hanno realmente regalato qualcosa al mondo saremmo ancora nelle caverne o appesi agli alberi e il pensiero umanista si limiterebbe a discorrere se sia più nobile mangiare i tuberi o le banane.
    I vostri contenuti non sono altro che una vuota analisi di ciò che era che è e che potrebbe essere, una dietrologia autoreferenziale, in sostanza chiacchere che non portano da nessuna parte perchè non dispongono di strumenti di vaglio e critica indipendenti dalle stesse vostre chiacchere come invece avviene per i modelli scientifici che si mettono alla prova ed evolvono con la realtà.
    Le scienze sono esatte in quanto perfettibili e sono perfettibili le loro applicazioni, l'umanesimo è una chiacchra autocompiaciuta dell'uomo sul limitato se stesso che lascia il tempo che trova.
    non+autenticato

  • ! BRAVO !

    non+autenticato

  • - Scritto da: Luisa
    > riferimento...so soltanto che tutte quelle
    > discipline umanistiche, per meglio dire
    > scienze sociali, che non godono dello
    > statuto di "scinnze esatte" (come la
    > matematica e la fisica, per intenderci...ma
    > so che sull'aggettivo "esatte" per queste
    > discipline ci sarebbe molto da dire...)
    Ti risulta male. Come a tutti i male informati, purtroppo, che sono la maggioranza.
    Le scienze sperimentali (quelle letterine "FCN" della Facoltà di Scienze, per chi ha poca pratica, nonché Ingegneria, Farmacia, Medicina e discipline collaterali) si basano su un metodo assolutamente esatto ed a prova di errore: si elaborano teorie, poi le si convalidano ("se ne cerca la falsificazione", per dirla con Popper) sperimentalmente. Finché non esistono controesempi significativi, la teoria così convalidata è valida. Questo, in particolare, significa:
    a) Nessuna scienza sperimentale, della Natura etc. pretende di essere "esatta", esauriente o esaustiva in qualsiasi modo, i.e. di rispondere in modo definitivo ed apodittico a TUTTE le domande dell'uomo. A questo pensano, semmai, la religione e la metafisica, limitatamente ai propri ambiti.
    La scienza ha i suoi limiti, e li conosce benissimo. All'interno di premesse certe, chiare ed inconfutabili, tali scienze sono e rimangono esatte, per quanto si possano cambiare nei secoli dieci, cento, mille costruzioni teoriche valide e funzionanti. Non tutte le domande hanno un senso (scientifico), e non tutte le domande sensate hanno risposta.

    b) Le scienze esatte sono tali in quanto le teorie hanno potenza predittiva. Se ripeto mille miliardi di volte l'esperimento della caduta di un grave sul piano inclinato, saprò perfettamente in anticipo il risultato, con tanto di valori numerici ripetibili. Di più, sarò anche in grado di predire con certezza NOTA il margine d'errore plausibile. Questo vale la definizione di scienza esatta: ed in questa accezione, non sono scienze esatte la climatologia, la psicologia comportamentale, l'economia e quant'altro.

    La Matematica, peraltro, dopo Godel, Church, Turing, Von Neumann, Quine..., sta un gradino sopra rispetto a tutte le altre scienze, di cui costituisce il linguaggio unico: dato un pugno di assiomi fondamentali, scelti con cura, tutto il resto si DIMOSTRA, e se ne può anche dimostrare (ad un metalivello) la perfetta coerenza. La Matematica è la tensione verso la Perfezione della mente umana, e lo è perché (superate le sue origini, in un ripensamento profondo a cui hanno partecipato le migliori menti della storia umana) si occupa di mondi platonici e rarefatti, lontani dalla schiavitù dei sensi umani, imperfetti e fallaci per definizione. Questo senza neppure sfiorare la questione, epistemologicamente interessante ma pragmaticamente priva di conseguenze, se la Matematica sia scoperta, o invenzione, o ambedue.

    > I premi Nobel si danno ai fisici e ai
    > matematici
    Ancora pessima informazione.
    Esiste un premio Nobel per la Fisica (e segnatamente, per la fisica applicativa: Alfred Nobel era un chimico applicativo, e se ne fregava altamente della teoria, seguendo le compartimentazioni parrocchiali della sua epoca). Non esiste assolutamente un Nobel per la Matematica (esistono invece istituzioni equivalenti: Premio Wolfe, Medaglia Fields, etc.), mentre ne esistono per la letteratura, la medicina e "la pace".

    > Non so che ambienti frequenti, ma dalle mie
    > parti studiare sociologia vuol dire sentirsi
    > dire "e che è??? che studi, la società?".
    La questione è irrilevante.
    Esiste un grado di difficoltà oggettiva nei due tipi di studio e di linguaggio, che stabilisce una relazione d'ordine univoca. Ad evitare fraintendimenti, ciò vale per livelli "normali": non toglie che Rachmaninov e Dante, Baudelaire e Rembrandt erano dei geni, e molti provinciali accademici scientifici sono solo dei portatori d'acqua.

    Tuttavia, nella media studentesca, è assai più intuitivo leggere quattrocento pagine di storia romana o godersi qualche interessante testo di Erikson, Lewin o Piaget (peraltro le scienze comportamentali sono fondate su una ampissima base intuitiva e di osservazione, con formalizzazioni e linguaggi specifici non proibitivi per una intelligenza media), piuttosto che tuffarsi in un tomo di topologia algebrica o affrontare di petto "Numerical Recipes" o un manuale di chimica industriale.
    non+autenticato
  • Sono diplomato in Informatica e lavoro nel mondo informatico da molti anni, ma ho anche un anima Umanistica e l'anno scorso mi sono iscritto a Lettere, indirizzo "Scienze dell'editoria e della produzione multimediale" all'Università degli Studi di Bergamo.
    Ditemi voi se non è il massimo a cui potevo aspirare e nonostante i sacrifici sono felicissimo della scelta fatta.
    Chi ha detto che l'informatica non si adatti all'umanistica?
    Grazie a questo nuovo corso universitario posso coronare un sogno.
    Viva l'Informatica Umanistica, se fosse possibile firmare la petizione...
    Luigi
    non+autenticato