Luca Annunziata

I 10 che sconvolsero l'e-commerce

Negli ultimi 10 anni hanno rappresentato i momenti di svolta del commercio elettronico. Siti e tecnologie che hanno forgiato un business globale. Li applaudono gli industriali di settore. La classifica

Roma - Software and Information Industry Association (SIIA) ha pubblicato la classifica dei "dieci eventi più importanti dello sviluppo del e-commerce negli ultimi 10 anni". La lista, compilata con l'ausilio di numerosi esperti del settore, spazia tra hardware e software e premia la natura di Internet che ha consentito alla "creatività e allo spirito imprenditoriale di fiorire".

"Il commercio elettronico è stato un importante motore per la crescita dell'economia globale e ha dato il là alla nascita di una moltitudine di prodotti e servizi innovativi" ha detto Ken Wasch, presidente SIIA: "La lista include molti strumenti che sono diventati talmente familiari che abbiamo scordato non esistessero dieci anni fa. WiFi, banda larga e standard aperti sono semplicemente fondamentali per l'e-commerce oggi".

Al primo posto si classifica Google, datato settembre 1998. Il motore di ricerca più importante ha contribuito più di tutti, a sentire SIIA, al cambiamento e allo sviluppo della rete delle reti nell'ultima decade. BigG si è poi evoluto, arrivando ad offrire servizi per posta, blog, mappe e pubblicità. Proprio in quest'ultimo ambito ricompare in quinta posizione, dove viene premiato AdWords: dal 2000 in poi, la crescita della piattaforma ha condotto Google verso la leadership del settore. Oggi AdWords detiene oltre il 40 percento del mercato pubblicitario online.
Si piazzano rispettivamente al secondo e al settimo posto banda larga e WiFi. La prima ha consentito l'evolversi degli strumenti per la vendita online, migliorando la comunicazione e la qualità dell'offerta. Le reti senza fili, da parte loro, consentono di tenere aperto un canale con Internet ovunque: e questo significa anche migliorare i servizi di gestione e trasporto della merce.

Sul podio non poteva mancare eBay (1997), che con le sue aste ha avviato un massiccio commercio di beni di consumo a livello nazionale ed internazionale: oggi c'è persino chi vive unicamente di quello che guadagna su eBay. Solo un gradino più sotto, ma fuori dalla zona medaglie, Amazon: per lungo tempo, e forse ancora oggi, il sito per la vendita di libri (e cd, elettronica, ormai quasi qualsiasi oggetto) è stato il punto di riferimento per tutte le attività di vendita in rete, mostrando la forza che il commercio elettronico avrebbe guadagnato negli anni a venire.

A metà classifica, sesto posto, si piazza l'HTML 4.0 (1997) e gli altri standard del World Wide Web Consortium: grazie alla loro natura aperta hanno permesso la creazione di un gran numero di opportunità per moltissimi imprenditori. Un po' a sorpresa, all'ottavo posto compare invece lo user generated content (UGC): impossibile, secondo gli esperti SIIA, stabilire oggi quale sarà l'impatto finale del citizen journalism e di tutti quei contenuti messi in rete quotidianamente dagli utenti. Ma il caso di YouTube dimostra come la rete diventerà sempre di più terreno di scontro e confronto tra produttori, detentori del copyright e consumatori.

Agli ultimi due posti della classifica si piazzano due aziende, da poco diventate concorrenti nel mondo della telefonia, con prodotti molto diversi: Apple e RIM. La prima ha rivoluzionato il mercato musicale con iTunes, stroncando arrecando un duro colpo al commercio di CD e promuovendo le tecnologie necessarie alla protezione del diritto d'autore. La seconda, con i suoi "uffici mobili" Blackberry ha cambiato i parametri della connettività: con la posta elettronica e il web disponibili dappertutto, operatori ed acquirenti possono portare l'e-commerce ovunque desiderino.

C'è da dire che il grande ottimismo sull'e-commerce ostentato dagli operatori del settore, a volte serve a superare con un sorriso numeri non sempre esaltanti, sebbene sempre in crescita. Mentre negli Stati Uniti il mercato digitale inizia a stagnare - sembrano lontane le percentuali di crescita del 25 percento all'anno che si registravano fino a pochi mesi fa - in Europa l'e-commerce sembra godere di un buon momento di salute. Cambiano peraltro gli acquisti e le modalità con questi avvengono, con l'Italia che come al solito stenta a raggiungere i livelli del resto del vecchio continente.

Luca Annunziata
20 Commenti alla Notizia I 10 che sconvolsero l'e-commerce
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  • mi sembra che l'italia sia leggermente indietro con l'uso di questa tecnologia...
    Akiro
    1907
  • Classifica molto ipocrita visto che itnues è un puntino rispetto al p2p che legale o illegale che sia è uno dei maggiori motori della larga banda.
    non+autenticato
  • Parliamoci chiaro: in italia arrivo' solo la bolla speculativa ovvero la crisi.
    I soldi dei bei tempi dell'ecommerce negli states ce li siamo sempre sognati e poi alla fine invece l'unica cosa che ci e' arrivata e' stata la crisi dopo-bolla speculativa e chi l'ha vissuta come me se la ricorda bene purtroppo!
    Il problema non e' l'ecommerce e l'IT italiano che fa acqua da tutte le parti.
    Manca molte volte serieta' sia chi eroga servizi e-commerce
    e chi eroga servizi a quelli che erogano servizi e-commerce.
    Non sempre cosi' pero' molte volte avviene.
    Il motivo e' da ricercarsi come sempre in unico serio problema in italia:
    Chi gestisce il personale e i servizi nella IT.
    E guardate che e' un problema assai serio.
    In italia non potremmo mai avere una amazon, perche' se non sei ammanicato nemmeno il mercatino delle pulci on line metti su.
    Il nostro e' un paese clientelare al peggio, ovvero clientelista. Non esiste supporto alle aziende IT, sconti di tasse sulle aziende che fanno IT per davvero, che offrono servizi per davvero,
    Ci sono solo un mucchio di aziendine 4 dipendenti di servizi outsourcing che tirano avanti con le parentele e con le amicizie pigliando subappalti perche' quello e' amico mio.
    Il modo tutto italiano di tirare a campare.
    Parliamo di sviluppo: ma quale sviluppo vedendo come sono gestiti i settori strategici IT italiani pensi allo zimbabwe!
    saluti
  • Non si può non quotare tutto. I paesi in via di sviluppo dell'ex-URRS sono molto più avanti di noi.

    Sapete che in Lettonia (o Estonia non ricordo bene) l'accesso a Internet è sancito dalla Costituzione come diritto del cittadino? E qui da noi bisogna pregare (e pagare caro) per averlo...bah.
    non+autenticato
  • E' come dire che l'automobile esiste perchè in antichità hanno inventato la ruota e più recentemente è stata creata la benzina.

    Una classifica decisamente inutile.

    Buontemponi.
  • - Scritto da: Dirk Pitt
    > E' come dire che l'automobile esiste perchè in
    > antichità hanno inventato la ruota e più
    > recentemente è stata creata la
    > benzina.
    >
    > Una classifica decisamente inutile.
    >
    > Buontemponi.

    Ma non sono d'accordo sai secondo me è utile per rendersi conto di cosa è usato e cosa no.
    non+autenticato
  • A questo punto allora manca uno dei fondamenti che hanno decretato la fortuna dell'ecommerce (negli USA): i prezzi vantaggiosi e sovente più bassi di parecchio rispetto alla tradizionale distribuzione.
  • - Scritto da: Dirk Pitt
    > E' come dire che l'automobile esiste perchè in
    > antichità hanno inventato la ruota e più
    > recentemente è stata creata la
    > benzina.
    >
    > Una classifica decisamente inutile.
    >
    > Buontemponi.

    Decisamente inutile no, stilata male però si. Analizzare gli effetti partendo dalle cause è giusto, si possono capire tante cose. In fin dei conti si sta parlando di cose che in principio erano idee senza una benchè minima previsione dell'impatto che avrebbero avuto, come sempre!

    Che la classifica sia stilata male è ovvio. Manca assolutamente il P2P, senza il quale internet non avrebbe mai e poi mai avuto tanta diffusione. RIM non c'entra assolutamente nulla. JAVA NON E' NEANCHE NOMINATO!!!
    non+autenticato
  • A questo punto inserisci asp e tutti gli altri linguaggi...

    Già di per se questa specie di classifica è una stupidagine.
  • - Scritto da: Dirk Pitt
    > A questo punto inserisci asp e tutti gli altri
    > linguaggi...

    Ma PHP è stato il "capostipite", è lui che ha dato la spinta all'eCommerce.

    > Già di per se questa specie di classifica è una
    > stupidagine.

    La classifica piace solo a chi la redigeOcchiolino
    non+autenticato
  • Stiamo dimenticando i linguaggi di programmazione usati per scrivere i browser, i sistemi operativi per far girar i browser, i protocolli per le connessioni sicure e tutto il resto.
    Che classifica insulsaSorride
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