L'FBI inciampa, non cerca su Hotmail

Un sospetto terrorista ha un alibi nella sua posta elettronica a cui l'FBI non ha però avuto accesso in tempo utile. Ora un giudice vuole vederci chiaro

Roma - Un caso decisamente particolare quello che coinvolge Zacarias Moussaoui, sospettato di aver fatto parte della cospirazione terrorista che l'11 settembre dell'anno scorso ha provocato gli attentati di New York e Washington. Particolare, perché l'FBI che ha indagato sul suo conto si è "dimenticata" di leggere la sua posta elettronica in un account del celebre servizio MSN Hotmail. E ora il giudice vuole vederci chiaro.

Stando ad un articolo pubblicato dal Washington Post, Moussaoui non è riuscito ad ottenere in tribunale le email con cui intendeva difendersi e che sarebbero state inviate dallo stesso Moussaoui in più occasioni dall'account xdesertman@hotmail.com.

L'FBI ha finora risposto segnalando una nota di Hotmail che informa come dopo 90 giorni di inattività gli account vengono rimossi e dunque non rimane alcuna documentazione. Il giudice ha quindi chiesto all'FBI di spiegare perché dopo l'11 settembre e l'arresto di Moussaoui nell'esame del portatile dell'uomo non sia stato approfondito quanto contenuto nella casella di posta elettronica. E ha chiesto all'FBI di spiegare nel dettaglio quali operazioni sono state svolte e con quali procedure nonché se siano stati in qualche modo consultati i servizi della National Security Agency (NSA) per ottenere le informazioni.
Nel frattempo il giudice ha anche disposto che Moussaoui possa accedere ad un sito web protetto per visionare tutta la documentazione che lo riguarda, anche perché l'uomo ha deciso di difendersi da solo. Il computer dovrà essere totalmente isolato da internet.
TAG: cybercops
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