Alfonso Maruccia

Scricchiola sempre più la crociata antiP2P

I Simpson piratati sbancano al botteghino mentre RIAA dubita dell'efficacia delle proprie denunce: l'industria del copyright appare sempre più inadeguata ai nuovi modi della rete. Neppure Bart blocca la Baia

Roma - Che il file sharing sia un fenomeno in crescita costante è un dato di fatto che appare nelle cronache informatiche con una certa puntualità. Che il cinema e l'industria in generale non siano affatto sull'orlo del fallimento - almeno non ancora - è un fatto altrettanto pacifico come indicato dalle cifre ad uso interno circolanti tra i mega-direttori galattici delle major. Che il P2P non sia poi la fine del mondo come lo conosciamo, lo dimostrano i casi recenti del successo al botteghino dei film dei Simpson, nonostante fossero già in circolazione le versioni pirata, e le prime, caute ammissioni da parte dei discografici americani di aver sbagliato a puntare sulle cause legali contro tutto e tutti.

Prima il giallo: "The Simpsons Movie", il tanto atteso lungometraggio animato della famiglia più iconoclasta d'America, è stata una piacevolissima sorpresa per Fox, sbancando i botteghini al week end di lancio e incassando oltre 70 milioni di dollari, arrivando quasi a coprire per intero i costi di produzione in poche ore dalla prima proiezione (fonte: Box Office Mojo). E questo nonostante fossero già state immessi su BitTorrent i rip catturati con le telecamere nel buio dei cinema.

Nella distribuzione delle versioni illegittime ha naturalmente giocato un ruolo di primo piano The Pirate Bay, l'inaffondabile baia dei pirati svedesi che per l'occasione ha fatto sfoggio di un logo tutto nuovo al posto del tradizionale galeone presente in homepage. Una distribuzione massiccia, quella attualmente in attività sulla baia, con migliaia di seeder e leech intenti a scambiarsi le svariate versioni piratate disponibili per il film.
Il P2P non ha dunque ucciso i Simpson: nonostante lo stesso film inviti a non scaricare i rip, con Bart che scrive sulla lavagna "Io non scaricherò illegalmente questo film" decine di volte nella riproposizione di uno degli sketch più caratteristici della serie, i download illegali hanno proliferato ancora una volta ma la pellicola, che secondo l'opinione dei primi spettatori vale i soldi del biglietto, ha avuto il suo meritato momento di gloria nei cinema.

Scaricare un film da Internet, come suggerisce Zeropaid, può servire da volano pubblicitario ai film "che vale la pena" vedere, facendo parimenti cadere nel dimenticatoio le porcherie. Chi ha la possibilità di visionare in anteprima un DivX di un'opera di fresca uscita ne può descrivere le qualità a familiari ed amici, invogliando le persone a premiare i contenuti di valore e restituendo al fiasco che meritano le visioni di scarsa qualità. Questo può essere un problema per l'industria, che non ha più il controllo totale sui gusti dei consumatori, ma il fenomeno ha le potenzialità per convincere chi di solito vede gli spettatori come semplici numerini, a dare ascolto alle loro richieste reali, investendo il giusto denaro nelle produzioni di qualità, conclude il portale pro-P2P.

Non stupisce poi apprendere come l'opinione dei discografici nei confronti della lotta frontale contro la condivisione illecita si stia lentamente ma inesorabilmente sgretolando sotto il peso della realtà fattuale: oramai Pirate Bay viene utilizzato come una piattaforma di distribuzione di contenuti assolutamente legittimi, gli mp3 sul P2P sono gratuiti, legali e sponsorizzati e le radio dipendono da quello che gli utenti di eMule e Gnutella2 scaricano/ascoltano per le loro playlist.

Persino RIAA, l'associazione che assolda più legali che artisti e che ogni utente condivisore ha motivo di considerare come l'anticristo in terra per quel che concerne la propria attività sul P2P, accusa qualche contraccolpo dal logorante faccia a faccia con i pirati in tutti questi anni di cause legali, figuracce e contraccolpi di popolarità e reputazione che fiaccano una industria intera.

Jonathan Lamy, portavoce dell'organizzazione, dimostra tutta la debolezza in cui attualmente versa la strategia da "crociati del copyright" sostenendo in una intervista che portare in tribunale i potenziali acquirenti "Non era la risposta giusta". RIAA è passata per le estorsioni a danno degli studenti universitari USA, le comparizioni alla sbarra di minorenni, le denunce di nonne defunte e le strigliate dei giudici ma alla fine pare stia cominciando a dimostrare un minimo segno di ragionevolezza.

"La strategia anti-pirateria più importante è offrire licenze competitive e ottime alternative legali. Questo è quello che le nostre società associate ovviamente fanno e il nostro lavoro e fungere da complemento, la qual cosa è la più importante da fare per conquistare i fan", sostiene ancora Lamy. Un vera e propria sconfessione di oltre un lustro di cause, accuse e campagne di propaganda mediatica che, se non rappresenta certo la fine immediata delle ostilità tra i mondi contrapposti dei padroni del vapore digitale e il movimento caotico e democratico del file sharing, comincia forse a tracciare la rotta per l'uscita dal tunnel delle persecuzioni.

Anche perché, continuando sulla falsariga attuale, RIAA pare abbia tutto da perdere: ultimo in ordine di tempo, il caso del sergente delle forze armate USA Nicholas Paternoster non fa altro che mettere sotto i riflettori le dubbie strategie legali perseguite dall'associazione nella lotta alla condivisione illegale - o presunta tale. In tribunale, per corroborare le accuse contro Paternoster, i legali di RIAA hanno mostrato i contenuti integrali della libreria di file condivisi sul client KazaA.

Peccato che, oltre a file musicali, nella libreria ci fossero anche immagini di contenuto pornografico: la qual cosa sarà forse discutibile, ma non può essere certo oggetto di un caso di infrazione del copyright musicale e non è quindi pertinente nel processo. Paternoster non l'ha presa molto bene e ha controaccusato RIAA di violazione della privacy. A poco è servita la "cortesia professionale" di rimuovere dal novero delle prove l'elenco di contenuti condivisi mostrato in prima istanza: per il sergente USA, RIAA ha toppato e ora è giusto che paghi il dovuto pegno.

E se non bastasse il sostanziale fallimento della strategia legale, ci pensa la politica ad aggiungere un altro chiodo alla bara di RIAA e dell'industria del disco nei suoi assetti attuali: Rick Falkvinge, fondatore del Partito Pirata svedese, è in tour nella West Coast americana per propagandare la sua azione di lotta e di riforma delle attuali norme sul copyright, la proprietà intellettuale e i brevetti. Falkvinge spera in questo modo di far crescere la popolarità della sua creatura politica che, nonostante le buone intenzioni, non è finora riuscita ad accumulare un peso sufficiente per perorare le sue cause in parlamento.

Alfonso Maruccia
29 Commenti alla Notizia Scricchiola sempre più la crociata antiP2P
Ordina
  • Questi non sanno che in chat p2p spesso si discute di collezioni che manco si conosceva e mai viste e tutti si accontatentano di "assaggiare"... così ci si informa, ci si conosce a distanza e ci si scambia il filmino e si va al cinema perchè lo schermo grande è un'altra cosa e se il filmato scaricato si vede asnche malino non lo si butta ...rimane lì come trofeo e soltanto se veramente merita si và in negozio a comprarlo.
    Questi bacucchi avidi, ingordi, spietati e, soprattutto, disonesti forse cominciano a farsi delle domande e io spero con tutto il cuore che tutto il loro avido bottino creatogli dagli artisti poveri precipiti già dai loro poggioli!

    CA
    puffa
    gaia75
    1791
  • "oramai Pirate Bay viene utilizzato come una piattaforma di distribuzione di contenuti assolutamente legittimi, gli mp3 sul P2P sono gratuiti, legali e sponsorizzati"

    Visitando PB o dando un'occhiata su Emule non sembra davvero.
    non+autenticato
  • Così impari a rompere i cosiddetti, se vuoi fare veramente male, insegna ai tuoi avvocati a conoscere meglio la rete e i ssuoi segreti.....
    non+autenticato
  • Ah Falkvinge è andato in America? A quanto ammonta il suo terror score? Forse non abbastanza da bloccarlo alla frontiera? Hehe
  • Credo che nessuno si sia mai sentito in colpa per essersi copiato una cassetta (si, quelle del mangianastri) o per averla registrata dal vinile di un amico, no? non mi dite di si perchè non ci credo.

    E nessuno si è mai sognato di fare multe se a un posto di blocco ti trovavano delle audiocassette non originali nello stereo, o no?

    Eppure adesso vorrebbero convincerci che copiarci un .mp3 o un .avi dovrebbe essere un reato e che la nuova tecnologia rovina le case discografiche e cinematografiche!

    E il bello è che ci sono pure consumatori che se la bevono! E che danno spago e credito a queste balle!

    In realtà è rimasto tutto più o meno come prima: ci si scambia mp3 e avi che essendo compressi sono di qualità *inferiore* (come prima ci si registrava le cassette) e quando una cosa ci piace siamo disposti a comprarci l'originale perché di qualità migliore, o a volte anche come oggetto di collezionismo.

    Insomma secondo me internet non ha cambiato un bel niente, tutt'al più le "major" avranno sognato di avere finalmente un comodo mezzo per impedirci di copiare le nostre belle "musicassette" e allargare ulteriormente il mercato...

    Be, si sono sbagliati! Dovranno "accontentarsi" della stessa fetta di sempre: che la smettano di piangere miseria!
    non+autenticato
  • Secondo me internet ha migliorato la situazione!!
    So di persone che prima di fare un acquisto hanno scaricato il film o l'album per sapere a cosa sarebbero andate incontro. Io stesso ho visto Il Padrino in Divx, mi e' piaciuto e sono andato a comprare il Dvd!!
    Perche' devo spendere dei soldi per una cosa che non so se mi piacera' quando con internet ecc posso sapere fin da subito se un'acquisto mi converra' o no?Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hammer
    > Secondo me internet ha migliorato la situazione!!
    > So di persone che prima di fare un acquisto hanno
    > scaricato il film o l'album per sapere a cosa
    > sarebbero andate incontro. Io stesso ho visto Il
    > Padrino in Divx, mi e' piaciuto e sono andato a
    > comprare il
    > Dvd!!
    > Perche' devo spendere dei soldi per una cosa che
    > non so se mi piacera' quando con internet ecc
    > posso sapere fin da subito se un'acquisto mi
    > converra' o no?
    >Occhiolino
    Ci credo tantissimo che dopo che ti sei scaricato il film dal mulo poi sei andato a comperarlo....sei una persona onestissima davvero, ti ammiro!

    http://www.laforgia.medusaworks.net
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gilean
    > - Scritto da: Hammer
    > > Secondo me internet ha migliorato la
    > situazione!!
    > > So di persone che prima di fare un acquisto
    > hanno
    > > scaricato il film o l'album per sapere a cosa
    > > sarebbero andate incontro. Io stesso ho visto Il
    > > Padrino in Divx, mi e' piaciuto e sono andato a
    > > comprare il
    > > Dvd!!
    > > Perche' devo spendere dei soldi per una cosa che
    > > non so se mi piacera' quando con internet ecc
    > > posso sapere fin da subito se un'acquisto mi
    > > converra' o no?
    > >Occhiolino
    > Ci credo tantissimo che dopo che ti sei scaricato
    > il film dal mulo poi sei andato a
    > comperarlo....sei una persona onestissima
    > davvero, ti
    > ammiro!
    >
    > http://www.laforgia.medusaworks.net

    Non so lui.
    Ma ti faccio un esempio.

    Tempo fa ho scaricato "Applied Cryptography" dal mulo. Me lo sono letto... mi è piaciuto e ho deciso che valeva i soldi che costava.

    Visto che mi sembri piuttosto diffidente... ti copio e incollo la lista delle cose acquistate direttamente da Amazon:

    Items shipped on ***** **, 2007:
    Delivery estimate: ****** **, 2007 - ****** **, 2007
    1 package via International Shipping
        * 1 of: Applied Cryptography: Protocols, Algorithms, and Source Code in C, Second Edition
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        * 1 of: Off*Beat, Vol. 2
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        * 1 of: Practical Cryptography
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    Come vedi, visto che c'ero, ne ho anche aprofittato per comprare un fumetto (Off*Beat... 9 dollari Perplesso che dovevo comunque comprare perché il primo mi è piaciuto [e anche perché glie l'ho promesso all'autrice Imbarazzato]) e "Practical Cryptography" che non ho mai letto ma visto che c'ero e visto che Amazon mi faceva uno sconto ho comprato pure quello.

    Non avessi scaricato il libro per vedere se ne valeva la pena stai pur sicuro che non l'avrei comprato... né lui né tantomeno Practical Cryptography.

    Ovviamente non li ho acquistati in Italia perché non intendo farmi rapinare. Il punto è questo... se una cosa la scarichi e VALE i suoi soldi... la compri. Non fosse altro che per avere qualcosa di fisico in mano.

    È chiaro poi che essendo il 99.9% della musica puro e semplice PATTUME alla fine si finisce per acquistare pochi dischi perché quelli che valgono qualcosa sono davvero pochi.

    L'unica cosa che ha cambiato il P2P rispetto a prima è che ora non si compra più alla cieca.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 06 agosto 2007 01.13
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  • - Scritto da: Alphonse Elric
    > - Scritto da: Gilean
    > > - Scritto da: Hammer
    > > > Secondo me internet ha migliorato la
    > > situazione!!
    > > > So di persone che prima di fare un acquisto
    > > hanno
    > > > scaricato il film o l'album per sapere a cosa
    > > > sarebbero andate incontro. Io stesso ho visto
    > Il
    > > > Padrino in Divx, mi e' piaciuto e sono andato
    > a
    > > > comprare il
    > > > Dvd!!
    > > > Perche' devo spendere dei soldi per una cosa
    > che
    > > > non so se mi piacera' quando con internet ecc
    > > > posso sapere fin da subito se un'acquisto mi
    > > > converra' o no?
    > > >Occhiolino
    > > Ci credo tantissimo che dopo che ti sei
    > scaricato
    > > il film dal mulo poi sei andato a
    > > comperarlo....sei una persona onestissima
    > > davvero, ti
    > > ammiro!
    > >
    > > http://www.laforgia.medusaworks.net
    >
    > Non so lui.
    > Ma ti faccio un esempio.
    >
    > Tempo fa ho scaricato "Applied Cryptography" dal
    > mulo. Me lo sono letto... mi è piaciuto e ho
    > deciso che valeva i soldi che
    > costava.
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    > Visto che mi sembri piuttosto diffidente... ti
    > copio e incollo la lista delle cose acquistate
    > direttamente da
    > Amazon:
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    > 2007
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    >     * 1 of: Applied Cryptography: Protocols,
    > Algorithms, and Source Code in C, Second
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    >     * 1 of: Practical Cryptography
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    >
    > Come vedi, visto che c'ero, ne ho anche
    > aprofittato per comprare un fumetto (Off*Beat...
    > 9 dollari Perplesso che dovevo comunque comprare perché
    > il primo mi è piaciuto [e anche perché glie l'ho
    > promesso all'autrice Imbarazzato]) e "Practical
    > Cryptography" che non ho mai letto ma visto che
    > c'ero e visto che Amazon mi faceva uno sconto ho
    > comprato pure
    > quello.
    >
    > Non avessi scaricato il libro per vedere se ne
    > valeva la pena stai pur sicuro che non l'avrei
    > comprato... né lui né tantomeno Practical
    > Cryptography.
    >
    > Ovviamente non li ho acquistati in Italia perché
    > non intendo farmi rapinare. Il punto è questo...
    > se una cosa la scarichi e VALE i suoi soldi... la
    > compri. Non fosse altro che per avere qualcosa di
    > fisico in
    > mano.
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    > È chiaro poi che essendo il 99.9% della musica
    > puro e semplice PATTUME alla fine si finisce per
    > acquistare pochi dischi perché quelli che valgono
    > qualcosa sono davvero
    > pochi.
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    > L'unica cosa che ha cambiato il P2P rispetto a
    > prima è che ora non si compra più alla
    > cieca.
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    > Modificato dall' autore il 06 agosto 2007 01.13
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    Pienamente daccordo, ma il problema è: chi viene dalla vecchia scuola fa come noi. Ma i giovani di adesso? Sono un pò superficiali e raramente distinguono l'originale dalla copia monca.. macinano tutto per la stessa legge che li governa.. il consumismo.
  • - Scritto da: netbsd
    > Pienamente daccordo, ma il problema è: chi viene
    > dalla vecchia scuola fa come noi. Ma i giovani di
    > adesso? Sono un pò superficiali e raramente
    > distinguono l'originale dalla copia monca..
    > macinano tutto per la stessa legge che li
    > governa.. il
    > consumismo.

    I giovani di oggi sono esattamente come i giovani di ieri. L'unica cosa che è cambiata è che in media hanno più cose di quelli di ieri e sono stati bombardati sin da piccoli dalla propaganda televisiva e dal terrorismo mediatico oltre ad avere, sempre in media, meno responsabilità dei giovani di ieri a causa di genitori assenti e ambiente sociale menefreghista.

    Ma come i ragazzi di ieri anche fra quelli di oggi trovi le persone con un cervello e quelle senza un cervello, con un cuore e quelle senza un cuore, quelli inclini alla violenza e quelli che non farebbero male ad una mosca, quelli che capiscono il valore delle cose e gli approfittatori, quelli disposti a spendere i pochi soldi che hanno nelle cose importanti e quelli che nonostante siano straricchi preferiscono il "gratis" ad ogni costo.

    Chi non vuole spendere i suoi soldi in musica non lo farà, né ieri, né oggi, né domani. Un'alternativa ci sarà sempre, DRM o non DRM. Colpirli non serve a nulla, innanzitutto perché NON stanno danneggiando nessuno (che che ne dicano le Major, la violazione del copyright NON è in alcun modo assimilabile al furto) e in secondo luogo perché colpendo loro finisci soprattutto per colpire chi invece è disposto a comprare dopo aver ascoltato qualcosa che gli piace.

    E colpendo i tuoi clienti non fai altro che allontanarli da te, sempre di più, finché nessuno più comprerà nulla... non perché non vogliano farlo, ma per non continuare a finanziare degli imbecilli che vanno in giro a sparare nel mucchio colpendo anche e soprattutto ragazzini, bambini e famiglie intere. Ed è esattamente quello che sta accadendo... sempre di più... sempre più gente sta evitando di dare a questi criminali legalizzati i propri soldi per paura che finiscano a finanziare crociate, a pagare avvocati di ricchi signori con la Ferrari in garage troppo avari per dirsi "ok, ho rubato a sufficienza".

    Questo è quello che sta percependo la gente. Quando sente RIAA&Co. non pensa ai presunti diritti degli autori, ma pensa ad associazioni a delinquere che se ne vanno in giro a rapinare la gente. E questa immagine se la sono costruiti da soli RIAA&Co. con il loro estremismo, con il loro agire senza pensare, con il loro comportamento suicida, con il loro voler sparare nel mucchio. Allontanandosi sempre più dalla gente comune in una casta di privilegiati cui piovono i soldi addosso senza alzare un dito tutto il giorno.

    Questo è quello che vede la gente. Un gruppo di ricchi avari mai contenti di ciò che hanno.

    E questa sarà la loro fine.

    Hanno preso il fucile dalla dispensa, lo hanno pulito, lo hanno caricato, lo hanno armato, se lo sono puntati in bocca e ora stanno tirando il grilletto.

    Non piangano poi per quello che hanno fatto. Non piangano per aver istigato la gente contro di loro. Non piangano se ora la gente non compra più nulla. È il risultato della loro opera di terrorismo.

    Ragazzi di ieri o di oggi è solo un finto problema.
  • Daccordo sul concetto, ma il paragone non regge. Prima da 1 vinile ci creavano 1, 2, 3 cassette. Adesso da 1 CD si fanno migliaia di copie in tempo zero grazie ad Internet.
    Che poi le major non piangano comunque miseria è un fatto ^^
  • - Scritto da: Stefano Zapata
    > Credo che nessuno si sia mai sentito in colpa per
    > essersi copiato una cassetta (si, quelle del
    > mangianastri) o per averla registrata dal vinile
    > di un amico, no? non mi dite di si perchè non ci
    > credo.

    Mai, e l'ho sempre fatto, il problema era solo trovare tanti lp o cassette.. con la rete è + facile

    >
    > E nessuno si è mai sognato di fare multe se a un
    > posto di blocco ti trovavano delle audiocassette
    > non originali nello stereo, o
    > no?

    Mai gliene mai fregato qalcosa (qcsaSorride)

    > Eppure adesso vorrebbero convincerci che copiarci
    > un .mp3 o un .avi dovrebbe essere un reato e che
    > la nuova tecnologia rovina le case discografiche
    > e
    > cinematografiche!

    in tempi passati le case discografiche e cinematografiche facevano soldi con poca spesa, gli artisti chiedevano poco rispetto ad oggi, dal passato hanno imparato a chiedere di più e le case... non ce la fanno, il margine è basso..

    >
    > E il bello è che ci sono pure consumatori che se
    > la bevono! E che danno spago e credito a queste
    > balle!

    i media ti fanno credere questo e estendono il pensiero creandone una pubblicità gratuita negativa... non conoscono la reteSorride. Anche prima succedeva solo che non veniva pubblicizzato come ora ma tra videoregistratori betamax poi vhs musicassette minidisk ecc... lo hanno sempre detto.. fidati, ne so qualcosa io che campavo con questo materiale (matrimoni, cerimonie, battesimi ecc...)

    >
    > In realtà è rimasto tutto più o meno come prima:
    > ci si scambia mp3 e avi che essendo compressi
    > sono di qualità *inferiore* (come prima ci si
    > registrava le cassette) e quando una cosa ci
    > piace siamo disposti a comprarci l'originale
    > perché di qualità migliore, o a volte anche come
    > oggetto di
    > collezionismo.

    giusto! lo fanno tutti lo hanno fatto e lo faranno domani

    >
    > Insomma secondo me internet non ha cambiato un
    > bel niente, tutt'al più le "major" avranno
    > sognato di avere finalmente un comodo mezzo per
    > impedirci di copiare le nostre belle
    > "musicassette" e allargare ulteriormente il
    > mercato...

    vogliono recuperare soldi con un mancato ipotetico guadagno e chiedere il risarcimento... furbi ma stolti

    >
    > Be, si sono sbagliati! Dovranno "accontentarsi"
    > della stessa fetta di sempre: che la smettano di
    > piangere
    > miseria!

    di miserabile hanno solo le loro richieste
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