Luca Annunziata

Progetto E, il social web nel mondo fisico

Il lavoro di un gruppo di studenti potrebbe trasformarsi in una nuova forma di comunicazione. Che consente di interagire fisicamente con l'interfaccia per trasmettere i propri sentimenti

Roma - "Mi chiamo E e sono felice": con queste parole, quattro studenti della olandese Hogeschool vor de Kunsten di Utrecht presentano sul loro sito il risultato del proprio progetto di laurea. E, secondo quanto si legge sul comunicato diffuso dagli stessi ragazzi, "è una nuova idea di prodotto e marchio, contenente tre prodotti verticali integrati che hanno la capacità di comunicare emozioni e impegni attraverso una semplice interazione con oggetti fisici".

L'idea che c'è dietro l'ecosistema E non è del tutto sconosciuta: altri strumenti sociali, dall'instant messaging al più recente Twitter, consentono di comunicare in tempo reale le proprie attività e il proprio stato d'animo, e quasi del tutto a prescindere dal luogo in cui ci si trova. La novità è la totale indipendenza (o quasi) dal computer: Exo ed Evo, i due apparecchi complementari che consentono al sistema di funzionare, comunicano attraverso una interfaccia Bluetooth 2.0.

Il dispositivoExo (nella foto a lato) è il fratello maggiore dei due: dalla forma a pupazzo di neve, dispone di un display a LED su cui mostrare il proprio stato d'animo. Per cambiarlo, basta afferrarlo e agitarlo in un certo modo: ad esempio una sonora scrollata comunica rabbia, mentre se lo si coccola allora "lui" trasmetterà amore e affetto. ╚ anche in grado di informare la rete di amici/contatti/conoscenti delle attività del proprietario, selezionandole tra una serie di icone precaricate, e di ricevere informazioni sugli altri utilizzatori comunicandole all'utente con il colore della luce diffusa, le icone mostrate sul suo display e persino con un messaggio audio.
Il dispositivoEvo è invece un piccolo accessorio da indossare, una sorta di bigiotteria tecnologica (smart jewelry): si può portare al collo o alla cintura, e mediante effetti di luce e vibrazioni comunica l'avvicinarsi di un altro Evo e lo stato d'animo di chi lo indossa. Se si desidera scambiare le proprie informazioni personali con qualcuno, basta avvicinare i due Evo e fargli fare amicizia. Una volta a casa, Exo rileva la presenza di Evo e scarica tutti i dati raccolti per aggiungerli al proprio archivio dei contatti.

Infine Eco: è il diminutivo di "ecosistema", si tratta cioè dell'interfaccia web, assolutamente cross-platform, da utilizzare per creare la propria icona personale, modificare la lista dei propri contatti, gestire il contenuto di Evo ed Exo.

Gli ideatori del progetto (Sandra Karis, Paul Geurts, Arjen Sondag e Renato Valdés Olmos) hanno ricevuto un premio dalla scuola per il loro lavoro, e lo hanno presentato al pubblico lo scorso 12 settembre. I ragazzi affermano di avere pronti i prototipi perfettamente funzionanti della loro invenzione, e si dicono disponibili ad essere contattati da potenziali investitori per trasformare il loro ecosistema sociale in un prodotto di largo consumo.

Sebbene l'idea, come detto, non sia del tutto originale, è forse uno dei primi esempi di concetti "social" resi disponibili nella vita reale: nonostante sia davvero facile fare ironia su E, è evidente che l'idea di comunicare qualcosa di sé a chi ci circonda, in tempo reale e senza mediazioni complesse, potrebbe in futuro catturare l'attenzione di industriali e consumatori. Se ce l'ha fatta il solipsistico Tamagotchi, perché non dare una chance al social project E?

Luca Annunziata