Dario D'Elia

Liberia, biometria contro i fantasmi

Lo Stato non vuole più pagare gli stipendi a dipendenti pubblici inesistenti: la soluzione è nel riconoscimento biometrico degli impiegati

Roma - Il Governo della Liberia ha deciso di affidarsi al riconoscimento biometrico per stanare gli impiegati pubblici "fantasmi". Nel 2006, all'inizio del mandato presidenziale di Ellen Johnson Sirleaf, si è posto il problema della corruzione e dello sperpero di denaro pubblico. Dopo le prime indagini è stata redatta una lista di 44700 persone stipendiate dallo Stato, ma in molti casi senza giustificazione.

Nell'arco di qualche mese sono stati depennati 7300 nomi: mille risultavano già in pensione e 6000 erano solo pseudonimi di altri impiegati. Insomma, una mega-truffa che secondo William Allen, attuale Direttore Generale della "Civil Service Agency", ha bisogno di chiarezza sulle identità. "La questione di fondo è stabilire le vere identità delle persone in modo che una volta che una persona ti dice chi sia... tu sia sicuro di non avere doppioni", ha spiegato Allen ad AP.

Come riporta MSNBC, tutti i dipendenti pubblici presto saranno obbligati a fornire le impronte digitali, e procedere con lo scanning del volto e delle retine. Tutti i dati saranno archiviati, e poi utilizzati nelle operazioni di riconoscimento, presso un unico database centrale. In questo modo, secondo gli esperti locali, non sarà più possibile ricevere più buste paga sfruttando nomi diversi.
"Siamo stati in grado di fare pulizia di alcuni nomi fantasma, ma sappiamo che ce ne sono ancora", ha aggiunto Allen. La soluzione biometrica, secondo il Presidente liberiano Johnson Sirleaf, sarà di aiuto al paese, soprattutto nell'attuale lotta alla corruzione. Obiettivo non da poco per un paese che con tutte le forze sta tentando di lasciarsi alle spalle anni di guerra civile, e che solo nel 2005 è riuscito ad organizzare le prime elezioni democratiche pluripartitiche.

Dario d'Elia
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