Dario Bonacina

La vicenda Elitel scuote le istituzioni

L'Authority TLC si muove in soccorso degli utenti dell'azienda, attribuendo a Telecom Italia il ruolo di traghettatore verso il ripristino dei collegamenti. Aduc: tutto questo ricorda quanto accadde con Volare

Roma - La vicenda relativa alla crisi dell'operatore Elitel guadagna l'interessamento delle istituzioni: mentre l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni si muove per una soluzione a tutela degli utenti rimasti isolati, la Regione Friuli Venezia Giulia evidenzia il proprio stato di emergenza.

Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni dichiara, in un comunicato, di aver esaminato "i profili di tutela dell'utenza derivanti dalla risoluzione contrattuale avviata da Telecom Italia nei confronti di Elitel", alla base del blackout nazionale degli utenti di quest'ultima.

L'Authority, evidenziando la necessità che gli operatori "provvedano a porre in essere tutte le opportune misure e a fornire tutte le informazioni per evitare che si verifichi la cessazione del servizio telefonico" (cosa che, purtroppo, è avvenuta), ha formalmente ordinato a Elitel di fornire immediatamente ai propri clienti "dettagliate informazioni sulle modalità con le quali possono continuare ad usufruire del servizio telefonico di base o passare ad altro operatore nel caso in cui non vengano ripristinate le condizioni originarie".
Questo significa che l'azienda deve adoperarsi per raggiungere i propri clienti, inclusi coloro che avevano aderito ad offerte all inclusive VoIP + ADSL e che oggi risultano completamente isolati, spiegando loro come risolvere i problemi di isolamento o - nell'impossibilità di una soluzione - come migrare la propria utenza ad una compagnia telefonica attiva.

L'Autorità presieduta da Corrado Calabrò ha inoltre dato mandato a Telecom Italia (proprietaria delle linee concesse in wholesale ad Elitel fino al 2 luglio) di "collaborare con Elitel per gli utenti ad accesso diretto", informando in CPS (preselezione automatica) della possibilità di effettuare chiamate telefoniche anteponendo al numero da comporre "il codice di selezione (CS) dell'operatore con il quale sia stato sottoscritto un contratto, oppure quello di Telecom Italia". L'informazione che Telecom fornirà agli utenti Elitel potrà consistere, ad esempio, nell'indicazione di anteporre il prefisso 1033 al numero telefonico da comporre (chi deve chiamare il numero 06 999 999 999, dovrà comporre la sequenza 1033 06 999 999 999).

"Iniziativa lodevole, a nostro avviso" commenta ADUC, che però rileva una mancanza di tempestività informativa da parte delle due compagnie telefoniche e, riferendosi alle azioni che l'Authority TLC ha disposto per dare informazioni complete agli utenti, pone la domanda "Ma se questo non avviene immediatamente - come sta accadendo - cosa succede a Elitel e a Telecom?".

La vicenda Elitel, secondo l'associazione "ricorda molto da vicino il crack della compagnia aerea Volare Web che il 20 novembre 2004 lasciò a terra, senza alcun preavviso, altre migliaia e migliaia di clienti che avevano comprato e pagato il biglietto, magari proprio il giorno prima dello stop. Le analogie, però, non finiscono qui. Per salvare la società, con un provvedimento ad hoc basato sulla legge salva aziende che, semplificando, prevede la pura continuazione dell'attività delle imprese insolventi in vista di un miracolo da attendere per anni a spese dei creditori, il Governo di allora nominò un commissario straordinario per tentare di preservare i posti di lavoro. In seguito la compagnia è stata venduta con modalità poco chiare ad Alitalia. Il commissariamento cosa portò ai consumatori? Nulla. Nessun rimborso. Zero assoluto".

"Il Governo di ora - osserva l'associazione - si appresta a fare analoga operazione per Elitel. Non abbiamo dubbi sulle buone intenzioni, purtroppo l'esperienza ci fa pesantemente dubitare che per il nominando commissario la priorità siano le esigenze della clientela, a cominciare dai risarcimenti per i danni subiti".

Tra gli utenti messi in ginocchio dalla vicenda non mancano gli enti pubblici e nel marasma generale spicca la situazione d'emergenza in cui la Regione Friuli Venezia Giulia ha dichiarato di trovarsi: come ha segnalato Ultimomiglio.news (notiziario di ADUC), per conto della regione "Elitel distribuiva, via satellite, alle emittenti locali, i servizi televisivi prodotti dalle strutture informative della Regione, che a partire dallo scorso 4 luglio si sono trovate senza alcuna possibilità di distribuzione e, come centinaia di aziende e clienti Elitel, senza alcuna risposta dalla società di telecomunicazioni". La regione si è vista costretta ad avviare un servizio di distribuzione e recapito dei servizi alle emittenti tramite autovetture, sollecitando Elitel, attraverso una diffida, alla "ripresa in tempi rapidissimi del servizio nel rispetto delle clausole contrattuali, pena la decadenza del contratto".
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