Alfonso Maruccia

New York paga per farsi spiare

L'ossessione anglosassone per il telecontrollo fa scuola e viene esportata negli States. Si comincia con poche centinaia di cam, ma presto l'intera downtown di New York City ne sarÓ provvista

New York - La Grande Mela si prepara ad una invasione di CCTV occhiute e attente, in grado di trasmettere immagini in tempo reale e tenere sotto controllo cittadini, veicoli, e quant'altro passi per le immense avenue della megalopoli. Lo rivela il New York Times, che sottolinea l'assoluta novità di un esperimento di tale portata negli Stati Uniti e lo "stile inglese" di un controllo distribuito senza soluzione di continuità, che minaccia di qui a breve di avvolgere i gangli fondamentali della City. Qualcosa di più pervasivo di quanto fin qui sperimentato da altre grandi città del paese, come Chicago.

La Lower Manhattan Security Initiative prevede una fase pilota con l'installazione di circa 100 cam entro la fine dell'anno in corso, sofisticate a sufficienza da leggere le targhe delle automobili e segnalare alle autorità eventuali identificativi sospetti o ricercati. Il piano completo parla invece di 3mila videocamere pubbliche e private in funzione sotto la dorsale cittadina di Canal Street entro il 2008.

Non bastasse questo, è prevista l'installazione di controlli remoti nelle intersezioni critiche, che permetteranno alle autorità di bloccare tutto il traffico con la semplice pressione di un tasto. Il tutto pienamente operativo per il termine ultimo del 2010, sostiene il Times.
Il piano, tuttavia, è di realizzazione non scontata: Raymond W. Kelly, commissario della polizia di NYC, si lamenta del fatto che il suo dipartimento abbia finora ottenuto "soltanto" 25 milioni di dollari sui 90 previsti per il costo dell'intera operazione. Allo stato attuale dei fatti è dunque certa solo l'installazione dei 116 lettori di targhe su postazioni mobili e fisse, incluse automobili ed elicotteri.

Una forte spinta al finanziamento della LMSI potrebbe venire dai recenti attentati sventati a Londra, dalla notizia-shock del "complotto dei medici" jihadisti pronti a colpire ancora gli USA e, in generale, dalla recrudescenza del terrorismo islamista nei confronti della iperpotenza americana.

Proprio a tale riguardo gli ufficiali britannici hanno sostenuto l'utilità delle CCTV installate nella capitale del Regno, grazie alle quali hanno potuto scovare le tracce dei sospetti responsabili delle bombe nella metropolitana esplose nel 2005, oltre a sventare il piano del mese scorso. "Quest'area è fondamentale per la vita economica della nazione - ha commentato Kelly riguardo le nuove CCTV in via di installazione - Vogliamo semplicemente renderla meno vulnerabile".

I critici, ad ogni modo, non mancano: si mettono in particolare in risalto i costi eccessivi rapportati alla reale efficacia del sistema, così come le implicazioni di un tale, pesante livello di sorveglianza distribuita - all'inglese appunto - sulla privacy e la vita dei newyorkesi.

Alfonso Maruccia