Barrett (Intel) bacchetta il Vietnam

Il CEO del gigante dei microchip sostiene la necessità di una internet accessibile a tutti in un paese che ha rafforzato la censura. E chiede più scuola e TLC

Hanoi (Vietnam) - Non passa inosservato il tour vietnamita di Craig Barrett, CEO di Intel, il maggiore produttore di microprocessori del mondo. Una visita durante la quale il manager non ha evitato di punzecchiare le censure all'informazione praticate dal governo locale.

"Una cosa che oggi conta nel mondo - ha affermato Barrett dinanzi ad una platea di studenti delle facoltà tecnologiche dell'Università di Hanoi - è il diritto di ogni cittadino all'informazione". "Questa possibilità offerta da internet - ha sottolineato - probabilmente supera di molto qualsiasi aspetto negativo".

Ad una platea così sensibile come quella degli studenti non è sfuggito l'evidente riferimento di Barrett allo stato della connettività in Vietnam che proprio nelle scorse settimane ha subito nuove decisioni censorie da parte del governo, come le sanzioni previste per i gestori di netcafé che consentono agli utenti di visitare siti di propaganda anti-governativa.
Secondo il Governo vietnamita, nel paese oggi vi è un milione di utenti internet su 79 milioni di residenti. Secondo Barrett, Intel potrebbe in futuro scegliere di costruire impianti di produzione in Vietnam, ma prima sarà necessario rafforzare la formazione e le infrastrutture di comunicazione.
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