Cento milioni di brani pirata online

Come accade periodicamente, arrivano le cifre dell'industria sui presunti danni della pirateria. E in Francia le vendite di dischi calano perché i francesi comprano in rete

Cannes - Il grido di dolore dell'industria internazionale per i danni da pirateria ha raggiunto ieri dimensioni galattiche: 4,5 miliardi di dollari ogni anno. Questa la somma dei danni che i pirati della rete che scaricano brani musicali da internet e i compact disc contraffatti provocherebbero all'industria discografica.

Secondo l'osservatorio di settore, IFPI, proprio la diffusione della rete e la facilità degli scambi di materiale protetto tra gli utenti sarebbe uno degli elementi che incidono maggiormente sui danni complessivi. Stando alla IFPI, comunque, i giri di materiale contraffatto sono particolarmente pesanti nel sudest asiatico, in Polonia e Ucraina e ad Hong Kong.

Nonostante i pirati, ammette però la IFPI, il mercato complessivo dei compact disc musicali è cresciuto nel mondo del 20 per cento nel corso dell'ultimo anno con la vendita di 400 milioni di copie. La IFPI, come già altri osservatori di settore, pare calcoli i danni sulla base dei prezzi di listino dei materiali contraffatti o duplicati illegalmente. Come se chi li copia o chi compra una copia pirata fosse disponibile ad ottenerli comunque anche al prezzo, spesso elevato, proposto nei negozi.
Forte dei suoi danni, la IFPI in questi mesi sta anche intensificando le sue azioni di lobbying sull'Unione Europea, spingendo per il varo al più presto di normative più severe per i pirati: "riteniamo che su internet girino già più di 100 milioni di brani illegalmente copiati".