Alfonso Maruccia
giovedì 19 luglio 2007

I cellulari? Ricettacolo di germi

Un docente universitario torna a parlare dell'unica vera sporca realtà della comunicazione mobile: i telefonini sono portatori (in)sani di agenti patogeni. Il rimedio? Rigore, pulizia, ordine ed egoismo

Roma - Ci aveva già pensato Motorola, con il suo cellulare antibatterico, a mettere in guardia appassionati e professionisti di SMS e chiacchierate on the road, ma ora l'estremo grado di sporcizia che si cela sopra, sotto e tutt'intorno a cellulari, smartphone e gingilli simili ottiene la certificazione di un esperimento "informale" condotto in ambito universitario.

Il professor Charles Gerba, dell'Università dell'Arizona, ha usato il suo "germ meter", misuratore della presenza di batteri e altri microrganismi infettivi, per verificare la salubrità di 11 cellulari. Il risultato ha sentenziato il fallimento del test per cinque di essi, essendo i suddetti diventati ricettacolo per migliaia di tipi diversi di batteri.

Piuttosto che strumenti privilegiati di comunicazione, gli handset si sono nei fatti trasformati in potenziali vettori di malattie: la presenza dei microrganismi infettivi non sarebbe un problema finché la "sporcizia" fosse esclusivamente quella del proprietario del dispositivo. Purtroppo la tendenza a prestare il cellulare in giro e posarlo nei luoghi più impensabili - il tavolino di un bar? un muretto che costeggia la strada? il manto d'erba di un parco pubblico? - non fa altro che incrementare enormemente le possibilità di veicolare infezioni alla cute e simili problemi di salute.
I possibili rimedi? Precauzione innanzitutto: il cellulare è un oggetto personale che non va dato in mano a nessuno. E magari dargli una passata di alcol di quando in quando, come consiglia Engadget, oppure ricorrere ad un ben più tecnologicamente avanzato apparato Bluetooth che possa eliminare il contatto tra smartphone e guance.

Alfonso Maruccia
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