Dario Bonacina

La spilletta che imbarazza il colosso TLC

Il titolo di una canzone sull'Olocausto campeggiava sui manifesti pubblicitari di Solo Mobile, operatore canadese. Ma le comunitÓ semite non hanno gradito

Roma - Può una campagna pubblicitaria generare, in un operatore mobile, un imbarazzo tale da costringerlo a chiedere scusa? ╚ ciò che è accaduto a Solo Mobile, operatore canadese low-cost del gruppo Bell Canada, per aver pubblicizzato i propri servizi con manifesti che, per un equivoco, riportavano un'immagine bollata come antisemita con la scritta "Belsen was a gas".

Belsen, o più precisamente Bergen-Belsen, era un campo di concentramento situato nei pressi della città di Bergen (nel '43 passò sotto il comando nazista e vi morirono 50mila persone, tra le quali Anna Frank e la sorella Margot, ndr). "Belsen was a gas" è invece il titolo di una canzone piuttosto controversa dei Sex Pistols sull'Olocausto (scritta con un testo provocatorio, che sarebbe in realtà contro il nazismo e i promotori di una razza ariana dominatrice).

Quel titolo faceva capolino su una delle pin (spillette) sfoggiate dal look punk della ragazza che figurava come testimonial della campagna promozionale di Solo Mobile pubblicata manifesti affissi per le strade di Vancouver e Toronto, in cui vive una vasta comunità ebrea e molti sopravvissuti all'Olocausto. La pubblicità ha suscitato clamorose polemiche, sollevate dalle comunità semite che hanno messo immediatamente l'operatore sul banco mediatico degli imputati, accusandolo di propaganda antisemita.
"╚ stato un errore involontario" ha dichiarato Mark Langdon, portavoce di Bell Canada, aggiungendo che la pubblicità sarebbe stata immediatamente sospesa. La campagna era stata approvata da Bell dopo la visione di alcune immagini campione, molto più piccole e in risoluzione meno leggibile di come sarebbero poi comparse agli occhi del pubblico. Si trattava di una spilletta come ne esistono tante e non era leggibile. Bell Canada si è così vista costretta formulare le proprie scuse, pubbliche ed ufficiali.

Dario Bonacina