IBM libera altri 150 brevetti

Libero accesso per tutti a specifiche e protocolli per web service e applicazioni Internet. Sono brevetti che secondo Big Blue possono essere utilizzati per migliorare l'interoperabilitÓ tra software e dispositivi concorrenti

Armonk (USA) - Sono oltre 150 i brevetti di cui IBM ha appena garantito il libero e perpetuo accesso alle terze parti, brevetti che secondo il gigante di Armonk possono aiutare a sviluppare importanti standard per l'interoperabilità.

Tra i brevetti aperti da IBM (qui l'elenco completo) la maggior parte riguarda specifiche e protocolli relativi ai web service e alle transazioni online, e spesso si trovano già alla base di standard OASIS e W3C.

In precedenza chi adottava queste specifiche e protocolli doveva ottenere una licenza royalty free da IBM: ora tali tecnologie possono essere utilizzate liberamente da chiunque e senza alcuna autorizzazione preventiva.
"Questa iniziativa chiarisce e rende più coerenti le regole relative all'utilizzo della proprietà intellettuale, incoraggiando anche una diffusione più ampia degli standard aperti", ha spiegato il big di Armonk. "IBM si augura inoltre che altre società e titolari di diritti di proprietà intellettuale si impegnino in questa direzione".

L'iniziativa segue quella annunciata nel gennaio del 2005, quando IBM mise a disposizione degli sviluppatori open source circa 500 brevetti. Da allora Big Blu ha modificato la licenza di diversi altri brevetti per favorirne l'utilizzo in specifici settori, quali quello sanitario ed educativo.

"IBM vuole dare come messaggio inequivocabile che la crescita dell'innovazione e del settore avviene in un'atmosfera aperta e collaborativa", ha affermato Bob Sutor, vice president di IBM per la divisione Open Source and Standards. "Gli utenti adotteranno le nuove tecnologie solo se sapranno di poterle trovare in una serie di prodotti intercambiabili e compatibili provenienti da fornitori concorrenti".
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