Il WI-FI e quel vuoto normativo

Un lettore valuta la complessa questione delle normative attorno allo standard wireless che sta suscitando grande interesse anche da parte dei maggiori operatori TLC

Roma - L'ingresso sul mercato della tecnologia WI FI (802.11) ha suscitato l'interesse di gran parte degli addetti ai lavori. Questa nuova tecnologia, infatti, consente connessioni wireless ad alta velocità (fino a 11Mbps).

In pochi, però, hanno verificato se la normativa italiana prevede l'installazione di dette reti. L'unico parere espresso dalle autorità resta quello del ministro Gasparri che si limitava a dire che attualmente non è possibile offrire servizi WI FI al pubblico poiché la normativa attuale non lo consente.

In effetti, da un'attenta analisi del codice emerge che, oltre al fatto che non è contemplata alcuna forma di offerta di servizio al pubblico, un'installazione privata necessiterebbe di un'autorizzazione generale da parte dell'autorità delle telecomunicazioni.
Il piano nazionale di suddivisione delle frequenze prevede che lo spettro attorno ai 2.4 Ghz (per l'appunto quella utilizzata dalle connessioni WI FI) sia utilizzabile da reti locali ad uso privato mediante apparati a corto raggio per la trasmissione di dati a larga banda aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (i dispositivi Wi Fi rientrano in queste raccomandazioni). Indica, inoltre, che tali applicazioni rientrano negli scopi dell'articolo 5 del DPR 447 5/10/2001 ad eccezione dei casi indicati nell'articolo 6 del medesimo decreto. Queste norme prevedono che, nel caso di Wlan connesse alla rete pubblica di telecomunicazioni, sia necessaria un'autorizzazione generale del ministero. Viceversa è consentito il libero uso se la rete wireless non è connessa a tali strutture (il DPR 447 5/10/2001 fa riferimento all'art. 183 del DPR 156 29/03/1973 che riporta tali limitazioni).

Il rilascio dell'autorizzazione avviene analogamente a quanto avviene per i radioamatori (su comunicazioni.it, nella sezione URP sono indicate le modalità e si possono scaricare i moduli per effettuare le domande).

Tale limitazione, non molto conosciuta e probabilmente poco osservata, potrebbe essere un ostacolo piuttosto difficile da superare per la diffusione della tecnologia 802 11.

Attendiamo, comunque, con speranza l'emanazione della normativa europea preannunciata dal ministro Gasparri che dovrebbe mettere ordine nella faccenda. Inutile dire che tutti si aspettano una liberalizzazione totale per l'uso privato di tale tecnologia e l'inserimento di procedure molto semplici (ma che garantiscano un'adeguata sicurezza) da seguire nel caso in cui qualcuno voglia offrire al pubblico un servizio basato su WI FI.

Solo così, infatti, questa tecnologia (che sta riscuotendo un enorme successo negli Stati Uniti) potrebbe prendere piede nel vecchio continente e consentire un significativo passo avanti nelle modalità di connessione alla rete internet.

Filippo Cadore

Caro Filippo, grazie davvero per il tuo intervento. Va detto che a quanto pare ci si sta muovendo rapidamente nella direzione di una definizione normativa adeguata, tanto che alcuni dei maggiori operatori italiani di TLC hanno già annunciato futuri servizi basati su Wi-Fi e si parla anche di sue applicazioni nelle scuole. A presto! la Redazione
TAG: italia
14 Commenti alla Notizia Il WI-FI e quel vuoto normativo
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  • Risulta errato quanto scritto nell'articolo:

    "Queste norme prevedono che, nel caso di Wlan connesse alla rete pubblica di telecomunicazioni, sia necessaria un'autorizzazione generale del ministero."

    In quanto una autorizzazione "generale" non lo permette ma solo in presenza di una autorizzazione "individuale" con tanto di concessionde della frequenza.


    In ogni caso, ipotizziamo una rete locale wireless che a sua volta non risulta "direttamente" collegata su rete pubblica ma che, a sua volta, invece risulta collegata su un terzo apparato (non wireless es. router, hub) e, ipotizziamo, che solo quest'ultimo sia collegato "direttamente" su rete pubblica.

    Ora, e stando a quanto sopra ipotizzato, è possibile, o meno, dire che la rete locale wireless non sia collagata "direttamente" sulla rete pubblica?

    Perchè l'attuale normatica vieta il "collegamento diretto" ma non indica nulla per un collegamento "indiretto".

    Red
    non+autenticato
  • Per quanto riguarda l'autorizzazione l'articolo prevede proprio un'autorizzazione generale (vedi art 5 dpr 447 5/10/2001 punto 2.2) e non una licenza individuale ne tantomeno l'assegnazione della frequenza perchè l'installazione privata dovrebbe essere limitata al fondo di proprietà per cui ogni Wlan non dovrebbe coesistere con le altre.

    Per quanto concerne un collegamento indiretto la normativa è alquanto nebulosa (si fa riferimento al DPR 156 29/3/1973 art 183) per cui è molto difficile capire fino a che punto si può agire.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Filippo Cadore
    > Per quanto riguarda l'autorizzazione
    > l'articolo prevede proprio un'autorizzazione
    > generale (vedi art 5 dpr 447 5/10/2001 punto
    > 2.2) e non una licenza individuale ne
    > tantomeno l'assegnazione della frequenza
    > perchè l'installazione privata dovrebbe
    > essere limitata al fondo di proprietà per
    > cui ogni Wlan non dovrebbe coesistere con le
    > altre.

    Infatti e fin qui ci siamo, mentre risulta errato quanto scritto nell'articolo (notizia), che riporto nuovamente, ove testualmente indica erroneamente che per connettersi su RETE PUBBLICA è necessaria una "autorizzazione generale":

    "Queste norme prevedono che, nel caso di Wlan connesse alla rete pubblica di telecomunicazioni, sia necessaria un'autorizzazione generale del ministero."

    Infatti, una autorizzazione "generale" non lo permette se non con una autorizzazione "individuale" (DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 settembre 1997, n. 318) se non con una concessionde della frequenza.

    > Per quanto concerne un collegamento
    > indiretto la normativa è alquanto nebulosa
    > (si fa riferimento al DPR 156 29/3/1973 art
    > 183) per cui è molto difficile capire fino a
    > che punto si può agire.

    Già!
    non+autenticato
  • Guarda che stiamo parlando di due cose differenti:

    tu fai riferimento all'inteconnessione di operatori mentre nella lettera parlavo di privati che vogliono usare la tecnologia 802 11 per connettere apparati all'interno del proprio fondo: in questo caso è previsto il libero uso delle connessioni WI FI se questa stessa rete non è collegata alla rete pubblica (può essere un collegamento privato tipo ADSL) mentre se un privato intende utilizzare la propria Wlan ad esempio per collegarsi ad internet l'articolo 5 dpr 447 5/10/2001) prevede che per installare questa Wlan (e quindi non per interconnettersi alla rete pubblica) sia necessaria un'autorizzazione generale del ministero. Se poi un operatore vorrà interconnettersi (come previsto nel DPR da te citato nr 310 19/9/1997) avrà bisogno anche dell'autorizzazione individuale.
    non+autenticato
  • Per gli utenti finali se il quadro normativo si liberalizzasse potrebbe essere una rivoluzione.
    Il possibile utilizzo di questa tecnologia porterebbe l'utente finale ad avere Internet a velocità tutt'ora sognate a dei prezzi accettabili, in più si potrebbe coprire zone ove l'ADSL non arriverà mai, ha dei prezzi accettabili, in fin dei conti se ipaesi norditci hanno adottato questa tecnologia per collegare i posti più remoti utilizzandola addiririttura per fornire servizi di telefonia e televiosione un motivo ci sarà. Chissa che una volta l'Italia riesca a fare qualcosa di veramente utile .
    non+autenticato
  • E' vero, proprio prima dell'estate volevo costituire un'associazione culturale proprio al fine di realizzare una rete "paesana" wireless da collegare al paese vicino che, oltre all'adsl, sarà cablato da fastweb entro la fine dell'anno...

    Impossibile.

    Le difficoltà tecniche sarebbero superabili spendendo qualche soldino in piu'; ma quelle legislative impediscono di fatto di realizzare la cosa... anche tirando in ballo il comnune, i risultati non sarebbero garantiti.

    E' una cosa che mi ha rattristato molto; un mio caro amico che da anni è in canada (si è laureato li'), già ha nel suo "Risorse di rete" i computer dei vicini di casa... l'intero quartiere è cablato wireless.
    E noi qui, oltre a non avere un collegamento internet decente... non possiamo neanche unire gli intenti sfruttando le nostre risorse private.

    Vi dirò di piu'; fino a qualche tempo fa (ora non so se è ancora cosi'), la Cybernet (ex-flashnet) per interconnettere la sua rete italiana a quella che ha in austria (e poi germania), sfruttava un link wireless a Bolzano...
    Come facevano a farlo visto e considerato che si parla del 1999 (prima dell'ultima legge in merito) ?

    ciao
    non+autenticato


  • - Scritto da: renton78
    > E' vero, proprio prima dell'estate volevo
    > costituire un'associazione culturale proprio
    > al fine di realizzare una rete "paesana"
    > wireless da collegare al paese vicino che,
    > oltre all'adsl, sarà cablato da fastweb
    > entro la fine dell'anno...
    >
    > Impossibile.
    >
    > Le difficoltà tecniche sarebbero superabili
    > spendendo qualche soldino in piu'; ma quelle
    > legislative impediscono di fatto di
    > realizzare la cosa... anche tirando in ballo
    > il comnune, i risultati non sarebbero
    > garantiti.

    Non è vero visto che se interveniva il Comune (o i comuni) con una delibera potevano installarlo e collegarlo su rete pubblica. Esiste una normativa in proposito. Certo, doveva essere l'impianto essere intestato al Comune e/o ai comuni.

    CUT

    > Vi dirò di piu'; fino a qualche tempo fa
    > (ora non so se è ancora cosi'), la Cybernet
    > (ex-flashnet) per interconnettere la sua
    > rete italiana a quella che ha in austria (e
    > poi germania), sfruttava un link wireless a
    > Bolzano...

    Frequenza?

    > Come facevano a farlo visto e considerato
    > che si parla del 1999 (prima dell'ultima
    > legge in merito) ?

    O avevano una licenza individuale con concessione della frequenza oppure era hanno rischiato.

    Daltronde conosco molte aziende che anche prima utilizzavano come utilizzano detti impianti senza alcuni autorizzazione, o meglio, comunicazione.

    Dargli torto?

    In ogni caso penso che ci sarà certo una nuova norma ma, come al solito, sarà solo a pro' e a beneficio dei soliti quattro gatti (cartello) TLC



    > ciao

    by
    non+autenticato
  • Forse non abbiamo ben chiaro una cosa ...
    Che col wireles va bene potremo avere una connessione dal Pc a 11 Megabit al secondo, ma per usare questa banda per navigare su internet ... quanto spenderemmo ? L'unico fornitore di accessi ad internet cosi' veloce e' FastWeb ma non e' ovunque sul territorio (fa fatica a coprire milano...) e poi con quale servizio e con quali prezzi ?
    Impensabile avere un 802.11 ora a casa e sfruttarlo appieno per navigare ... al massimo avremo un adsl ... 11 Mbit/s x andare al massimo a 640 kbit/s ... tanto valeva avere uno standard wireless meno costoso che abbia tecnologie piu' lente ... ora come ora in Italia si cerca di propinare queste cose come evoluzioni senza far evolvere l'infrastruttura della rete italiana sia in senso tecnico che nei termini di offerta economica ...
    In pratica ... l'ennesimo gigante italiano ... coi piedi d'argilla...

    Ciao a Tutti.
    non+autenticato
  • forse non te lo ha ancora detto nessuno... ma non esistono solo i privati... ci sono aziende e universita' a cui 11 Mb stanno stretti.

    non limitare la tecnologia solo perche' tu non puoi permetterti di averla...

    bye
    non+autenticato
  • - Scritto da: LaForge
    > Forse non abbiamo ben chiaro una cosa ...
    > Che col wireles va bene potremo avere una
    > connessione dal Pc a 11 Megabit al secondo,
    > ma per usare questa banda per navigare su
    > internet ... quanto spenderemmo ? ...
    > ...
    > In pratica ... l'ennesimo gigante italiano
    > ... coi piedi d'argilla...

    Quindi secondo te le reti Ethernet a 100 Mbit sarebbero una cosa completamente inutile?

    Forse nessuno ti ha detto che una rete non serve solo per scaricare MP3 da internet Occhiolino

    Andrea
    non+autenticato
  • ..bhe, questo è proprio il mio caso:

    ho Fastweb e, a parte l'anno di attesa per l'installazione mi trovo BENISSIMO. Ho provato a quantificare quanto mi costava cablare casa, e tra opere murarie e altre stronzate, ho visto che mi costava di meno un WI-FI: sono andato da MediaWorld e con meno di 500 Euri ho preso un Access Point e due PCMCIA (di cui una con adattattore PCI)..

    .rev
    non+autenticato
  • Come da subject...

    - Scritto da: LaForge
    > Forse non abbiamo ben chiaro una cosa ...
    > Che col wireles va bene potremo avere una
    > connessione dal Pc a 11 Megabit al secondo,
    > ma per usare questa banda per navigare su
    > internet ...

    ...le applicazioni del wireless sono infinite. Si tratta per esempio di connettere un quartiere od un paese intero senza stendere un filo.
    Alcune città americane sono quasi totalmente coperte da reti private. Tu pensa per esempio un gruppo di aziende in rete a 11MBit con i loro fornitori o con il loro commercialista...
    Oppure pensa ad un gruppo di amici che condividono files a 11MBit o giocano...
    Oltre alle applicazioni che oggi sono già consentite, come testimoniato da .rev; si è portato la rete in tutta casa con 500 Euro.
    Io sono stato fortunato perchè essendomi costruito casa da solo 10 anni fa, avevo i corrugati liberi... ma chi deve fare opere di muratura, risparmia se fa tutto wireless.

    Continuando ancora, sfociando nel futuristico (ancora per poco, si tratta di una 20ina di anni), immagina a tutta l'italia connessa wireless ed un'infinità di access point distribuiti sul territorio nazionale... cellulari, palmari, portatili, anche le macchine come i forni o le lavastovigle, sarebbero sempre raggiungibili ovunque.

    Questo è wireless; non puoi pensare solo alla connessione internet piu' veloce.

    Il problema piu' grande sarà di constatare se questa situazione sarà accessibile a chiunque oppure controllata dalle compagnie di telecomunicazione... certo è che se nel frattempo scoprissimo una fonte di energia infinita e padroneggiassimo la trasformazione materia/energia come in Star Trek, il reddito non sarebbe piu' il motore primo del mondo perchè i replicatori renderebbero superfluo il denaro (da "First Contact").

    ciao
    non+autenticato
  • i decreti del 2001 non li ho letti (anzi grazie di averli elencati... cerchero'), ma fino al 2000 la CERTEZZA di certi deliri legislativi era pazzesca: riporto un estratto
    subito dopo (ovviamente sono interpretazioni..(autorevoli) non e' un pezzo del DL)
    SPERO che almeno la tassa sull aria sia stata cancellata

    3-
            checchè (e a prescindere Occhiolino ) ne dica la
            normativa Europea non esistono in Italia ---'bande
            di frequenza libera'; l'etere da 0 a 3000 GHz (testuali parole del rappresentante
            del Ministero) è di proprietà dello Stato il quale puo'
            permetterne l'uso o tramite licenza (assegnata con un bando di gara pubblico
            tipo quelli dei GSM) o tramite autorizzazione generale d'uso oppure tramite
            autorizzazione particolare d'uso. In ogni caso lo Stato richiede dei 'contributi'
            per una o piu' delle sequenti ragioni: istruttoria della pratica, vigilanza
            e controllo, uso di risorsa scarsa. Oggi sono esclusi da un pagamento solo i radiogiocattoli e gli apriporta.
    4-
            La realizzazione di radiolan (con apparati omologati, Spread Spectrum,
            2,4GHz) deve avvenire all'interno di un fondo confinato - la LAN deve
            risiedere all'interno del fondo - quindi sono vietati l'attraversamento
            del suolo pubblico ed anche l'attraversamento del confine del fondo (non
            posso collegarmi con il mio vicino di casa con le onde radio che attraversano
            la parete del salotto, perchè il mio ed il suo appartamento sono
            due fondi distinti)
    5-
            Gli enti amministrativi pubblici (regioni, provincie, comuni, ASL, etc etc) possono considerare come proprio fondo in cui realizzare radiolan
            TUTTO il territorio sottoposto alla loro giurisdizione!!!!!!!!!!!!
           
    6-
            Le radiolan così realizzate pagano oggi un canone annuo di 500.000
            lire per la Stazione Base e di 50.000 per ogni stazione radio collegata,
            ovverosia se nel mio fondo collego una lan ethernet da 10 postazioni con
            una da 5 postazioni pago 550.000 all'anno e non 1.200.000 come sostenuto
            da alcuni; pago 1.200.000 solo nel caso in cui tutte e 15 le macchine
            siano dotate di scheda Spread Spectrum e non esista neanche un pezzetto
            di cavo! Se poi la radio privata che stà dietro casa mia collega
            la sua sede secondaria con un bel ponte radio autorizzato che spara 20W
            di potenza e manda a fare in culo la mia rete non posso protestare con
            nessuno anche se ho pagato, vedi punto 1.
    non+autenticato
  • Si questo da il quadro, desolante, di quello che e' l'italia.

    Una dittattura "soft" che tutto vuole controllare anche a costo del ridicolo.

    Il problema è che cosi', ridicolo a parte, si soffoca qualsiasi iniziativa privata, ovvero un settore ecomomico che potrebbe potenzialmente crescere parecchio.

    Cosi' come e' gia' accaduto per internet, dove il monopolio telecom condiziona pesantemente tutto lo sviluppo del settore, che rimane pesantemene arretrato e inefficiente.
    non+autenticato