Uno standard per i dischi virtuali

Alcuni colossi del settore hanno creato una specifica che tenta di uniformare i formati d'immagine oggi utilizzati per salvare e distribuire macchine virtuali e virtual appliance

Roma - Sei grossi nomi dell'informatica hanno partorito una specifica comune per i formati dei dischi virtuali, ovvero le immagini contenenti le macchine virtuali create con software come VMware, Xen o Virtual PC.

Il neo formato, battezzato Open Virtual Machine Format (OVF), è descritto da una specifica aperta sviluppata da VMware in collaborazione con Dell, HP, IBM, Microsoft e XenSource. Specifica che le sei aziende hanno appena presentato all'organismo di normalizzazione Distributed Management Task Force (DMTF) con il desiderio di farne uno standard internazionale entro la fine del 2008.

OVF permetterà di creare file d'immagine che potranno essere aperti con tutti i software compatibili e, a differenza delle funzioni di importazione oggi presenti su molte applicazioni di virtualizzazione, consentirà di sfruttare alcune delle caratteristiche avanzate fornite dai formati nativi.
OVF non include soltanto l'immagine delle macchine virtuali create con i software di virtualizzazione, ma anche tutta una serie di metadati che descrivono le richieste relative a memoria, storage, rete, capacità di calcolo ecc. Lo standard prevede anche un meccanismo di verifica d'integrità del pacchetto e informazioni sull'eventuale licenza.

Tra le caratteristiche più interessanti di OVF c'è poi la possibilità di inglobare all'interno di un'unica immagine più ambienti virtuali, ciascuno descritto dal proprio insieme di metadati. Nel momento in cui il file OVF viene aperto, l'hypervisor puà automaticamente creare ciascuna delle macchine virtuali include nell'immagine.

Altri dettagli nel comunicato ufficiale.
2 Commenti alla Notizia Uno standard per i dischi virtuali
Ordina