Luca Annunziata

I robot volanti sono qui per restare

Mietono successi dopo successi gli Unmanned Air Vehicles. Sono sempre più tecnologici e perfezionati: ora interagiscono col cellulare, per la gioia di militari e voyeur di stato

Roma - Un vero e proprio show dell'aria è stato organizzato dal gigante dell'aviazione Boeing, per mostrare le ultime evoluzioni del suo ScanEagle: il velivolo compatto e privo di pilota (in gergo UAV) che viene già impiegato da anni nei teatri dei conflitti in cui sono coinvolte le forze armate americane.

Ora però, assicura Boeing, il piccolo uccello da meno di 15 chilogrammi è più evoluto che mai: durante la dimostrazione giocata in casa, nel proprio campo di test in Oregon, i ricercatori del colosso aeronautico hanno mostrato nuovi strumenti per il controllo contemporaneo di flotte di UAV attraverso interfacce sempre più semplici e algoritmi che consentono ai mini-aerei di variare la propria rotta da soli.

Un singolo operatore è infatti in grado di controllare fino a tre ScanEagle contemporaneamente, spingendoli fino all'altitudine massima di 4800 metri alla velocità di 130 chilometri all'ora. Ma non solo: ora i velivoli dispongono di fotocamere e videocamere che sono in grado di comunicare direttamente con un cellulare. Un osservatore potrebbe quindi essere informato in tempo reale su cosa stia filmando l'aeroplanino e utilizzare le informazioni per scopi tattici, come decidere di "colpire" un certo obiettivo avendo accertato la presenza di un ricercato.
Ulteriormente evoluto anche il sistema di inseguimento dei veicoli terrestri: un test condotto con un camion ha mostrato come ScanEagle sia capace di "agganciarsi" ad un oggetto e seguirlo autonomamente, senza che sia necessario modificarne la rotta manualmente, anche in caso l'obiettivo devii dal suo percorso originario. Il tutto restando alla distanza ottimale per offrire le migliori immagini possibili all'operatore, ma lasciando spazio adeguato per non farsi scoprire e restare al sicuro.

Neanche a farlo apposta, proprio la settimana scorsa uno ScanEagle aveva permesso ai Marine di sventare un traffico di petrolio iracheno di contrabbando: il velivolo aveva in principio avvistato una sola autobotte sospetta, ma seguendola era stato in grado di mostrare ai soldati un gruppo di undici TIR diretti fuori dal paese attraverso il confine con la Siria. I soldati americani sono intervenuti, arrestando gli autisti e impedendo al prezioso combustibile di finire sul mercato nero.

Gli UAV insomma funzionano, e le forze armate di Stati Uniti e non solo ci credono molto: al momento il grosso della ricerca si concentra sulle applicazioni belliche, mentre non si hanno molte notizie di progetti legati all'uso civile.

Luca Annunziata
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