Luca Annunziata

Dipendenti IBM scioperano su Second Life

I diritti dei lavoratori finiscono nel metamondo. Una protesta in Italia che promette però di valicare i confini nazionali. L'alba di una nuova era delle rivendicazioni sindacali?

Roma - Gli ideatori lo annunciano come "il primo sciopero virtuale", anche se nel mondo virtuale Linden Labs le proteste di massa certo non sono una novità. In ogni caso la manifestazione annunciata dal RSU dell'IBM di Vimercate, che rappresenta larga parte dei circa 9mila dipendenti di Big Blue in Italia, ha rapidamente fatto il giro della blogosfera italiana e non proprio per la sua originalità.

Sebbene la data e il luogo dove avverrà la protesta non siano ancora stati decisi, ma la sede virtuale IBM appare il luogo più scontato, sulla propria homepage i sindacati già riportano iscrizioni trasversali anche al di fuori della cerchia dei dipendenti: "la notizia ha iniziato a girare fra i 9 milioni di avatars di Second Life" si legge in un comunicato "e sta creando un grosso fermento. Abbiamo già diverse adesioni, non solo fra i lavoratori IBM Italia".

Ma perché pensare ad una protesta virtuale in luogo del solito picchetto davanti alle porte della fabbrica? La spiegazione è semplice: IBM è tra le aziende che maggiormente hanno investito e puntano sulla realtà 2.0 rappresentata da Second Life. Farsi sentire nel metaverso, un luogo dove ha impiegato molto denaro e molte energie, viene considerato un modo per attirare l'attenzione sia del pubblico che della dirigenza.
Il celeberrimo dipinto Quarto StatoCosì come l'esperienza della realtà virtuale offre la possibilità a cittadini di molti paesi di entrare in contatto diretto, Second Life e affini potrebbero divenire la culla di una sorta di esperimento di sindacato dei lavoratori transnazionale, che potrebbe comprendere lavoratori di mezzo mondo. Lavoratori riuniti nello stesso luogo per protestare assieme e rivendicare gli stessi diritti. Un nuovo modo di intendere il web 2.0 e forse nuova vita per il metaverso, messo sotto pressione dai media ormai da tempo.

Al centro della protesta italiana c'è il fallimento della trattativa per il contratto interno integrativo: secondo la RSU l'azienda avrebbe risposto con un taglio di circa 1000 euro per ogni dipendente a fronte di una richiesta di aumento minima. Una situazione che condizionerebbe il "morale interno" dell'azienda, a tutto vantaggio dei concorrenti.

Luca Annunziata
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