Le major vogliono pensionare il CD

L'industria della musica non è soltanto allergica ad internet. Scopre infatti che le bolle sono dovute anche al CD, un formato difficile da proteggere. Si cerca l'alternativa, il suo nome possibile è DataPlay

Le major vogliono pensionare il CDRoma - Che le major discografiche stiano guardandosi intorno alla ricerca di un'alternativa al CD audio non è un segreto, ma al momento nessuno sembra in grado di prevedere quale sarà il medium che nei prossimi anni potrebbe riuscire, al pari di predecessori come la musicassetta, il disco in vinile o il CD, ad affermarsi come standard universale.

La prima esigenza dei colossi che operano nel settore della produzione e distribuzione musicale è quella di poter disporre di un medium e di un formato audio digitale che possano essere protetti con più efficacia dalla pirateria di massa. Allo stesso modo dovrà garantire quelle qualità che hanno consentito soprattutto ai grandi produttori di realizzare profitti stellari in questi anni appoggiandosi proprio al CD.

Dunque, ciò che spinge questi soggetti a sperimentare nuove strade non è tanto legata ai limiti fisici o qualitativi del CD, quanto semmai all'aspetto sicurezza tanto nel supporto fisico quanto nel formato di digitalizzazione utilizzato per registrarvi la musica.
Fra i medium già presi in considerazione come alternativa al CD audio c'è il DVD, un formato che, oltre ad essere considerato più sicuro, ha il vantaggio di poter contenere musica con qualità più elevata insieme a contenuti digitali di vario tipo: da tracce audio promozionali a tracce dati contenenti video, pubblicità, giochi o versioni compresse dei brani contenuti nelle tracce audio. Alcune etichette hanno già rilasciato, specie in USA, album su DVD, tuttavia questo non sembra ancora un trend destinato a crescere in modo significativo nel breve termine.

Nell'ultimo anno ha guadagnato però attenzione un altro tipo di dischi ottici, chiamato DataPlay, di cui Punto Informato si era già occupato in passato. DataPlay, prodotto dall'omonima azienda americana, è una famiglia di supporti ottici a doppia faccia che, su di un disco poco più grande di una moneta da 2 euro, è in grado di memorizzare, nella versione base, fino a 500 MB di dati.

DataPlay, che lo scorso anno ha siglato un accordo con InterTrust, sviluppatrice di un sistema di Digital Rights Management (DRM), si è già guadagnata il favore di giganti della musica come Universal Music Group, EMI Recorded Music e BMG Entertainment. I tre gruppi, che controllano da soli la maggioranza del mercato musicale mondiale, sono già pronti a rilasciare i primi album su questo nuovo medium.

Sebbene 500 MB sembrino un po ' pochini se comparati ai 650 MB di un CD tradizionale o ai 4 GB di un DVD, c'è da considerare che le etichette che faranno uso di questo nuovo medium adotteranno anche un formato audio digitale compresso che, se si presta fede alle dichiarazioni di DataPlay, dovrebbe in ogni caso assicurare una qualità assolutamente indistinguibile da quella di un CD.

I lettori dei dischi di DataPlay utilizzano la stessa meccanica e le stesse testine ottiche dei drive per DVD, così che il loro costo si possa mantenere basso. A differenza dei lettori tradizionali, però, la loro dimensione potrà essere quella di un piccolo palmare e potranno essere anche alimentati da un solo paio di pile AAA. DataPlay sostiene che la velocità di lettura/scrittura di un drive per questi nuovi mini-dischi sarà circa 10 volte maggiore di quella dei CD.

Un altro vantaggio offerto da questi mini CD, persino quelli preregistrati, è dato dal fatto che possono essere scritti dall'utente, aprendo così la strada alla convivenza fra due diverse forme di distribuzione della musica: quella tradizionale, attraverso i canali di vendita al dettaglio, e quella on-line, attraverso il download di musica protetta. Per ora il problema è però dato dal fatto che i supporti vergini costano dai 5 agli 8 dollari l'uno e l'unico masterizzatore sul mercato, prodotto da iRiver America, ne costa 350. Il prezzo di un album rilasciato su DataPlay dovrebbe invece aggirarsi sui 18-22 dollari, dunque in linea (almeno qui in Italia) con quello dei CD.

Alcuni analisti sostengono che DataPlay, anche grazie alla sua elevata sicurezza, potrebbe avere buone chance di successo; tutti però sanno quanto sia difficile far accettare al mercato di consumo dei nuovi standard: basti pensare a quanti anni ci sono voluti prima che il formato DVD guadagnasse terreno e a quanto vane siano state le colossali campagne di marketing con cui Sony, lo scorso decennio, tentò di imporre sul mercato il suo MiniDisc. C'è piuttosto da domandarsi se ha ancora senso, a lungo termine, pensare ad un nuovo medium per la distribuzione della musica differente da Internet. Ma la Rete, si sa, resta ancora il peggior incubo dell'industria discografica.
54 Commenti alla Notizia Le major vogliono pensionare il CD
Ordina
  • Il problema e` che per riuscire a fare sparire
    un formato di registrazione ci vogliono quantomeno
    decenni. Il disco in vinile continua ad essere
    prodotto, ed esistono ancora case che producono
    giradischi.
    Il CD ha avuto successo perche` ha portato
    nelle case di tutti una qualita` audio buona,
    senza dover spendere milionate in giradischi e
    testine, che per il loro corretto funzionamento
    richiedono messe a punto e tarature complicate.
    Dall'altra parte il mondo dell'hi-fi e` lastricato
    di formati che sono morti: lo stereo8, le elcaset,
    le DCC, oppure cose nate al momento sbagliato,
    come la quadrifonia.
    Certo le case discografiche possono decidere di
    mettere in giro CD di scarsa qualita` o non pubblicarli
    ma il rischio concreto che corrono e` che nessuno
    compri i nuovi formati, e che siano comunque costrette a
    pubblicare in altri formati.
    non+autenticato
  • scusassero, signori, ma se io ho 11ore di mp3 su di una unità grande quanto una moneta, dove ce li scrivo tutti i titoli degli mp3????

    mi devo portare appresso un'agenda con su scritto per ogni dataplay quali mp3 ci sono, e dove cercarli? e allora il vantaggio dell'ingombro minore dov'è???
    non+autenticato


  • - Scritto da: avvelenato
    > scusassero, signori, ma se io ho 11ore di
    > mp3 su di una unità grande quanto una
    > moneta, dove ce li scrivo tutti i titoli
    > degli mp3????
    >
    > mi devo portare appresso un'agenda con su
    > scritto per ogni dataplay quali mp3 ci sono,
    > e dove cercarli? e allora il vantaggio
    > dell'ingombro minore dov'è???

    Ma vai a cagare. Non è roba per te, si vede.
    Comprati un plotter cosi puoi stampare le playlist in qualità lenzuolo e poi farlo piegare e stirare a tua moglie.
    non+autenticato
  • Ma nessuno di voi ha mai sentito parlare di dematerializzazione del prodotto ?
    Il problema è che chi sta al "potere discografico" non ha una ben che minima idea di che cosa stia succedendo nel mondo. (In Italia quasi tutti quelli che comandano non hanno una idea precisa di che cosa stia succedendo; a sentire molti giornalisti Internet è il grande male !!).

    Parlare di "supporti" è assurdo, quando la musica viene tramutata in digitale perde il suo stato "materiale", che ha permesso la creazione della catena Produzione-Logistica-Distribuzione di un prodotto musicale e di tutte le persone che ci mangiano sopra; è una rivoluzione mai vista finora!

    E' finita! non sarà assolutamente conveniente vendere nessun prodotto "materiale" che contiene musica.
    E' una realta talmente sconvolgente che serviranno due generazione di discografici per capirla... anzi ... non serviranno più i discografici come oggi li conosciamo.
    Sono 20 anni che seguo/faccio musica, e mi ricordo la fatica per inserire nel mercato CD/DCC/MD ecc.. in tempi in cui Internet non era difusa.

    Il motivo ? Faccio prima io il CD (casa discografica) o vendi prima tu il lettore (casa produttrice di elettrodomestici)?
    In ogni caso l'inizio è traumatico e tutti nel gioco ci perdono, calcolando gli investimenti necessari.

    Leggetevi Rifkin (E' un po esagerato ma in molte cose ci azzecca)
    non+autenticato
  • chissà perchè tutti sono convinti che il principale artefice della pirateria sia il prezzo... secondo me il reale problema è nel sistema di distribuzioni. fallito, totalmente fallito. certo, se voi volete comprare l'ultimo disco di britney spears, di questo non ve ne può fregare molto (mentre dei soldi importa sempre a tutti), ma se cercate cd introvabili persino ai megastore, il problema diventava più rilevante.
    Sinceramente ero orgoglioso comunque di sbattermi e regalare 11mila alle poste ogni cd nuovo che volevo.. in fondo incoraggiavo l'underground.

    underground che scoprivo via internet.

    e mi danno pure del pirata informatico. ohi ragazzi, da quando è chiuso audiogalaxy, io ho seriamente smesso di dare soldi alla siae. piuttosto rubo (fisicamente).
    [poi, visto che non sono un ladro, masterizzo e lo regalo alla biblioteca della città].

    boh, ditemi cosa ne pensate...
    non+autenticato
  • premesso che non credo affatto che questa nuova unità sia a prova di copia (al massimo faranno fare la fortuna di tanti negozietti che si divertiranno a craccare i masterizzatori di dataplay, come successe con le playstation), a me questa cosa qua piace. e vi spiego perchè

    è piccolo, una moneta di due euro. quindi è possibilissimo realizzare lettori portatili VERAMENTE portatili (non badate al fatto che nell'articolo si parla di un palmare. ci saranno unità ancora più piccole..)

    è capiente (500megabyte bastano per contenere ben + di 80 minuti compressi in maniera lossless, con la stessa qualità cd (per chi non fosse a conoscenza della compressione lossless, consiglio un trip su www.monkeyaudio.com))

    è registrabile.

    l'unica mia perplessità, riguara a quelle non meglio specificate tecnologie anticopia, che sono sicuro penalizzeranno solo gli utenti innocenti (potenziali acquirenti), mentre non spaventeranno affatto una pirateria ben attrezzata.

    se però riuscirà ad imporsi, ne sarò ben felice... voi -che dite tante spacconate sulla qualità di un vinile e di un cd- pensate davvero che io mi diverta a portarmi dietro un walkman 'portatile' ogni volta che voglio sentirmi la musica in giro?? e pensate che la qualità sia migliore di questo fantomatico DataPlay? per non parlare del discman 'portatile'...
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | Successiva
(pagina 1/6 - 30 discussioni)