Alfonso Maruccia

Svezia, una città deve scegliere tra Internet e Vista

Il più recente sistema operativo Windows non gradisce i server basati su Linux usati dal provider di una cittadina scandinava. ISP e Microsoft si azzuffano, e gli utenti rimagono per ora senza connessione

Roma - Accade a Lund, cittadina di 76mila anime (studenti universitari esclusi) della Scania e sede di alcune tra le più importanti istituzioni culturali dell'intera penisola scandinava: i server di Lundis Energi, società che gestisce la connettività sul territorio locale, sono incompatibili con Windows Vista. Ragion per cui le anime di cui sopra hanno, apparentemente, ben poca scelta: o passare ad un sistema operativo diverso (come XP o il pinguino) o venire tagliati fuori dal vasto mondo della rete telematica globale.

L'infrastruttura che gestisce la rete locale è basata su Linux, e Lundis Energi sostiene che il problema sarebbe costituito da qualche misterioso bug nel codice di Vista. Il blackout forzato degli abitanti sarebbe insomma colpa esclusivamente di Microsoft, e l'ISP nemmeno ci pensa a cambiare di una virgola la configurazione dei propri server per mettere una pezza al problema lato-server. Che ci pensi Redmond a risolvere la grana, dice Lundis Energi.

Microsoft, dal canto suo, si è pronunciata sulla faccenda per mezzo di un rappresentante locale, anche se in via non ufficiale, offrendo disponibilità alla soluzione del presunto baco di Vista, chiedendo soltanto che il provider fornisca ulteriori dettagli a riguardo.
La faccenda appare insomma in stallo, e mentre i parenti più prossimi di certi illustri netizen svedesi possono permettersi di scaricare un DVD in 2 secondi con la fibra e 40 Gigabit di connessione, i "lundinesi" sono stati tagliati fuori dalla Rete per lo scontro tecnologico - o magari politico? - tra le società protagoniste dell'incresciosa vicenda.

Ma poi di chi è la colpa? "Di entrambe", secondo Neoseeker, che lamenta la mancanza di test da parte di Lundis Energi nei confronti del nuovo sistema operativo, e bacchetta Microsoft per la scarsa considerazione di mere questioni di interoperabilità tra Vista e il "vasto mondo" composto da Linux, OS X, XP, FreeBSD e gli altri SO attualmente in circolazione.

Senza considerare che Apache, web server basato su Linux, è la base largamente maggioritaria dell'infrastruttura di rete con il 50% di market share. Ragion per cui, conclude Neoseeker, "Microsoft dovrebbe piegarsi giusto un po' ed aprire una o due finestre per aiutare il pinguino ad entrare. Dopo tutto, soltanto un terzo dei web server del pianeta fa girare software Microsoft".
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