La tromba d'ariaè l'unica cosa che ha fatto momentaneamente passare l'aria giocosa all'Ambasciatore Bianconiglio; l'ho visto portare una notizia che, essendo grave, è arrivata ufficialmente e per vie strettamente gerarchiche. Dovevamo stare pronti ad andare negli hangar blindati dopo aver fissato bene le tende perchè ad est dell'aeroporto si avvicinava una perturbazione che poteva formare una tromba d'aria. I voli turistici pero' dopo poco sono ripresi ed il fenomeno atmosferico si è dissolto. In effetti non ce lo saremmo proprio meritato.
Sabato seraè una sera come, anzi meglio, delle altre. Questa purtroppo mi è stata rovinata dall'improvvisa consapevolezza che il sabato sera è normalmente seguito dalla domenica, e che domenica è l'ultimo giorno del CCC. Tutte le cose finiscono, ma per fortuna quelle belle lasciano anche dei bei ricordi.
Net Reviewè l'evento finale per i tecnici, mentre per i fricchettoni "normali" l'evento finale è la cerimonia di chiusura. Una delle tante mancanze di questi appunti di viaggio è quella di non aver ancora messo in evidenza l'incredibile miracolo tecnologico ed organizzativo di un branco di 200 volontari che, pagandosi il biglietto di ingresso come gli altri, hanno lavorato gratis per realizzare, in mezzo al quasi nulla, una infrastruttura tecnologica di rete che alla Fiera di Milano si sognano.
Per 5 giorni duemila persone sparse su 4 Km quadrati in mezzo alla campagna hanno tutte avuto a disposizione connessioni veloci Ethernet via cavo, connessioni solo poco meno veloci via wireless ed una rete telefonica Dect e VoIP interna, incluse nel biglietto di ingresso.
Tutto ha funzionato con una disponibilità da fare invidia alla Telecom, malgrado temporali, un alluvione, mezza tromba d'aria, i cavi che correvano liberi a terra e la presenza di centinaia di teste di c...o supertecnologiche che hanno tentato di buttare giù tutto per 4 giorni, e non ci sono riuscite grazie alla perizia ed alla dedizione degli Angels of NOC (i volontari del
Network Operating Center). Tra l'altro c'erano anche parecchie volontarie.
La presentazione è come al solito semideserta quando, dieci minuti prima dell'orario di inizio, arrivo per godermi un'ultima volta il magnifico hangar corazzato. Si comincia e si sentono i primi applausi tipo stadio; mi volto ed oltre 300 persone hanno riempito la sala, in piedi lungo tutte le pareti e pure sedute in mezzo al corridoio.
I relatori sono simpatici ed una, il boss, è anche molto carina. Da come parlano delle ultime due settimane sembrano aver passato una bellissima vacanza invece di una routine di lavoro di 16 ore al giorno. Sono sicuro che si sono anche divertiti come scimmie. Pur mettendo in conto l'assoluta dedizione degli Angels, un miracolo tecnologico come questo la dice lunga sui difetti e sull'inefficenze di organizzazione "classica" e quindi burocratica di convegni ed eventi, dove avere una ADSL per 4 giorni costa 1000 euro, te la portano solo il secondo giorno e poi non funziona nemmeno. Qui, con la pur rispettabile cifra di 300.000 euro, hanno costruito dal nulla una città, portato elettricità e reti per tutti ed a sazietà e pagato tutti i fornitori, creando oltretutto una coreografia che avrebbe fatto diventare Disney verde dall'invidia.
L'ammainabandieraè ormai una necessità visto l'autorevole ruolo raggiunto dall'Italian Embassy negli equilibri sociali del CCC. Sì, perchè ieri uno di noi si è sentito in dovere di procurarsi un bandierone formato festa nazionale ed appenderlo a rischio di rompersi l'osso del collo al portale. Poi altri volontari hanno fatto manutenzione e miglioramenti al fortunoso fissaggio, consentendo al tricolore di superare il maltempo. Stamani il vessillo garriva come non mai, ed è stato ammainato, piegato e riconsegnato al proprietario mentre tutti quelli svegli formavano una fila sull'attenti e con la mano sul cuore. Alcune di quelle teppe, in queste righe generosamente nascoste con pseudonimi, sembravano quasi essere sul punto di commuoversi. Bello!
Foto di gruppoche riunisce, a richiesta dei vicini di camp tutti i componenti dell'Italian Embassy. Viene fatta sia da noi che dai passanti
dotati di macchina fotografica. Alcuni teutonici si uniscono persino alla foto di gruppo, scattata al suono dell'immortale inno "Italian Grappa". Persino le due operatrici TV spagnole che non avevano trovato di meglio per passare l'ultima mezz'ora che venirmi a cercare ed intervistarmi, si uniscono nella foto.
Baci ed abbraccisono ormai inevitabili. Molti, quasi tutti sono ormai fuori dal CCC, almeno mentalmente. Scadenze, aerei in partenza, tende da smontare, macchine da caricare, impegni di lavoro e di famiglia riaffollano le menti di tutti. A gruppetti la gente sparisce, salutando solo i presenti in quel momento, magari più intensamente di quanto ci si poteva aspettare. Io ed Obi-Wan siamo ahimé tra i primi, avendo di fronte un viaggio in macchina necessariamente a tappe. Già saliti in macchina fermo la mano di Obi-Wan, pregandolo di aspettare un attimo prima di accendere il motore. Pochi secondi di raccoglimento, di riconoscenza e di rimpianto per l'atto finale del mio CCC personale. Poi via.
On the way homeanche noi prima o poi arriveremo, ma il viaggio di ritorno non è uguale a quello di andata; anche seguendo lo stesso percorso è comunque un'altra cosa, sicuramente meno interessante da raccontare. Io ed Obi-Wan, che ci siamo frequentati poco durante il CCC (per quanto è possibile dormendo nella stessa tenda), cominciamo finalmente a chiacchierare e raccontarci cose interessanti. Ma non sono fatti vostri.
Il paese delle fate e dei gigantiè quello che improvvisamente ci troviamo ad attraversare nella luce sfumata di un pomeriggio luminoso ma a tratti con banchi di nebbie basse.
Sei giganti emergono dalla nebbia, roteando le loro tre braccia in una sincronia miracolosa; la foschia ne nasconde la base e ne sfuma il primo tratto, rendendoli irreali. Pensare che solo con quello che è costato l'inesistente Italia.it di questi giganti potremmo averne una ventina sotto casa. Vergogna. Ma siamo ancora nel Paese delle Fate, godiamocela. Dopotutto, come recita il motto del CCC "In fairy dust we trust - Crediamo nella polverina fatata".
Siamo tutti ganzie l'unica nota negativa di questo convegno. La gente è simpatica, creativa, immaginosa, spesso competente. C'è pero' la netta percezione che rispetto a vent'anni fa la voglia di condividere ed imparare non faccia più la parte del leone in questi eventi.
Forse perchè la Rete ormai mette in grado tutti di trovare da soli, o credere di trovare, le informazioni desiderate, e quindi la voglia di ascoltare ed imparare non è più indispensabile per crescere, visto che uno lo puo' fare comodamente da casa.
Il risultato è che molte brave, competenti e spesso generose persone soggiaciono alla tentazione di lunghi episodi di autopromozione al limite del celodurismo. Una volta le stesse energie venivano molto più creativamente incanalate in lunghe salite in cattedra per spiegare e condividere, altrettanto esibizioniste ma molto più utili.
In questi casi la ricompensa era essere tanto al centro dell'attenzione da sentirsi una star del rock; era pero' uno scambio tra il parlatore e l'ascoltatore che arricchiva contemporaneamente tutti e due. Voglia di imparare, voglia di insegnare, l'umiltà del riconoscere la propria necessità di crescere; forse proprio la Rete, quello che era in nostro sogno, ce le ha in buona parte tolte.
Grazie Wau in tutto quello che c'è stato mi è sembrato di vedere quel tuo sorriso che ho incrociato una sola volta. Questi ragazzi, anzi questi giovani uomini e donne li hai cresciuti bene. Hai creato una buona scuola, bella ed utile, ed anche tanto necessaria in questi tempi cupi. Dormi bene e grazie.Marco CalamariTutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo