Dario Bonacina

I provider denunciano: TLC colabrodo

Assoprovider descrive un mercato in condizioni pessime e che non promette niente di buono. Tra i molti a rimetterci anche Intratec, che ha annunciato la messa in liquidazione della societÓ

Roma - C'è molta sofferenza nel mercato delle telecomunicazioni. Lo testimoniano le recenti vicende che hanno visto come protagonisti operatori come Elitel Telvia e Intratec/Vira, aziende che si trovano in evidente sofferenza nei confronti del principale fornitore di connettività nonché gestore unico della rete Telecom Italia. Ma mentre la situazione di Elitel e Telvia è ancora in corso di definizione, spicca la notizia della volontaria messa in liquidazione di Intratec.

"L'assemblea degli Azionisti della Intratec Spa - si legge nella homepage del sito aziendale - ha deliberato, in data 30/07/2007, lo scioglimento della società e ha nominato il Liquidatore. Il Registro delle Imprese di Roma ha pubblicato la variazione in data 29/8/07 dando quindi efficacia alla delibera. Si tratta di una "Liquidazione Volontaria", liberamente decisa dall'Assemblea degli Azionisti. Quando una Società delibera la Liquidazione, è obbligatorio variare la ragione sociale. Per Intratec adesso la Ragione Sociale è Intratec SpA in Liquidazione".

La società precisa che questa situazione non comporta modifiche per l'utenza nell'erogazione dei servizi, "poiché la mission della società rimane quella di conservare l'azienda anche in questa fase". Una fase in cui sono ancora in corse trattative per il subentro di altre Società nei vari rami d'azienda e in cui "non si può comunque escludere che si possa andare anche verso altre direzioni incluso fusioni".
Assoprovider, l'associazione dei provider indipendenti, in una nota diffusa ieri, formula le proprie considerazioni in merito alle attuali condizioni del mercato italiano delle TLC, con particolare riguardo alle vicende sopra descritte:
Il numero di operatori alternativi, che anche per una gestione avventata, si ritrovano in difficoltà economiche verso Telecom Italia è, a quanto si legge sui giornali, in crescente aumento: ormai ad un ritmo serrato le aziende vengono letteralmente disattivate, pare per problemi di ordine debitorio, che erano comunque preesistenti, ed evidentemente sopportati con altro spirito.

Ma i problemi sono causati anche dalle inefficienze di chi dovrebbe garantire un quadro regolamentare e tariffario chiaro: ad esempio i ritardi di Agcom nel prendere decisioni sui canoni sulle ADSL Naked hanno sicuramente aggravato tali situazioni debitorie: e la strana morìa avviene proprio mentre si discute della necessità di separare la rete dell'Incumbent dai servizi.

Questo a dimostrazione che in Italia non esiste una vera liberalizzazione del mercato, che quella che c'era arretra, e che le autorità preposte alla vigilanza, AGCOM e AGCM (l'Autorità Antitrust, ndr) rimangono sovente a guardare senza colpo ferire. Ma più complessivamente, tutta la classe dirigente del paese si dovrebbe preoccupare di questo arretramento nella liberalizzazione del settore delle Comunicazioni.

Assoprovider stima che con l'introduzione del canone naked ed il conseguente aumento del 30% del costo delle ADSL all'ingrosso, il numero di aziende TLC in difficoltà aumenterà esponenzialmente con una drastica riduzione della concorrenza sul mercato e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. A quel punto, la separazione della rete a quali superstiti concorrenti gioverà?
Assoprovider non addebita le cause della situazione ad un solo soggetto, ma riconosce un concorso di colpe che, assieme alle istituzioni - con le Authority in primo piano - coinvolge le stesse aziende, vittime di una "gestione avventata" (o disinvolta e poco oculata).

Un insieme di concause che, senza un freno tirato "dall'alto", porta inevitabilmente all'incancrenirsi di una condizione già difficilmente sostenibile da parte dei competitor che, sulla rete, si affacciano da rivenditori e non da provider.

Dario Bonacina
24 Commenti alla Notizia I provider denunciano: TLC colabrodo
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  • Sottoscriviamo una petizione perché qualcuno intervenga o invitiamo il Governo ad intervenire.
    non+autenticato
  • Potrebbe essere una bella idea.
    Spiega comeA bocca aperta
    non+autenticato
  • Non ci posso credere! Cari moderatori di Punto Informatico, non sbagliatevi a eliminare questo messaggio altrimenti giuro che vi faccio passare dei guai (legali si intende).

    Vi siete venduti a TI evidentemente...

    E' troppo scomodo sapere che i tecnici di TI sono inviati dai loro superiori a creare disservizi ai clienti in affitto agli altri operatori?

    Fa troppo scompiglio?
    Gente aprite gli occhi...
    non+autenticato
  • Penso che quello sia il motivo per cui hanno cancellato l'altro post.

    Ma è vero, gli operatori di telecom italia CREANO guasti fittizi.
    non+autenticato
  • Dimenticavo: punto informatico, provati solo a cancellare questo post. Ho fatto gli screen shots. Tu lo elimini e io lo posto in giro, corredando il tutto di screen shots.
    non+autenticato
  • ma che sei un bambino delle elementari?
    non+autenticato
  • E punto informatico fa più schifo di loro perché hanno cancellato il mio post precedente.

    Se telecom italia fa SCHIFO e PENA non è di certo colpa mia. La colpa è di chi li "protegge", come PI ha fatto cancellando il mio post.

    E che non mi vengano dire che è diffamatorio, perché non è diffamazione se è vero.

    PI, vergognati. Telecom Italia, vergognati.
    non+autenticato
  • Si, avevo risposto anche io al tuo post.
    Adesso non c'è più.
    Per quanto mi riguarda non commenterò più su PI.
    non+autenticato
  • Il problema non sta nella poca serietà degli operatori alternativi, il problema è solo Telecom, e di chi ha deciso di fare una privatizzazione "monca".

    Adesso in Italia ci ritroviamo con un operatore sostanzialmente privato (lo Stato ha la Golden Share ma figuriamoci...) che con leggi inerenti al libero mercato controlla e possiede l'infrastruttura di telecomunicazioni nazionale.
    Questo è INCONCEPIBILE.

    La rete base dovrebbe essere considerata una risorsa strategica nazionale, ed essere pubblica, dalle dorsali alle centrali, compresi stadi di gruppo urbano, stadi di linea fino anche al local loop e alle torrette in strada.
    Telecom dovrebbe solo utilizzare la rete pubblica per i propri servizi.

    Io sono da 2 mesi ormai con Alice inutilizzabile perchè come dice il tecnico "le risorse sono sature in centrale". Ma Telecom se ne sbatte, non le amplia perchè sa che qui non abbiamo scelta, o con Telecom oppure in wholesale con un altro operatore, e quindi sempre con Telecom.

    Questi sono giochetti mafiosi, i ricatti alle altre Telco sono possibili solo perchè Telecom possiede la rete. E' soltanto gioco sporco.

    A chi dice che le società che sono collassate erano poco serie: chiedetelo agli utenti di quelle società com'erano. Non pensate che le compagnie telefoniche debbano sempre coprire i costi. Questo è un mercato dove ci sono costi altissimi, ed è perfettamente normale per molte startup che per alcuni anni i costi superino i ricavi. Perfettamente normale, e previsto dal business plan.

    Non auguro a nessuno di trovarsi nella mia situazione, con la necessità di un collegamento ADSL e l'impossibilità di utilizzarlo perchè una 2 mega funziona peggio di una 56k. E dover sbattere la testa al 187, dover parlare con tecnici che non sanno una sega e che quando sanno se ne sbattono allargando le braccia, cercando solo di far venir sera. Telecom è sicura, continua sulla sua strada perchè sa che il monopolio esiste ancora esattamente come 10 anni fa, e molti di quelli che ci lavorano (certo, non tutti), che potrebbero sistemare le cose, hanno ancora il "virus da ufficio pubblico", quello che "non mi compete" o quello che una volta arrivate le 18 "ci penserà qualcun altro domani".

    La serietà è una chimera vera e propria, e lo sarà finchè si permette a Telecom di essere quella che è oggi: una società privata appollaiata su una rete strategica finto-pubblica in un finto mercato libero.
    non+autenticato
  • Concordo al 100%, forse si sveglieranno solo quando non funzionerà + niente.
    Se solo ci fosse un'alternativa valida (in termini di efficenza e di costi) in grado di fornire accesso alla rete senza dover passare per l'infrastruttura di telecom avremmo ottenuto lo scopo e così telecom può colare a picco senza nessun problema.
    non+autenticato
  • Io mi trovo nella tua situazione ma con un'alice20mega,ho una portante da 12Mbit ma praticamente inutilizzabile in quanto appunto satura in centrale,fino a poco tempo fa' andava alla grande ora che hanno iniziato l'upgrade gratuito di tutte le 4mega a 20 e' diventata inutilizzabile,banda irrisoria,disconnessioni continue e molto altro,tanto che mi sono visto costretto a chiudere tutto con telecom e passare a fastweb in ull,qualora mi dovesse andare male con quest'ultima alla peggio mi troverei con 4 Mbit ma almeno costanti,comunque dopo questa triste esperienza basta telecom.
    non+autenticato
  • Vira-Intratec fatturava nel 2005 380k euro con 660k euro di costi. Nel 2006 il fatturato passava a 1.180k euro, a fronte di "soli" 2.650k euro di costi. Telecom è sicuramente gestita da gente brutta, sporca e cattiva, ma questi altri, ad occhio, non sembrano dei geni dell'imprenditoria.
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