Gaia Bottà

Il Vietnam è boicottato online?

Incapace di garantire la sicurezza delle transazioni, il mercato online vietnamita rischia di essere stritolato da un implicito embargo. Il governo promette di intervenire

Hanoi - Il Vietnam, noto censore di Internet, è patria di spammer, cracker, e malintenzionati esperti in frodi? Ci pensa il mercato a bastonare i criminali informatici locali, anche se ciò va a scapito dei cittadini vietnamiti che operano legalmente online.

È vnunet.com a segnalare che il Vietnam è stretto nella morsa di un implicito embargo: i consumatori che intendono acquistare online sembrano riporre scarsa fiducia negli operatori vietnamiti, incapaci di garantire transazioni sicure.

A livello business il boicottaggio è ancor più evidente: gli operatori che gestiscono la sicurezza dei pagamenti online tendono a rifiutare la prestazione del servizio ai vietnamiti che ne fanno richiesta poiché, bersagliati dalle transazioni fruadolente provenienti da indirizzi localizzati in Vietnam, dovrebbero aumentare a dismisura gli accorgimenti per accertarsi della regolarità delle operazioni sulle quali vigilano.
Ma le frodi non sono l'unico problema che affligge l'Internet vietnamita. Lo spam è una piaga che porta numerosissimi fornitori di servizi di sicurezza a rivolgersi direttamente al Vietnam DataCommunications Company (VDC), l'unico ISP vietnamita, gestito dal governo, per lamentare una mole di spazzatura indesiderata recapitata dagli utenti locali nelle email di netizen di tutto il mondo. Duemila email giornaliere di protesta, che hanno allarmato il governo e lo hanno spinto, attraverso il Vietnam Computer Emergency Response Team (VNCERT), a sondare l'umore dei netizen locali: anch'essi sono risultati sommersi dallo spam, il trenta per cento del quale redatto in lingua vietnamita.

Inoltre virus, worm e ogni tipo di minaccia a mezzo software, annunciava in aprile il Bach Khoa Internetwork Security Centre (BKIS), infestano oltre due milioni e mezzo di computer vietnamiti, spesso inconsapevoli zombie parte di reti ammaestrate ai compiti più loschi, dallo spamming agli attacchi DDoS.

Neppure il governo si può dichiarare al sicuro: reti e siti di istituzioni e amministrazioni sono costantemente abbattuti e violati, esponendo informazioni riservate al rischio di essere disvelate o utilizzate per scopi illeciti.

Per questo motivo, e per consentire al Vietnam di competere sul mercato online, riporta Vietnam Investment Review, il primo ministro Nguyen Tan Dung, in accordo con il ministro dell'Informazione e della Comunicazione, sta sollecitando la costituzione di una task force in seno al VNCERT. Incaricata di vigilare sulla sicurezza in Rete, dispenserà consigli a netizen e agenzie governative e interverrà per proporre l'introduzione di normative più severe per punire i criminali informatici, che, avvertiva il direttore del BKIS in un'intervista rilasciata a Vietnam News, ora agiscono indisturbati, inattaccabili da leggi di difficile applicazione.

Gaia Bottà