Luca Annunziata

Microsoft e il DRM definitivo

Due ricercatori di Redmond hanno creato un sistema di blindatura... blindatissimo. Per verificare l'origine di qualsiasi file, senza che smanettoni e hacker riescano a corrompere il codice. Funzionerà?

Roma - Il brevetto 7,266,697, rilasciato dall'ufficio statunitense a Henrique Malvar e Darko Kirovski, si intitola "Stealthy audio watermarking": nel testo si legge che i due ricercatori, che lavorano presso i labs Microsoft a Redmond, avrebbero individuato tre algoritmi differenti per infilare una sorta di "firma nascosta" all'interno di un file audio, una firma - e qui è tutta la questione - che sarebbe in grado di resistere a qualsiasi tentativo di eliminarla.

Mentre i comuni sistemi di gestione del diritto d'autore utilizzati fino ad oggi da Microsoft, così come da Apple e dagli altri competitor, sfruttano un sistema di codifica cifrata per garantire la salvaguardia dei file, il nuovo meccanismo segue un approccio diverso: il brano musicale potrebbe essere passato di mano in mano con facilità, ma al suo interno resterebbe sempre traccia del proprietario originale.

Il watermark sarebbe in grado di resistere a qualsiasi attacco: copia, ricodifica, tagli e cambi di tono. Persino la registrazione da sorgente analogica non lo eliminerebbe. Il suo meccanismo trae spunto dal sistema utilizzato per proteggere le comunicazioni radio dei militari: si tratta di un meccanismo complesso, che InformationWeek definisce "la più complicata e scrupolosa tecnologia che sarà mai applicata a file musicali da 99 cent".
Il watermark inserisce alcune informazioni nel file, come il proprietario dei diritti su quel brano e il nome dell'acquirente: le informazioni sono nascoste, distribuite all'interno del file e assolutamente invisibili. Il solo metodo per rilevarle è conoscere il meccanismo utilizzato per inserirle: il che potrebbe significare che soltanto i detentori dei diritti su quel brano potrebbero verificarne la presenza.

Ma soprattutto sembrerebbe che non modifichi la qualità audio del brano: altri sistemi che pure avevano guadagnato una certa notorietà in passato erano spesso condizionati dai disturbi creati nel file audio. E mentre il sistema di Apple per marchiare i file iTunes Plus (quelli privi di DRM) è risultato facilmente attaccabile, secondo l'esperto J. Alex Halderman, dell'università di Princeton, rimuovere il meccanismo ideato da Microsoft "sarà molto più difficile" poiché profondamente integrato con la struttura stessa del file.

Non è molto convinto della sua efficacia David Berlind, sulle pagine di ZDNet, che si domanda come abbia fatto Microsoft a riuscire dove tutti gli altri avevano fallito, e cita Tim Bray, celebre ingegnere di Sun Microsystem, che nel 2005 sosteneva che le difese a mezzo di watermark sono facilmente scavalcabili.

Non è ancora chiaro, peraltro, quale sarà l'utilizzo di questo brevetto, depositato nell'aprile del 2004: tuttavia, dopo il lancio da parte di Apple di iTunes Plus, c'è chi sente odore di nuovi investimenti Microsoft nel settore.

Persino lo sfortunato Zune potrebbe incontrare maggiore successo: rischierebbe di divenire l'unico apparecchio in grado di funzionare solo in presenza del watermark, rifiutando la riproduzione di brani di dubbia provenienza e facendo felici RIAA e le grandi sorelle. Un po' meno tutti gli altri.

Luca Annunziata
83 Commenti alla Notizia Microsoft e il DRM definitivo
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  • se ricordo bene, uno dei prinipi base dela crittografia è ipotizzare che il "nemico" (nel caso specifico i clienti) conosca l'algoritmo usato per la codifica; su questo principio si basa il PGP, in cui l'algoritmo è di pubblico dominio e la difficoltà è il riconoscimento della password.

    un algoritmo "forte" con password "deboli" è vulnerabile allo spionaggio convenzionale, ed è facile in particolare che, non essendoci da un lato particolari motivazioni etiche (la sopravvivenza in guerra dei propri soldati, ad esempio) e d'alto canto essendo probabile che ci siano individui che abbiano il doppio ruolo di "amici" e "nemici" (crittografi ed utenti di file musicali), magari sottopagati, darei per scontato che l'algoritmo venga fuori rapidamente.

    probabilmente questi amici, col loro sistema, riusciranno a scroccare un po di dollarozzi a mamma ms, ma non credo che durerà a lungo, per i motivi anzidetti.

    ad algoritmo sconosciuto, invece, non credo che operazioni semplici come le medie tra file con diverse signature possano funzionare, in termini di crack.

    se l'algoritmo è sufficientemente ridondante, infatti, la media attenuerebbe solo le variazioni apportate dall'algoritmo alle armoniche utilizzate: posto il segnale a 10, se è stato inserito un bit il segnale passa a 11, sefaccio la media di tre segnali ottengo 10 (3 zeri aggiunti), 10.333 (un 1 aggiunto) 10.666 (due 1 aggiunti) o 11.000 (tre 1 aggiunti); come controllore riesco a capire di quanti file è stata fatta la media, a vedere quanti 1 ci sono in ogni posizione e, se l'algoritmo è ridondante e ha delle checksum robuste, in pochi decimi di secondo identifico tutti i marker dei tre file originali!
  • Che i soldi che mamma microsoft vi estorc... ehm... guadagna, sono quelli che finiscono a finanziare questi progetti?

    Credevate di esser furbi a piratare il giochino, ma dopo aver comprato windows oem insieme all'hardware, eh?

    Se proprio volessi pagare per un sistema operativo, io andrei (tornerei) sugli apple. Cercheranno pure loro di infilare il DRM in quel posto agli utenti, ma almeno investono un po' di piu' per un sistema abbastanza efficiente e decisamente curato nell'interfaccia.
    non+autenticato
  • del fatto che bisogna evitare i vari iTunes e altri shop di musica on line...
    Sembra lo facciano apposta. Non ci vuole una sfera di cristallo per prevedere che tutta questa mania per il drm gli si ritorcerà contro.
  • secondo la definizione di chi li ha pensati:

    DRM = gestione diritti digitali
    TC = informatica "fidata"

    mi sa che ci siamo: cade la maschera!
    se questo e' il DRM "definitivo" allora e' chiaro e si ammette che:

    DRM/TC = sistemi per permettere alle multinazionali(software, giochi, ecc.)/major(film, musica, ecc.) di continuare a perpetrare ingiusti e inguistificati arricchimenti a danno degli autori delle opere e di tutta la collettivita'...

    per non parlare del loro utilizzo in termini di 3C (condizionamento, controllo, coercizione)...
    non+autenticato
  • Come giustamente diceva qualcun altro, per aggirare il sistema basterebbe fare il confronto binario tra 2 o più file uguali acquistati da persone diverse per trovare le differenze binarie.
    Anche senza voler capire il contenuto di tali differenze, non basterebbe eliminare (rendere 0) tutti i byte variabili da file a file per poter eliminare il watermark ?

    Sbaglio nel ragionamento ?
    Mi sono perso qualche dettaglio ?

    Qualche esperto cosa ne pensa ?
    non+autenticato
  • Scusate, inednevo dire bit invece di byte.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Se indendi dire che se i file fossero codificati in un equivalente di MP3 sarebbe necessario esaminare le differenze tra varie versioni dei file in formato RAW, sono d'accordo.

    Ma la mia domanda rimane, funzionerebbe ?
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • giustemnte dici che il confronto dovrebbe essere fatto tra i flussi decodificati in PCM (lo dico in altre parole ma il concetto e' lo stesso (e concordo assolutamente).
    A prescindere, una cosa e' certa: che facendo la differenza si capisce cosa e' stato modificato: in altre parole scopriremmo quali sono i bit significativi dal punto di vista del watermark.
    Quindi, concorderemo che questi bit alterati nulla tolgano al valore della canzone visto che sono da interpretarsi come un disturbo digitale volontariamente sovrapposto all'informazione che ci interessa.
    Invece di azzerarli, cosa che introdurrebbe ogni genere di distorsione, propongo di sostituirli con un flusso pseudocasuale, forzando qualcosa di simile al dithering, in modo da non danneggiare eccessivamente l'informazione.
    non+autenticato
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