Luca Annunziata

Gli spazioturisti nella centrifuga di Branson

Due giorni di allenamento per diventare veri astronauti: per i primi 100 ricchi clienti di Virgin Galactic la preparazione va avanti, tra dobloni e malditesta. I razzi esplosi? Nessun problema

Roma - Chissà se dopo un giretto a 4G in una centrifuga, i facoltosi clienti di Virgin Galactic che hanno pagato un biglietto da quasi 300mila euro per il privilegio di essere chiamati "pioneri dello spazio" saranno soddisfatti dei soldi spesi. Entro la fine di novembre tutti i cento Founder saranno addestrati presso il NASTAR Center, in Pennsylvania, in preparazione del loro ormai prossimo lancio verso lo spazio.

"Abbiamo scelto il NASTAR Center dopo una attenta valutazione di altre strutture in Europa e negli Stati Uniti" si legge in una nota del presidente Virgin Galactic, Will Whitehorn: "NASTAR ha avuto la meglio non solo per la sua esperienza professionale e le moderne strutture, ma anche perché crede nell'attenzione per il cliente". Una dichiarazione che lascia intendere che ai ricchi aspiranti astronauti sarà riservato un trattamento cinque stelle.

Il programma di addestramento, della durata di due giorni, prevede lezioni teoriche di base sulle reazioni del corpo umano in orbita e tre prove pratiche: un giro in una moderna centrifuga per provare l'effetto della spinta G laterale, la permanenza in una camera iperbarica per verificare l'effetto della carenza di ossigeno e una vera e propria simulazione del lancio a 6G, con tutto lo stress fisico e mentale che questo comporta.
L'annuncio di queste sessioni di addestramento arriva ad un mese dal terribile incidente avvenuto al Mojave Air and Space Port (California), costato la vita a tre dipendenti della Scaled Composites - l'azienda che collabora alla costruzione della SpaceShipTwo - e ferito gravemente altri tre membri dello staff. Alcune voci, seccamente smentite dallo stesso Whitehorn, sostenevano che quanto accaduto avrebbe posto la parola fine al programma Virgin Galactic: la notizia di oggi potrebbe essere dunque anche letta come una sorta di dimostrazione che, in ogni caso, la tabella di marcia verrà rispettata. Magari con qualche accorgimento.

Lo confermano anche le dichiarazioni del padrone del gruppo Virgin, il dinamico Richard Branson, che in una intervista rilasciata al New York Magazine non lascia spazio ai dubbi: "Stiamo lavorando ai viaggi spaziali, e Virgin Galactic andrà nello spazio entro 18 mesi". La data per il primo volo è dunque fissata al più tardi entro il 2009, visto che "la nostra navicella spaziale sarà pronta in nove mesi, e cominceremo con i test".

Difficile tuttavia che, alla luce dell'incidente, tutti i programmi possano venire rispettati: Virgin Galactic non naviga in acque particolarmente tranquille sul piano finanziario, e i ritardi accumulati non giovano alla compagnia. Il capitano Kirk, alias William Shatner, potrebbe aver visto lontano quando ha rifiutato il passaggio offertogli da Branson, accettato invece dalla celebre attrice Sigoruney Weaver (Alien).

Luca Annunziata
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