Se l'SMS porta cibo ai rifugiati

I messaggini si rivelano il più efficace mezzo di comunicazione dell'ONU per informare molti rifugiati sui programmi di assistenza e distribuzione di beni alimentari

Roma - L'SMS, strumento di comunicazione principe nel mondo della telefonia mobile, si sta rivelando sempre più spesso strategico per far giungere informazioni importanti in momenti critici. Tanto da essere divenuto un media indispensabile anche in contesti particolarmente difficili: con un messaggio di testo gli oltre 33mila rifugiati iracheni a Damasco, in Siria, sono stati informati di un nuovo programma di distribuzione di beni alimentari lanciato giovedì scorso dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e dal Programma Alimentare Mondiale.

Ne danno notizia Reuters e Agenzia Aise, sottolineando come per le comunità di rifugiati il telefonino diventa indispensabile, non solo per tenere i contatti con le famiglie disperse in più paesi ma anche per garantire la propria sopravvivenza.

Il primo SMS previsto dal programma è stato inviato a 10mila destinarari e la distribuzione di cibo, attuata attraverso 200 volontari, è iniziata a Damasco il primo settembre, con priorità a donne, bambini e rifugiati maggiormente bisognosi. L'Alto Commissariato ha previsto uno stanziamento di 2,2 milioni di dollari per i beni alimentari, da distribuire in quattro mesi a 50mila rifugiati.
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