Alfonso Maruccia

Incastrato da un bracciale GPS

Era in libertÓ vigilata, ma non Ŕ stato ai patti: la tecnologia di tracciamento ha aiutato i poliziotti ad individuarlo. Ora Ŕ stato riportato in prigione

Roma - Agganciare al braccio o alla caviglia delle persone in libertà vigilata uno dei braccialetti traccianti su GPS potrebbe sembrare una buona misura deterrente, ma il caso che viene da San Bernardino, California del Sud, dimostra chiaramente che la regola può venire confermata da una sorprendente eccezione. Un uomo in libertà condizionata si è fatto beffe della misura tecnologica applicata per il suo controllo, continuando a impegnarsi in ruberie. Purtroppo per lui, la polizia lo ha facilmente individuato e risbattuto in cella.

Il ladro furbo-ma-non-troppo era entrato a far parte di un programma pilota del Dipartimento di Correzione e Riabilitazione della città californiana, che prevede il monitoraggio dei criminali facenti parte delle gang locali per mezzo della tecnologia tracciante satellitare.

Dai rilievi dei poliziotti è scaturito che i recenti spostamenti dell'uomo, di 37 anni, coincidevano con cinque zone della città in cui erano stati denunciati casi di rapina. Per un attimo, gli agenti incaricati non hanno creduto a quanto scoperto: sono bastate comunque poche ore per localizzare Armando Villareal Hernandez, rapinatore davvero incallito, che si trovava nei pressi di un negozio di liquori.
Il criminale lì per lì ha provato a contrastare gli agenti che lo stavano avvicinando, tirando fuori dal finestrino dell'auto una pistola giocattolo - replica che si crede abbia usato nelle suddette rapine - ma a poco è servito, visto che alla fine è stato arrestato e condotto in prigione, questa volta senza nemmeno la possibilità di uscirne dietro pagamento di una cauzione.

Il programma pilota di "Veritracks", il progetto di controllo di cui Hernandez ha fatto parte, è divenuto operativo dall'aprile dell'anno scorso dietro iniziativa del sindaco Pat Morris. Nonostante il prezzo di gestione non sia dei più modici - ogni 20 criminali tracciati l'erario sborsa 64mila dollari all'anno - le autorità stanno pensando ad estendere la sperimentazione ad un maggior numero di delinquenti.

Certo i braccialetti non potranno essere impiegati per tenere sotto controllo tutti i 1.800 partecipanti al programma di libertà vigilata della città, ma il caso di Armando Villareal Hernandez dimostra che la misura deterrente funziona. "È un messaggio piuttosto chiaro a quelli che indossano i braccialetti", ha dichiarato Jim Morris, capo dello staff del sindaco Morris. "Se fai qualcosa, verrai trovato", conclude risoluto Morris.

Alfonso Maruccia
2 Commenti alla Notizia Incastrato da un bracciale GPS
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  • "...dimostra che la misura deterrente funziona..."

    Se i fatti sono quelli citati nell'articolo, mi sembra che la misura deterrente non abbia proprio funzionato: questo infatti se n'è fregato delle possibili conseguenze del braccialetto e ha continuato a delinquere.
    Il fatto che l'abbiano pizzicato significa che la misura "repressiva" del braccialetto funziona, non quella deterrente.
    non+autenticato
  • Hai perfettamente ragione, ma da molte discussioni che ho avuto con anglosassoni sull'argomento (sia USA, che Australia e UK) mi sono reso conto che non hanno il concetto di prevenzione o deterrenza. Per loro reprimere il crimine è indistinguibile dalla prevenzione o dalla deterrenza. Non so se sia un fatto culturale o una distorsione da "gente comune".
    non+autenticato