Dario D'Elia

Gestiva un nodo eDonkey. Bloccato

La Corte Distrettuale di Amburgo ha deciso di bloccare l'attività di un gestore di server eDonkey; come nel caso dell'operatore belga Scarlet Extended, l'industria discografica parla di responsabilità dirette

Roma - Venerdì scorso il braccio tedesco della International Federation of the Phonographic Industry (IFPI) ha strappato un'altra vittoria sul campo dello sharing P2P illegale. La Corte Distrettuale di Amburgo ha emanato un'ordinanza di ingiunzione nei confronti di un gestore di un server eDonkey. Questa prescrive l'immediata cessazione di ogni attività, almeno fino a quando saranno presenti sul sistema "file musicali illegali".

Questo secondo IFPI, appunto. Secondo Heise Online, invece, la Corte avrebbe semplicemente proibito all'operatore P2P di distribuire le canzoni contenute in un album di una singola band. La verità, comunque, è che in Germania è in atto un'articolata offensiva nei confronti dei gestori di server di file-sharing. "Nel prossimo futuro agiremo legalmente contro ogni gestore di server P2P che renda possibile lo scambio illegale di tracce audio", ha dichiarato Peter Zombik, direttore di IFPI Germany. "Spiace vedere che le potenzialità della tecnologia P2P vengano ancora utilizzate così tanto per violare il copyright - malgrado la disponibilità di tecnologie di filtro".

Insomma, l'industria discografica ha individuato una presunta "debolezza" da sfruttare. I server eDonkey - e non solo - non offrendo direttamente i file illegali possono essere chiusi solo dimostrando che in qualche modo la responsabilità di ciò che accade sulle reti P2P è anche dei gestori. Non a caso la corte di Amburgo ha dichiarato che "l'operatore del server ha favorito l'attività illegale" anche non partecipando direttamente. Insomma, a questo punto deve essere chiaro che non rispondere adeguatamente alle richieste dei detentori dei diritti di copyright e non dotarsi di misure preventive d'ora in poi potrebbe rivelarsi un problema. Un po' com'è avvenuto in Belgio con il caso del provider Scarlet Extended - obbligato ad istallare filtri antipirateria.
Per Stefan Michalk, portavoce di IFPI, è arrivato il momento di volgere lo sguardo verso gli ISP. A suo parere tutti coloro che non collaborano, o non utilizzano soluzioni tecnologiche adeguate, saranno ritenuti responsabili delle azioni illegali dei propri clienti. E quindi portati in tribunale.

Intanto Engadget, tra gli altri, parla di un disperato cinquantenne di Hannover che nella notte di sabato ha lanciato dalla finestra il suo PC. Era un gestore di server P2P? Non riusciva più a connettersi al nodo preferito? La polizia indaga.

Dario d'Elia
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