Ecco come hanno bloccato Peppermint

L'ordinanza con cui Garante e Wind si sono imposti su Peppermint/Logistep fa ben sperare per i procedimenti già attivati contro molti utenti italiani: il rastrellamento degli IP sulle reti di sharing è illecito. Applausi di Altroconsumo

Roma - C'è grande soddisfazione nelle parole con cui Altroconsumo saluta la sonora bocciatura della crociata antiP2P di Peppermint e Techland attraverso l'attività di Logistep, una bocciatura di cui ora si conoscono i perché nei dettagli.

L'Associazione pubblica l'ordinanza (qui in PDF) con la quale il giudice Paolo Costa del Tribunale di Roma ha rigettato la richiesta dei due produttori, che volevano ottenere da Wind i dati degli utenti che ritengono di aver "colto in fallo" sulle reti del P2P. Un'ordinanza che non sembra lasciar adito a dubbi e che nelle motivazioni accoglie gran parte delle osservazioni formulate non solo da Wind ma anche dal Garante della privacy che, come noto, era sceso in campo per far chiarezza sulle pratiche del rastrellamento degli indirizzi IP.

In particolare, Costa spiega che i dati che Peppermint e Techland avrebbero voluto ottenere sono dati protetti e non comunicabili. Esistono delle eccezioni, ma sono previste esclusivamente "per la tutela di valori di rango superiore e che attengono alla difesa degli interessi della collettività".
Di interesse, nello specifico, il fatto che l'ordinanza sottolinei in più occasioni la rilevanza della segretezza delle comunicazioni elettroniche e telematiche tra privati, che viene considerata "diretta espressione di tutela di interessi di rilevanza costituzionale, che la normativa esistente consente di superare solo in funzione della tutela di interessi della collettività con eguale e superiore rilevanza costituzionale".

L'ordinanza, inoltre, sottolinea che l'acquisizione degli indirizzi IP è illecita, "trattandosi di dati acquisiti in assenza di autorizzazione dell'autorità Garante per la privacy e del consenso informato dei diretti interessati". Quest'ultima annotazione, che echeggia l'orientamento europeo sul P2P, rappresenta con ogni probabilità il maggiore ostacolo mai emerso sulla strada dei crociati antiP2P.

"Così come avevamo sostenuto con il nostro primo maxi reclamo - spiega ora Altroconsumo - anche l'Ordinanza del Dr. Costa del Tribunale di Roma conferma, senza ombra di dubbio, che la Logistep (la società svizzera incaricata di raccogliere i dati) ha trattato illecitamente i dati di migliaia di utenti, facendosi ingiustificatamente schermo dell'art. 24 del Codice privacy e che, pertanto, questi dati (gli IP degli utenti) non avrebbero dovuto essere utilizzati in alcuna sede, compresa quella giudiziaria". "Si tratta certo - continua l'Associazione - solo di un provvedimento cautelare, che inverte però nettamente la tendenza rispetto a quelli sinora resi dallo stesso Tribunale di Roma, con i quali erano stati accolti i ricorsi della Peppermint. Tutto questo fa ben sperare per l'esito del primo maxireclamo già presentato al Garante da Altroconsumo a tutela dei moltissimi utenti che si sono rivolti alla nostra casella email peppermint@altroconsumo.it per chiedere di essere tutelati, così come per il secondo maxireclamo che depositeremo entro breve".

Secondo Cristiano Iurilli, legale del Centro giuridico di Adiconsum, l'ordinanza è di assoluto rilievo in quanto "ha riconosciuto la prevalenza del diritto alla riservatezza, quale valore fondamentale della persona, rispetto a richieste di soggetti privati, per finalità commerciali connesse al diritto di autore".

Iurilli spiega come questa ordinanza, associata all'orientamento emergente in Europa, "aprono la strada ad una possibile determinazione - definitiva - dei rapporti che debbono esserci tra i due tipi di diritti in contrasto, l'uno (la privacy) attinente alla persona umana, l'altro (il diritto di autore) di mero carattere economico - commerciale".
107 Commenti alla Notizia Ecco come hanno bloccato Peppermint
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  • Qui la zucchina va sempre nelle stesse padelle!!
    Il consumatore/utente può essere multato, arrestato e perseguitato, ma dall'altra parte della barricata non accade niente.
    non+autenticato
  • Quanti di noi non conoscevano un gruppo o un cantante e grazie al p2p scaricando uno, due brani o un cd intero sono diventati fans di gruppi emergenti e/o blasonati? Vi porto un esempio: poniamo il caso che io non conoscessi i Queen. Mi scarico una canzone da internet tramite p2p, l'ascolto e la riascolto e alla fine mi piace. La faccio ascoltare ai miei amici che a loro volta apprezzano le canzoni e diciamo su 10 amici 2 comprano gli album interi. E aggiungo che magari se i queen fanno un concerto in zona ci andiamo 8 di questi amici. Questa non è pubblicità, non sono soldi in più che entrano nelle tasche delle major. La diffusione di così tanti gruppi musicali è anche grazie al p2p.
    Giusto una riflessione: Secondo voi perchè Microsoft non combatte così a fondo il problema della pirateria? Perchè se si diffonde Microsoft anche in maniera illegale, essa può guadagnare di più sulle aziende che producono software per Windows. Perchè quale piccola azienda investirebbe su un sistema operativo tipo free bsd se windows detiene il monopolio mondiale? Se so che 1 milione di persone utilizzano una certa cosa e di queste 500 mila in maniera illegale prima o poi qualcuno di queste 500mila compreranno il software ma io dalle case software mi farò pagare delle royalties per 1 milione di windows in circolazione. Ovviamente le royalties verso queste piccole aziende diventano + onerose.
    Concludo ringraziando il nostro governo che fa gli interessi delle case discografiche (aumentando il prezzo dei supporti magnetici) e invece fa la guerra ai cittadini già "sadomizzati" dalle tasse. Ecc. ecc. ecc. Non finirei mai..
    non+autenticato
  • Giusto, rompetegli il culo!
    non+autenticato
  • In ogni caso non è così semplice neanche per il discorso della macchina danneggiata nel parcheggio.
    Devi comunque dimostrare che quella persona ti ha fatto il danno, altrimenti chiunque potrebbe prendere la targa della prima macchina che passa e inventarsi fior di denunce per prendere soldi in qualsiasi modo.
    Ovviamente se non riesci a dimostrare che proprio quella persona ti ha causato il danno, sei passibile di querela da parte del denunciato e il pagamento delle relative spese.
  • si parla che utenti scaricano in legalmente mp3 allora per prima cosa la soceta Peppermint che manda a casa dei utenti mandato di pagamnto e di cancelare il mp3 scaricato e di non fare piu cio per sapere che il clinte abia scaricato cio a un senzo perche la societa per sapre cio che a scaricato ip significa che a messo in rete quel mp3 in legale e quindi cosi facendo la soceta e in primis persona colpevole e pagare una somma piualta di tutti perche non puo sapere cosa scarica il clinte puo capire che sacrica contuno e capire che ce un p2p ma non del medesimo fail di che cosa si trati con precisione perche se sa cio voldire che e nela rete della societa che distribuisce la adsl o che sia altro mezzoe se fose cosi la fravisy e siste perche non ce dirito di fare cio senza mandatoe poi ce la legge che per uso proprio non e in legale e coem amici sai prestano i libri o altro cosa ce di male perche dire sempre in legale il p2p le societa chedanno un adsl o che altro tipo peche non dare un totto su quel guadaglio delle adsl a queste societa che dicono sepre piratirie siai dare un tot a questa siai per i diriti dautore cosi finisce sta sotoria del p2p tantole sociate che danno questo servizio ci guadaglaino tanto che sono 2 o 3 euro al mede da dare a questa sisi per diriti dautoreper miglioni di utenti la sisi gudaglierebe molto di piu dele venditie e finirebe tutto quetsa cosa che ce del p2p io penzo che faciono cio perche per ogli persona che beccano gi guadagliano molto di piu e subito solo per questo non vogliono cedere e continuano a tartasare i clinti con siete pirati del p2p questa e la mia mi scuso da adesso delal scritutre
    non+autenticato
  • Ricordiamo che COMUNQUE sia andata o andrà finire, quesi 4000 utenti italiani hanno scaricato musica illegalmente...quindi essere contenti e felici per una sentenza di questo tipo fa solamente pensare che si voglia appositamente continuare a scaricare musica illegalmente a discapito di chi la fa e/o la produce.

    Non c'è ne' a essere contenti ma nemmeno infelici...

    io rimango NEUTRO e indifferente.

    -Antony-
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antony
    >
    > Non c'è ne' a essere contenti ma nemmeno
    > infelici...

    invece c'e' da essere contenti per il fatto che si e' ribadito il concetto sacrosanto che se ritieni che un tuo diritto sia stato violato devi rivolgerti alle autorita' competenti e NON al service provider.
    Se qualcuno ti fa gli scherzi al telefono, per sapere chi e' vai dai carabinieri, non dalla telecom.

    in questo caso la materia del contendere NON era la pirateria informatica.
  • Ho appena scaricato legalmente, visto che c'e' la licenza relativa, il libro 'Cultura Libera, Un equilibrio fra anarchia e controllo' di Lawrence Lessig.
    http://www.copyleft-italia.it/pubblicazioni/Lessig...
    Inizia dicendo che la famosa RCA blocco' negli anni 30 e 40 del secolo scorso, per molti anni, l'affermarsi della radio a Modulazione di Frequenza, regolarmante brevettata dal suo inventore, perche' avrebbe dovuto sostituire le centinaia di trasmettitori AM che aveva in giro per l'America e avrebbe perso i suoi business.
    E fa il parallelo con oggi dove il vecchio business delle major riesce a bloccare le nuove tecnologie di internet che le manderebbero a gambe all'aria. E questo viene fatto con la corruzione dei politici... appena incominciato a leggerlo e molto bello..
    Lo consiglio a tutti ed in particolare a Forx.
    non+autenticato
  • 100 anni fa, i principali costruttori di automobili cercarono di
    sventare la minaccia che per loro costituivano le vetture prodotte da
    Henry Ford in serie e a basso costo. i costruttori di automobili erano
    riuniti in una lobby e proteggevano il sistema di costruzione dei loro
    veicoli con dei brevetti.
    come tattica scelsero di intimidire i propri clienti, contestando la
    legittimita\' delle loro scelte e _denunciando_ chi acquistava le
    macchine di Henry Ford. ma al pubblico interessava spostarsi in maniera
    economica, non seguire il punto di vista dei costruttori di automobili.
    i motori di Ford erano piu\' efficienti e piu\' economici, e Ford approntò
    un sistema di assicurazione contro i rischi legali a difesa dei suoi
    clienti.
    dopo alcuni anni di trafile legali, i costruttori persero la causa, i
    loro motori erano divenuti obsoleti, e nel frattempo Henry Ford era
    diventato il principale costruttore di automobili in America.
    non+autenticato
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