Basta un'email per parlare con Dio?

In realtà serve ad un parroco britannico per costruire una comunità di preghiera a distanza. Dice che è utile e nessuno sa come arrivi lassù

Roma - Ancora una volta la preghiera online torna a far parlare di sé. Già oggetto di una serie di curiose iniziative, compresa la preghiera che via SMS si interfaccia con un sito web per divenire "pubblica" e "collettiva", ora è al centro della singolare iniziativa di padre Micheal Fass, sacerdote scozzese della Chiesa episcopale, che intende "inoltrare a Dio" le email che giungono da fedeli in preghiera da tutto il mondo.

Fass ha affermato che "almeno una volta al giorno" si occupa di far sapere nel più alto dei cieli quali sono i contenuti delle preghiere che riceve, incitando tutti a visionare il sito della sua parrocchia, dotato anche di un ampio "gift shop".

Secondo quanto pubblicato dal quotidiano britannico TheGuardian, comunque, l'iniziativa procede speditamente, visto che Fass dichiara di ricevere email a manciate tutti i giorni, definendole molto sincere e interessanti. "Queste preghiere per email - ha dichiarato - ci permettono di costruire una comunità di preghiera a lunga distanza. Viviamo sempre di più vite frammentate. Se questo è un modo per avvicinare la gente alla Chiesa, allora deve essere una buona idea".
TAG: mondo
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