Su Apple la rabbia di Gil Amelio

L'ex CEO dell'azienda che tentò il recupero senza riuscirci fu buttato fuori da Steve Jobs e ora non riesce a nascondere il proprio risentimento verso la mela

Web (internet) - "Dovrei ricevere le congratulazioni per aver posto le basi del successo attuale di Apple": così Gilbert Amelio, l'uomo che per 18 mesi tentò inutilmente di "salvare" Apple da quello che appariva come un inevitabile fallimento, ha spiegato in una intervista i suoi sentimenti verso la mela di Cupertino.

Amelio ha sostenuto, in una chiacchierata con un reporter di BusinessWeek, di essere lui l'autore della strategia industriale che ha portato Apple ai successi degli ultimissimi anni: "nella primavera del 1996 ho scritto in un Libro bianco quale doveva essere la strategia di Apple. Ed è quella che il suo Consiglio di amministrazione sta ora perseguendo".

Secondo Amelio la sua "cacciata" dal posto di CEO, voluta dall'attuale CEO e fondatore dell'azienda Steve Jobs, "ha consentito ad Apple di prendere tempo rispetto alle pressioni degli azionisti". Pressioni che aumentavano con l'accrescersi delle perdite trimestre dopo trimestre.
A Jobs, Amelio riconosce grande intuito di marketing ma ritiene di essere stato "messo da parte": "lui ha fatto un gran lavoro, ma a me si deve riconoscere il merito di averlo reso possibile". Amelio, inoltre, non riesce a comprendere come Apple abbia potuto riconoscere a Jobs un bonus di molti miliardi e addirittura un jet personale per i risultati ottenuti: "credo che siano cifre assurde. Sono una somma irreale. Ne sono colpitissimo. Non si governa così un'azienda, un CEO dev'essere ben pagato ma questo non è giustificabile".

Amelio fu CEO di Apple quando l'azienda già da tempo aveva iniziato a perdere terreno e a registrare consistenti perdite, arrivate poi ad oltre 2 miliardi di dollari. Con l'arrivo di Jobs le cose cambiarono, furono ridotte le linee di produzione e alimentate le ricerche. Con l'arrivo della creatura di Jobs, l'iMac, poi, Apple ha letteralmente scoperto una nuova giovinezza.
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