Alfonso Maruccia

iPhone, il melafonino preso a morsi

Il gadget viene attaccato in forze da hacker e smanettoni, che trovano infine il modo di spezzare i lucchetti che lo legano mani e piedi ad un unico carrier. Partite le diffide di AT&T

Roma - Tutti ne parlano, molti lo vogliono e in tanti si lamentano della lunga attesa perché il nuovo gadget di Apple conquisti il Vecchio Continente e il resto del mondo, dopo il lancio americano del 29 giugno scorso. Gli early adopter disposti a fare follie per la moda tecnologica del momento non hanno ad ogni modo motivo di disperarsi, visto che iPhone è stato hackerato e "sbloccato" da diversi soggetti negli ultimi giorni.

Dopo l'azione di DVD Jon, che aveva liberato le capacità multimediali del gingillo, ma non quelle di telefonino vere e proprie, il team di iPhoneSIMFree.com ha sviluppato una soluzione software a tutto tondo, in grado di aprire iPhone all'utilizzo con qualunque carrier di telefonia mobile in qualunque paese. Che il software funzioni viene confermato tra gli altri da Engadget, che ha pubblicato un articolo esplicativo con tanto di dimostrazione video del funzionamento del telefonino con l'operatore T-Mobile. Ed entro pochi giorni il tutto dovrebbe essere posto in vendita.

Si tratta, dunque, di una soluzione di "sblocco semplice", capace secondo gli autori di resistere agli aggiornamenti software di Apple, e che ha l'unica debolezza di richiedere un'attivazione manuale per visualizzare i video di YouTube, procedura per cui è comunque presente in rete una guida utile allo scopo. Quelli di iPhoneSIMFree non sono però i soli nella corsa alla liberazione di iPhone dai rigidi paletti di esclusiva imposti dal produttore californiano: un solo giorno dopo la conferma dell'efficacia del software suddetto, è stata la volta di UniquePhones annunciare la disponibilità di una soluzione per l'unlock del melafonino.
In questo caso però si sono messi di traverso gli avvocati di AT&T, che hanno minacciato pesanti conseguenze nel caso in cui UniquePhones venda effettivamente il programma. La società ha dunque fatto sapere che sta valutando cosa fare con il software, e sembra orientata per ora a sospenderne la diffusione.

Poco male per gli aficionado dell'aggiramento tecnologico, se si considera che anche un terzo metodo di sblocco è stato portato alla luce dal 17enne George Hotz: con tanto olio di gomito, 500 ore di lavoro tra software e saldatore, è riuscito ad abilitare il melafonino all'utilizzo delle SIM di altri operatori. Il ragazzo ha descritto l'hack sul suo blog ed ha dimostrato notevoli doti imprenditoriali provando prima a porre l'iPhone sbloccato all'asta su eBay e infine usandolo come merce di scambio per un Nissan 350Z ed altri 3 iPhone (naturalmente bloccati) da 8 Gigabyte.

Gli europei che non volessero aspettare le ragioni del mercato potrebbero dunque decidere di far incetta del melafonino già adesso, senza dover necessariamente attendere che Apple finalizzi gli accordi con gli operatori europei in vista del lancio ufficiale di fine anno. A tal proposito non si ferma la ridda di indiscrezioni su chi avrà l'esclusiva da questa parte dell'Atlantico: la società francese Orange, che secondo il Financial Times era già stata scelta da Cupertino come partner per iPhone, ha per bocca del suo direttore esecutivo negato di aver già siglato un accordo a riguardo.

Alfonso Maruccia
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