Megamulte contro la pubblicità ingannevole

Le chiedono i consumatori e lo prevede una proposta di legge presentata da Franca Rame, senatrice dell'Italia dei Valori

Roma - La pubblicità ingannevole è una questione su cui si è lungamente discusso, sia per la lentezza dell'iter seguito dall'Antitrust, sia per l'inadeguatezza delle sanzioni previste dal Codice del Consumo (limite massimo di 100mila euro per le multe). Ma su quest'ultimo aspetto incombe un disegno di legge che potrebbe essere molto apprezzato dai consumatori.

Ne dà notizia Generazione Attiva, evidenziando quanto spesso anche l'applicazione del limite massimo della sanzione pecuniaria sia irrisorio rispetto alle proporzioni dell'azienda colpita dal provvedimento comminato dal Garante della Concorrenza e del Mercato. "In altri paesi come ad esempio la Francia - afferma l'Associazione - la sanzione va in proporzione alla somma spesa dall'azienda per la pubblicità in oggetto e questo limite invece previsto nel nostro ordinamento di fatto non c'è".

Un limite che potrebbe essere abolito, qualora fosse accolto il disegno di legge presentato dalla senatrice Franca Rame: "Per un'azienda che fattura diversi milioni/miliardi di euro - prosegue l'associazione - 100.000 euro sono poca cosa. Lo stesso presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, facendo propri i rilievi di Generazione Attiva, ha chiesto un intervento in tal senso al legislatore". Come si ricorderà Catricalà nella sua relazione annuale a Montecitorio aveva dichiarato che "nei mercati più ricchi la sanzione pecuniaria non si dimostra efficace. Potrebbero essere utili rimedi come la rettifica pubblica del messaggio volta ad amplificare la risonanza delle pronunce dell'Autorità, con maggiore deterrenza nei confronti delle imprese attente all'effetto reputazionale. Chiederemo anche al Parlamento di poter intervenire d'ufficio e di commisurare le sanzioni al fatturato aziendale o, come accade in Francia, in proporzione al costo della campagna pubblicitaria".
Il ddl propone l'introduzione di nuove e più efficaci sanzioni, che fungano realmente da deterrente nei confronti delle campagne pubblicitarie ingannevoli ai danni del cittadino. "Le modifiche proposte - continua Generazione Attiva - vanno ad operare sull'articolo 26 - Tutela amministrativa e giurisdizionale - e intendono rapportare la sanzione comminata dall'autorità al costo della campagna pubblicitaria, incrementando quindi il limite massimo della sanzione attualmente previsto e rendendo di fatto vani gli effetti di una campagna pubblicitaria ingannevole".

"Mi auguro - conclude il presidente dell'associazione Andrea D'Ambra - che il Governo e tutto il Parlamento facciano la propria parte in modo tale che tale DDL trovi il più largo consenso affinché queste modifiche vengano approvate al più presto. Tutto ciò a vantaggio dei consumatori e del mercato".