La RIAA distribuisce mp3 gratis

Attacco di ignoti cracker al sito dell'associazione dei discografici americani, per un giorno centro di diffusione di musica pirata. Condito da una nota in cui RIAA si scusa per le crociate legali contro il file-sharing

La RIAA distribuisce mp3 gratisRoma - Una curiosissima nota è apparsa nelle scorse ore sul sito della RIAA, l'associazione dei discografici americana in prima linea da anni nella repressione della pirateria musicale sulla rete nonché fautrice della più imponente crociata legale contro i sistemi di file-sharing.

Sulla pagina http://www.riaa.org/storymain.htm sono apparse alcune righe intitolate: "RIAA contro la condivisione di musica? Non più". A seguire, mentre scriviamo, si legge che la RIAA ha deciso di consentire lo scaricamento di alcuni album direttamente dal proprio sito. Una decisione nata dalla constatazione che le cause legali intraprese contro il file-sharing stanno solo ottenendo l'effetto contrario a quello sperato.

"La RIAA - continua la nota - intende scusarsi per la maniera pesante con cui è stato chiuso il sito cinese Live4Ever e vuole offrire i brani che seguono come dimostrazione di buona volontà. Naturalmente la lista è relativamente breve ma siate pazienti, pensiamo di aggiungere 300 brani nella prossima settimana. Nei prossimi mesi intendiamo mettere a disposizione anche film prima del rilascio ufficiale. Se ciò che cerchi non è nella lista prova Kazaa Lite".
A seguire, una 15ina di file mp3 da scaricare, sebbene il download sia progressivamente divenuto sempre più difficile a causa del progressivo rallentamento del sito, culminato nella serata di ieri nella sua irraggiungibilità dovuta a due possibili ragioni.

La prima ascrivibile ad una scelta della RIAA che, vista la situazione, può aver deciso di porre off-line il sito; la seconda ad un carico eccessivo sulla banda disponibile al sito, dovuto alla rapida diffusione che in rete ha avuto la notizia di quello che appare a tutti gli effetti un clamoroso atto di "defacement", ovvero di sostituzione di una pagina del sito web della RIAA con altri contenuti.

Al defacement si aggiunge però un'operazione di hacking che ha consentito agli ignoti autori di depositare i brani in una directory dei server della RIAA, denominata ironicamente "Napster", e metterli poi a disposizione sul sito.

Va detto, infine, che solo pochi giorni fa il sito della RIAA era stato già attaccato e la home page sostituita con link a notizie dai titoli curiosi, come "La pirateria può far bene all'industria musicale". In quel caso ci sono volute molte ore alla RIAA per riportare in linea il proprio sito "ripulito".
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