RFID sottopelle? Sicuri

Lo sostiene il produttore, VeriChip (Applied Digital), secondo cui si sta facendo sensazionalismo quando si parla di chip sottopelle e tumori

Roma - Due giorni fa la notizia di un possibile collegamento tra l'uso di chip RFID sottopelle in alcuni animali e l'insorgenza di tumori, ed ora la secca presa di posizione di VeriChip, la società che produce l'omonimo chippetto, il primo RFID ad essere approvato negli USA per l'impianto negli umani.

In una nota, VeriChip Corp. fa sapere che ci sono "molti studi" che bocciano qualsiasi collegamento tra il microchip dell'azienda e l'insorgenza di tumori.

La società, che elenca e dettaglia i singoli studi a cui fa riferimento, ricorda anche che il proprio chip è stato approvato per l'impianto dalla Food and Drug Administration americana, la FDA, che anche in queste ore ha ribadito la correttezza delle proprie valutazioni. Non solo, secondo VeriChip vi sono ulteriori studi, questa volta dei costruttori del chip commercializzato dall'azienda, che prendono in esame gli impianti su topi di laboratorio, indicando che "gli impianti di microchip non causano tumori".
Infine VeriChip fa notare come negli ultimi 15 anni siano milioni i cani e gatti che hanno avuto un impianto di questo tipo senza subirne alcuna conseguenza. Il tutto, conclude, senza dimenticare le differenze tra la fisiologia umana e quella degli animali soggetti agli studi che tanto rumore hanno sollevato.
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