Roma - Multa di 23mila euro, più altri 1500 per ogni giorno che il video resterà ancora online: questa
la sentenza dell'
Alto Tribunale di prima istanza di Parigi, che ha comminato una
sostanziosa sanzione pecuniaria a Dailymotion a causa di un video di un autore indipendente, intitolato
Joyeux Noel, finito sulle pagine del celebre portale di videosharing.
A nulla dunque è servita
la difesa degli avvocati della azienda francese che hanno tentato di sostenere la tesi secondo la quale, in quanto
semplice fornitore di un servizio, Dailymotion non potrebbe essere ritenuto responsabile del materiale pubblicato sulle proprie pagine dagli utenti. La corte, sebbene abbia confermato che in effetti Dailymotion non sia un editore, ha preferito valutare la questione "nel merito":
i gestori erano a conoscenza della presenza di materiale diffuso illegalmente sulla loro piattaforma, ed il mancato intervento costituisce una
complicità nella violazione del copyright. Un concetto che
ricorda molto da vicino lo spirito del
Digital Millennium Copyright Act.
Ma non solo. Il portalone francese è anche colpevole di aver permesso la diffusione del video in un
formato inadatto a valutarlo nel suo complesso: la scarsa qualità unita alla necessaria divisione in due parti per soddisfare i criteri di upload, minano l'integrità del prodotto e si vanno ad unire al
danno patrimoniale subito dal querelante.
Lo
scorso mese,
MySpace era stato ritenuto colpevole di un reato simile sempre dal
Tribunale per la prima istanza di Parigi: in quel caso, tuttavia, MySpace era stato inguaiato perché riconosciuto come "editore" del materiale, nonostante fosse pubblicato da propri utenti.
E dire che Dailymotion ce la sta mettendo tutta: all'inizio del mese aveva
annunciato di aver avviato la
sperimentazione della tecnologia Audible Magic sul proprio network, proprio
come fatto a giugno da Microsoft, per garantire un
filtraggio automatico del materiale inserito sulla sua piattaforma.
Recentemente l'azienda francese è anche sbarcata negli USA, portando avanti un piano di espansione commerciale grazie all'arrivo di nomi importanti nel suo management.
Resta tuttavia aperta la questione del
controllo del proprio database: non sono
in molti a scommettere sull'efficacia delle tecnologie di filtro automatiche basate sull'impronta digitale di audio e filmati, e
pensare di controllare uno per uno
tutti i video inseriti su piattaforme come YouTube è
pressoché inattuabile. Una realtà che i magistrati francesi non potranno ignorare ancora a lungo.
Luca Annunziata