mercoledì 1 agosto 2007

GPL3, l'errore di Free Software Foundation

Ne parla Patrizio Tassone, direttore editoriale di Linux&C., in un commento che appare contemporaneamente sul suo giornale e su Punto Informatico - Di seguito l'intervista a Tassone a cura di Alessandro Del Rosso

Punto Informatico: Una GPL3 da buttare quindi?
Patrizio Tassone: No, assolutamente. La GPL3 ha il merito di evidenziare una serie di pericoli reali, anche se le soluzioni che propone, per come la vedo io, sono troppo ideologiche. Il rischio che qualcuno, protetto da accordi vari, potesse inserire codice che violava palesemente brevetti software era reale: l'estendere però la copertura di un accordo tra le parti a qualsiasi utente di quel software - tra l'altro con meccanismi impliciti assai pericolosi - penso porterà ad un allontanamento del software GPL3 dalle aziende detentrici di brevetti e che, fino ad oggi, hanno collaborato a vari gradi con l'Open Source.

Ad altri problemi, come la tivoizzazione, la GPL3 offre soluzioni che a me sembrano totalmente inaccettabili: se oggi passa il principio per cui la licenza del software può definire anche le caratteristiche degli ambienti d'esecuzione (un conto è la perdita della garanzia di funzionamento, come avviene con le piattaforme certificate, un conto è l'illegalità dell'operazione!), l'orizzonte dei possibili vincoli delle licenze future diventa infinita.

PI: Per quanto riguarda i brevetti software, però, sono diverse le società che hanno offerto alla comunità l'utilizzo di diverse tecnologie coperte da brevetto
PT: Sì, è vero. Ma un conto è fornire l'utilizzo gratuito del brevetto A, B e C, un conto è fornire l'uso di tutti i brevetti presenti in un software in maniera implicita per il fatto di averlo distribuito o esserne entrati, a vario titolo, nello sviluppo. È un rischio non indifferente per aziende per le quali i brevetti sono parte integrante, spesso fondamentale, del proprio business. Non a caso Microsoft ha già dichiarato che con la GPL3 non vuole avere niente a che fare.
Prendiamo ad esempio Xen, un progetto di virtualizzazione attualmente sotto la GPL2: tra i partner ci sono Microsoft, Intel e AMD. Cosa succederebbe se passasse alla GPL3? L'ipotesi più plausibile è che queste aziende, che di sicuro non sostengono Xen per beneficenza, si allontanerebbero da Xen dividendo così ulteriormente il mercato (e facendo un gran favore a VMware).

PI: Detto questo, che livello di diffusione raggiungerà la GPL3?
PT: Si diffonderà lentamente, ma non credo che andrà a toccare progetti di una certa importanza, se si escludono quelli GNU. Ma come ho già detto nel mio commento, la diffusione non conta: contano i progetti e l'importanza degli stessi.

PI: Però Samba e SugarCRM sono già passati alla GPL3, insieme a circa 200 altri progetti. Senza contare che ci sono diverse migliaia di software che adottano il disclaimer "GPL2 e versioni successive"
PT: Di Samba era scontato il passaggio alla GPL3, non a caso il project leader Jeremy Allison si dimise da Novell subito dopo l'accordo con Microsoft.
Il caso SugarCRM è un po' più complesso: quel codice era coperto da una licenza che la società definiva "open source" anche se non era stata autorizzata da OSI, e ciò l'aveva messa in una posizione scomoda all'interno della comunità: il passaggio alla GPL3 ha riportato tutto alla normalità, sventando il rischio di eventuali fork.

Per i progetti coperti dalla clausola "GPL2 e versioni successive" il passaggio alla GPL3 è avvenuto in modo automatico, e dunque indipendente dal contenuto della nuova licenza. Per dirla in altre parole, quelle stesse migliaia di progetti non sono interessati alle garanzie della nuova licenza, quindi è difficile annoverarli tra quelli che adottano la GPL3 per scelta consapevole e ponderata.

PI: Parli di ecosistema: la GPL3 rischia di danneggiare il software libero?
PT: Sì, penso che il rischio sia tangibile. Saranno coloro che detengono i brevetti software, che coincidono anche con i più grossi player del mercato, che ne decreteranno il successo o l'insuccesso. Se una certa società ha un business, che so, sul VoIP, con relativi brevetti annessi, partecipare allo sviluppo di un software GPL3 in ambito VoIP rischia di far perdere valore ai brevetti in suo possesso, e questo può essere considerato inaccettabile in molte situazioni. Se ciò accadrà è chiaro come il software libero potrebbe sensibilmente rallentare il proprio sviluppo e perdere preziose fonti di know-how e tecnologia.
Con la GPL3 si rischia che le società avviino o partecipino solo a progetti free software lontani dal proprio core business: sarà interessante osservare le prossime mosse di alcuni big come IBM, Sun e Oracle.

PI: Ritieni l'Open Source un business conveniente?
PT: Utilizzare software open source credo sia conveniente in molti ambiti, perché comporta dei benefici economici non indifferenti per le società che lo adottano, magari affiancato a soluzioni proprietarie già presenti. Dimostrazioni in questo senso arrivano sia da big come Google e DreamWorks sia da realtà di minori dimensioni.

Che invece sia conveniente produrre e supportare software open source credo sia ancora tutto da dimostrare: il fatto che, al momento, Red Hat sia l'unica società senza troppi problemi non depone a favore della sostenibilità economica di questo modello. Il fatto che basti un annuncio di Oracle per far crollare Red Hat in borsa, mi lascia un po' titubante.

PI: Nel tuo commento scrivi che il business dietro a Linux, a livello di big di settore, non è poi così solido. A tuo avviso, come dovrebbe finanziarsi?
PT: Personalmente non vedrei male un supporto proveniente dai singoli stati o dall'Unione Europea, visto che crea un humus che favorisce la nascita di nuove realtà imprenditoriali diminuendo l'entità delle risorse economiche necessarie. Va però detto che anche il software proprietario ha creato e crea una realtà lavorativa di particolare importanza diffusa sul territorio. Il discorso, come si intuisce, è abbastanza complesso, e senza dati reali diventa difficile poter esprimere considerazioni.

Intervista a cura di Alessandro Del Rosso
660 Commenti alla Notizia GPL3, l'errore di Free Software Foundation
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  • STALLMAN HA RAGIONE ! :

    credo che sia palese che la licenza gpl3 renda meno sfruttabile economicamente Linux dalle aziende che lo producono rendendolo un prodotto ( per usare le sue parole ) " Geek " : ad opera di utenti esperti e solo per esperti. Ma ricordo che GNU/Linux ( gnu : ripeto ) è stata una innovazione proprio perchè FREE SOFTWARE e non " software open-source " . CHISSENEFREGA DI AVERE UN' ALTRO SISTEMA OPERATIVO COMMERCIALE O DI AVERE UN SISTEMA OPERATIVO COMMERCIALE " OPEN SOURCE " . Chi ritiene i sistemi " open-source " più sicuri di quelli " closed " ha una visione delle cose arbitraria perchè non è così . L' unica - importante - sicurezza che si ha con un sistema open-source è che l' azienda del s.o. non abbia creato falle ( back doors ) per conto dei governi nazionali di appartenenza ( CIA , ... : spionaggio industriale .. ) . MA NON TUTELA COMUNQUE IL DIRITTO SACROSANTO CHE UNO HA DI AVERE LA PROPRIETÀ DEI PROPRI SCRITTI , DEI PROPRI DISEGNI CON IL CAD , ETC.. . IO HO PAGATO QUEL SOFTWARE CHE MI È STATO DATO IN LICENZA ( = USO ) . CIÒ CHE CI PRODUCO È MIO . MIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ! . Io uso office 2007 perchè è il programma per me " migliore " ma il formato in cui salvo il documento deve essere LIBERO perchè potrebbe essere uno qualsiasi e non rende il programma office migliore / peggiore , rappresenta solo uno standard. il valore di un protocollo non sta nell' essere migliore / peggiore ma di rappresentare uno standard : VHS era uno standard ed è stato usato sebbene BETAMAX era " migliore " .E non una proprietà sulle MIE idee ! . Spero di essere stato comprensibile .
    non+autenticato
  • Tutti hanno sempre dato addosso all'accordo MS-Novell (e Linspire, etc..) ed all'inizio anche io sono rimasto piuttosto scosso e la cosa mi ha dato non poco fastidio.
    col tempo, però, ho cominciato a vederci qualcosa di più... magari sbaglio.

    Immaginatevi se tutti, ma proprio tutti, stringessero accordi simili a quello di Novell con MS. Sarebbe come affermare che i brevetti di MS non valgono più niente: è vero, avrebbero la proprietà intellettuale ma non potrebbero perseguire nessuno.

    Pensate se questo fenomeno si estendesse a tutto il mercato e a tutte le aziende/team di sviluppo. Sarebbe come dire che i brevetti non servono ad una benemerita f..a e che sarebbe sufficiente una licenza di copyright.

    Ma forse sono solo un sognatore che cerca di trovare sel buono ovunque.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Massimo Fierro
    > Tutti hanno sempre dato addosso all'accordo
    > MS-Novell (e Linspire, etc..) ed all'inizio anche
    > io sono rimasto piuttosto scosso e la cosa mi ha
    > dato non poco
    > fastidio.
    > col tempo, però, ho cominciato a vederci qualcosa
    > di più... magari
    > sbaglio.
    >
    > Immaginatevi se tutti, ma proprio tutti,
    > stringessero accordi simili a quello di Novell
    > con MS. Sarebbe come affermare che i brevetti di
    > MS non valgono più niente: è vero, avrebbero la
    > proprietà intellettuale ma non potrebbero
    > perseguire
    > nessuno.
    >
    > Pensate se questo fenomeno si estendesse a tutto
    > il mercato e a tutte le aziende/team di sviluppo.
    > Sarebbe come dire che i brevetti non servono ad
    > una benemerita f..a e che sarebbe sufficiente una
    > licenza di
    > copyright.
    >
    > Ma forse sono solo un sognatore che cerca di
    > trovare sel buono
    > ovunque.

    E pure con la memoria corta : quello che M$ non fa pagare subito puo' sempre fartelo pagare dopo con un cambio di licenza: hai presente il caso FAT32 ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > E pure con la memoria corta : quello che M$ non
    > fa pagare subito puo' sempre fartelo pagare dopo
    > con un cambio di licenza: hai presente il caso
    > FAT32
    > ?

    Sbaglio o quel brevetto è stato annullato grazie all'azione di un'organizzazione no-profit?
    Uby
    893
  • - Scritto da: Uby
    > - Scritto da: Nome e cognome
    > > E pure con la memoria corta : quello che M$ non
    > > fa pagare subito puo' sempre fartelo pagare dopo
    > > con un cambio di licenza: hai presente il caso
    > > FAT32 ?

    > Sbaglio o quel brevetto è stato annullato grazie
    > all'azione di un'organizzazione no-profit?

    Fino al ricorso che ha ribaltato la sentenzaTriste
    non+autenticato
  • >
    > E pure con la memoria corta : quello che M$ non
    > fa pagare subito puo' sempre fartelo pagare dopo
    > con un cambio di licenza: hai presente il caso
    > FAT32
    > ?

    Mi sa che non hai afferrato il senso del discorso...

    E comunque in questo caso devo muovere un appunto all tua critica: una licenza (come nel caso FAT32) è accettata (o non accettata) unilateralmente, mentre nel caso descritto l'accordo è bilaterale, ragione per cui MS non può cambiare le carte in tavola come gli pare.
    non+autenticato
  • > Immaginatevi se tutti, ma proprio tutti,
    > stringessero accordi simili a quello di Novell
    > con MS. Sarebbe come affermare che i brevetti di
    > MS non valgono più niente: è vero, avrebbero la
    > proprietà intellettuale ma non potrebbero
    > perseguire
    > nessuno.

    Cioè migliaia di aziende e di singoli sviluppatori indipendenti dovrebbero stringere accordi con tutti quelli che hanno brevetti sul software allo scopo di annullare i brevetti?

    Nel tuo sogno le aziende registrano i brevetti solo per fare tanti contratti che li annullino?

    E' assurdo persino come sogno.
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    Modificato dall' autore il 01 settembre 2007 14.15
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  • Ohhhhhhhhhhhh.... ma perche' non riuscite proprio a capire quello che dico? Parlo in turco, forse?
    O forse non avete nessun interesse ad ascoltare le opinioni altrui?
    Sto incominciando a credere a quest'ultima ipotesi...

    Quello che sto cercando di spiegare e' che se l'accordo fosse stato stretto dal team Samba (che sta a monte di tutti gli altri per quanto riguarda quel tipo di tecnologia), non ci sarebbe bisogno di singoli accordi presi dalle singole aziende delle varie distribuzioni.

    Inoltre questo sarebbe come dire che i brevetti di MS sulla tecnologia legata a Samba servono solo ed esclusivamente ad attestare il copyright, e quindi a provare l'inutilita' del "brevetto software".

    Rimane da vedere se MS accetterebbe o meno l'accordo, ma se l'ha fatto con Novell, Linspire, etc. perche' dovrebbe rifiutarlo con il team Samba?

    E' ovvio che in un sistema in cui ci sono i brevetti software le aziende li stipulano per garantirsi vantaggi di carattere economico e commerciale, ma dato che tale sistema ha dei GROSSI problemi - ed anche le aziende in questione se ne stanno rendendo conto - cercare di agire "dall'interno", invece di ostinarsi al muro contro muro, credo che porterebbe ad una soluzione piu' rapida del problema dei brevetti SW. Guarda caso la stessa soluzione che auspicherebbe Stallman (ovvero l'abolizione dei brevetti).
    non+autenticato
  • L'errore è che da per scontato che i brevetti sul software siano una cosa giusta e universalmente accettata, a cui la GPLv3 pone rimedia (o tenta di farlo).

    I brevetti sul software non sono universalmente accettati. E chi ha tentato di farli valere (solo negli USA) non ha avuto vita facile.

    Senza tenere conto che se Linux è sicuramente in pericolo su questo fronte, anche Windows sicuramente è nella stessa situazione (Shuttleworth dixit). Di conseguenza, non si arriverà mai allo scontro.

    E se anche si arrivasse allo scontro, sarebbe una battaglia totale che potrebbe essere risolta solo con una legge, pena la totale distruzione o immobilizzazione del mercato sw.

    Che ne dite??

    ciao, iced
    iced
    187
  • Io dico che sono d'accordo sul fatto che i brevetti sul software siano da evitare, ma che questo non c'entra (o c'entra solo in parte) con i problemi che la GPLv3 ha, almeno a detta di un bel po' di gente che, per tanto tempo, ha sviluppato usando GPLv2.

    Tra parentesi chi sostiene che Torvalds si e' ricreduto sulla GPLv3 dice una stupidaggine: e' ancora convinto che cosi' non vada e si debba modificare ulteriormente.
    Se le cose continuano cosi' mi sa che tra qualche tempo dovremo scordarci GNU/Linux e dovremo accontentarci di GNU/HURD... sinceramente non ci tengo tanto.
    non+autenticato
  • > brevetti sul software siano da evitare, ma che
    > questo non c'entra (o c'entra solo in parte) con

    Avrebbe dovuto essere "ma credo che questo non c'entri (o c'entri in parte)". Scusate!
    non+autenticato
  • Tratto da "Why Upgrade to GPL Version 3" di Richard Stallman
    (http://gplv3.fsf.org/rms-why.html)
    ---
    "One major danger that GPLv3 will block is tivoization. Tivoization means computers (called “appliances”) contain GPL-covered software that you can't change, because the appliance shuts down if it detects modified software."

    L'affermazione di Stallman e' SBAGLIATA.
    Tutti sono liberi di scaricare, studiare, modificare e ridistribuire il software che TiVo usa perche' TiVo ha regolarmente rilasciato le modifiche al kernel tree; nessuno a parte TiVo e' in grado di produrre compilati che vengano eseguiti sull'hardware da loro prodotto.

    HW != SW. Le liberta' sul software sono comunque garantite dalla GPLv2.
    non+autenticato
  • Però immagina che tutti facessero come tivo. Cioè, io produco il mio PC con hardware proprietario e non voglio che tu possa farci girare nulla tranne quel che voglio io. Il produttore B fa lo stesso con la sua linea; il produtttore C idem... tanto tivo già lo fa, quindi pure noi. A parte che se io acquisto un oggetto, ci voglio poter fare quel che voglio (non l'ho affittato, l'ho comprato: è mio; o vogliamo muoverci verso un mondo che abolisce la proprietà privata e la sostituisce con l'affitto generalizzato di oggetti che però non saranno mai di chi paga? I libri... la cultura... puoi leggere, ma la licenza d'affitto non ti autorizza a raccontare quel che hai letto). Capisci che muovendosi all'interno della GPLv.2, se tutti facessero così, alla fine le libertà garantite dalla licenza verrebbero svuotate di significato. Quindi un aggiustamento del tiro in quel senso mi è sembrato opportuno.
    non+autenticato
  • E' una questione di buon senso: chi produce hardware per applicazioni generiche non ha nessun motivo di fare cio' che dici. La situazione che tu descrivi e' quella del'informatica degli anni 80, o forse anche precedente. Se il modello si e' evoluto non credo tornera' indietro.

    Il caso di TiVo, come di altre aziende, e' diverso: l'hardware e' specifico per un determinato scopo, e' stato progettato per quello e l'azienda non vuole che venga usato per altro.
    Comunque, se proprio volessi fare quello che vuoi con il tuo TiVo (o compagnia, per esempio l'Xbox di MS, che diventa un ottimo multimedia center), sei liberissimo di metterti a fare retro-engineering e scriprire come funziona il blocco, bypassarlo, e usare il tuo DVD recorde come set-top-box (ma allora perche' non ti sei comprato una set-top-box?).
    Nessuno lede il tuo diritto di fare quello che vuoi: TiVo ti ha solo reso le cose molto difficili e si assicura che facendolo tu invalidi la garanzia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Massimo Fierro
    > retro-engineering e scriprire come funziona il
    > blocco, bypassarlo, e...

    in certe giurisdizioni finire in galera, scusa. Il tentativo di rendere illegale l'aggiramento dei blocchi informatici anche per fini leciti (cioè privati e non commerciali), a mio avviso contrasta non con la libertà generica di fare o non fare, ma proprio con la proprietà privata.

    E poi, negli USA hanno, se uno guarda bene, la paranoia della "prevenzione": agire prima che l'altro commetta un reato/violazione... ma ciò non si può fare senza limitare le libertà civili di tutti, perché i reati possono essere solo puniti dopo che sonbno stati commessi. O vuoi arrestarmi perché in fondo potrei commettere un reato? La guerra preventiva (e le prove erano una bufala) è solo un esempio gigantesco del tipo di problemi che si incontrano a prendere quella china.

    Immagina che il tuo vicino di casa, sul pianerottolo, comperi un kalashnikov, e tu per legittima difesa preventiva lo ammazzi. A prescindere dal fatto che lui il kalashnikov non doveva averloSorride, in tribunale non potrai dire "credevo volesse spararmi" oppure "avrebbe potuto spararmi". La legittima difesa non credo te la darebbero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pina
    > - Scritto da: Massimo Fierro
    > > retro-engineering e scriprire come funziona il
    > > blocco, bypassarlo, e...
    >
    > in certe giurisdizioni finire in galera, scusa.

    In certe giurisdizioni, non in Italia. E che io sappia nemmeno in Europa.
    Gli Stati Uniti d'America sono un caso un po' particolare, ma è anche vero che loro hanno leggi sui brevetti che noi non abbiamo.
    In ogni caso, dato che le consolle modificate si trovano anche lì, o è accettato come un fatto comune (nonostante la legge) o i tribunali hanno finito per dare ragione all'utente.

    > Il tentativo di rendere illegale l'aggiramento
    > dei blocchi informatici anche per fini leciti
    > (cioè privati e non commerciali), a mio avviso
    > contrasta non con la libertà generica di fare o
    > non fare, ma proprio con la proprietà
    > privata.

    Su questo sono d'accordo. Infatto credo che il DCMA sia la più grande porcata fatta in materia legislativa "informatica" dagli USA.
    Da qualche tempo persino la RIAA è stata costretta ad ammettere che non serve a niente.


    > E poi, negli USA hanno, se uno guarda bene, la
    > paranoia della "prevenzione": agire prima che
    > l'altro commetta un reato/violazione... ma ciò
    > non si può fare senza limitare le libertà civili
    > di tutti, perché i reati possono essere solo
    > puniti dopo che sonbno stati commessi. O vuoi
    > arrestarmi perché in fondo potrei commettere un
    > reato? La guerra preventiva (e le prove erano una
    > bufala) è solo un esempio gigantesco del tipo di
    > problemi che si incontrano a prendere quella
    > china.

    La guerra preventiva, l'arresto preventivo, la tassazione preventiva (hai mai pensato che quella c'è in tutto il mondo?) non servono ad una benemerita cippa, sono d'accordo con te.
    Ma qua non stiamo parlando di qualcuno che cerca di fregarti costringendoti a commettere un reato, qua stiamo parlando di qualcuno che cerca di difendere i propri (legittimi, secondo la società in cui viviamo) interessi economici e sociali. E poi, esattamente come loro sono liberi di produrre un player con una determinata protezione, tu sei libero di non comprarlo!!!

    Sai perché TiVo non è fallita? Perché alla maggior parte della gente non frega un accidente di mettere sui dispositivi da loro prodotti del software modificato: la maggior parte della gente non sa nemmeno cos'è il C!
    E poi, se da tanto fastidio la politica di TiVo, perché qualche grande esponente della comunità FOSS non ha tirato su una azienda di player/dvdrecorder/etc... (Free and Open Source Software and Hardware)? Perché non gli conviene, ecco perché. Perché con l'hardware il più delle volte il metodo FOSS non funziona: i tempi di sviluppo e produzione diventano lunghissimi ed i guadagni troppo risicati.
    Credo che nessuno, a parte qualche folle nella storia, sia disposto a ridursi sul lastrico in nome della propria ideologia. In fondo quello di cui viviamo oggi (l'informatica, intendo) produce per lo più prodotti superflui (è un'affermazione un po' drastica, ma cerca di capire... so anche io che non è SOLO così).

    Forse il problema non è la GPLv2, forse è la società in cui viviamo, o no?

    >
    > Immagina che il tuo vicino di casa, sul
    > pianerottolo, comperi un kalashnikov, e tu per
    > legittima difesa preventiva lo ammazzi. A
    > prescindere dal fatto che lui il kalashnikov non
    > doveva averloSorride, in tribunale non potrai dire
    > "credevo volesse spararmi" oppure "avrebbe potuto
    > spararmi". La legittima difesa non credo te la
    > darebbero.

    Ecco... no... non "a prescindere dal fatto che il Kalashnikov lui non doveva averlo"!Con la lingua fuori
    In Italia le armi sono regolamentate da una legge che prevede il "porto d'armi" ed anche in quel caso l'arma deve essere conservata in un determinato modo. Chi non lo fa viola la legge.
    Ora, a meno che il mio vicino di casa non faccia mostra e dimostra della sua potenza di fuoco per farsi bello non ho certo modo di sapere come tiene le armi in casa, ma se per caso venissi a saperlo stai tranquillo che farei partire una bella denuncia.
    non+autenticato
  • Mi spiego meglio: il concetto alla base di tivo è che sebbene tu possa cambiare il software, come richiesto dalla licenza GPL2, semplicemente tu non puoi riutilizzarlo sul loro specifico hardware (che quindi non è copetrto dalla licenza software. Sul loro hardware loro vogliono poter fare quel che vogliono). Capisci che secondo me già così la GPL2 è ampiamente violata, perché viene violato il tuo diritto a far girare il software. Però ammetto che la violazione e di natura tale, ed è attuata in un'area grigia della GPL2, che tivo potrebbe probabilmente spetrare di vincere in tribunale: in fondo l'hardware e loro, ti direbbero; e quindi il concetto di tivo va pure contro il diritto alla proprietà privata, come scrivevo sopra.
    non+autenticato
  • ci siamo incrociatiSorride
    non+autenticato
  • Succede quando si tiene ad una chiacchierata!Sorride

    Per altro io sto rispondendo dalla Corea, fai te...
    non+autenticato
  • > fare quel che vogliono). Capisci che secondo me
    > già così la GPL2 è ampiamente violata, perché
    > viene violato il tuo diritto a far girare il
    > software.

    Se leggi delle liberta' che la FSF vuole proteggere da nessuna parte e' scritto che tra queste vi e' la liberta' di eseguire il codice, anzi, nella GPLv2 c'e' persino una clausola che indica che tale liberta' non e' minimamente coperta dalla licenza (in questo momento non ricordo il passo e non ho voglia di cercare, perdonami).

    Se scrivo del codice per x86 e tu cerchi di farlo girare su SPARC senza modificarlo non puoi certo lamentarti perche' e' leso il tuo diritto di eseguire il codice!
    non+autenticato
  • > Se leggi delle liberta' che la FSF vuole
    > proteggere da nessuna parte e' scritto che tra
    > queste vi e' la liberta' di eseguire il codice,
    > anzi, nella GPLv2 c'e' persino una clausola che
    > indica che tale liberta' non e' minimamente
    > coperta dalla licenza (in questo momento non
    > ricordo il passo e non ho voglia di cercare,
    > perdonami).


    Guarda, ho anche fatto lo sforzo di cercare!Con la lingua fuori

    "Activities other than copying, distribution and modification are not covered by this License; they are outside its scope. The act of running the Program is not restricted, and the output from the Program is covered only if its contents constitute a work based on the Program (independent of having been made by running the Program).
    Whether that is true depends on what the Program does."
    non+autenticato
  • - Scritto da: Massimo Fierro
    > The act of running the Program is not restricted

    No, un momento, mi sembra che si voglia dire che tu puoi fare o non fare qualcosa, ma far girare il programma non è limitato; cioè, non che non ti si assicura il diritto di poterlo far girare, ma che anzi l'uso del programma non è limitato. E se voglio far girare il mio programma su sparc (o tivo), devo poterlo modoificare, per poterlo far girare. Altrimenti perché terrei quel programma nella macchina?
    non+autenticato
  • Io so solo che linux&c ha perso un lettore.
    non+autenticato
  • hai smesso anche di usare Linux? perché Torvalds la pensa allo stesso modo.

    S.
    non+autenticato
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