Luca Annunziata
mercoledì 19 settembre 2007

Banca del DNA: ormai ci siamo

Aumentano i sì, soprattutto tra i rappresentanti delle istituzioni. Alcuni cittadini italiani restano perplessi, tra loro gli esperti di privacy. Il Belpaese schederà il DNA dei suoi cittadini? Il quadro della situazione

Nel frattempo, l'assessore Carlo Madaro della provincia di Lecce spinge sull'acceleratore: "Di fronte all'aumento esponenziale su tutto il territorio nazionale di atti di violenza ed abusi sulle donne, rilanciamo il progetto del colonnello Luciano Garofano (il colonnello dei RIS di Parma promotore della banca dati genetica, ndR)" dichiara in una nota, in cui spiega inoltre che "occorrerebbe una poderosa accelerata all'iter legislativo per la creazione di quest'importante contenitore di informazioni genetiche che conservi l'impronta genetica, quantomeno di tutti coloro che si sono resi colpevoli di reati gravi".

Secondo Madaro, infatti, la banca dati del DNA "scoraggerebbe chiunque a mettere in atto forme di violenza" e permetterebbe "alla magistratura e alle forze dell'ordine di svolgere indagini più rapide, efficaci e meno dispendiose". Per il politico pugliese l'utilità del DNA sarebbe fondamentale "nelle indagini sui reati connessi al terrorismo, alle associazioni mafiose, agli omicidi, ed alla pedofilia".

Anche il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, si dichiara d'accordo con la creazione del nuovo strumento. Il magistrato si dice infatti favorevole "a tutto ciò che può prevenire un crimine", e giudica l'istituzione della banca del DNA "un grosso passo avanti nella ricerca dei colpevoli di delitti". Ma avverte: "Attenzione alla privacy".La banca dati del DNA potrebbe essere pronta in un anno
Lo sostiene il capo della polizia scientifica Alberto Intini, che ribadisce che se ci sarà "la volontà politica e l'adeguato supporto finanziario", il dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell'interno sarà in grado di mettere in piedi lo strumento in 12 mesi. Secondo i numeri snocciolati da Intini, l'utilizzo delle informazioni genetiche consentirà di aumentare del 60% il numero di colpevoli identificati, e senza che questo tocchi minimamente la privacy dei cittadini: "Non ci sarà alcun controllo sociale - i timori sono del tutto ingiustificati".

La parola ai cittadini
In rete c'è qualcuno che si dichiara d'accordo: "Come gran parte degli italiani sarei felice di rinunciare ad una parte della mia riservatezza in favore di un aumento della sicurezza" si legge sul blog di Antonio Vergara, il quale tuttavia teme che "che in Italia a differenza degli altri paesi, identificare e arrestare i criminali, non serva poi a tenerli in galera".

La maggior parte dei commenti è invece molto scettica: mancano indicazioni precise sulle statistiche snocciolate per sostenere il progetto. Così come sono in parecchi a temere un attacco deciso alla privacy dei cittadini: se già oggi gli organi di polizia creano archivi fuorilegge, si rischia davvero un futuro degno di un libro di George Orwell?

La mancanza di una chiara legislazione in tal senso, non può che allarmare. Lo ribadisce anche il garante per la privacy Francesco Pizzetti e ne parla anche l'ex presidente dell'Autorità Stefano Rodotà, qui di seguito.
167 Commenti alla Notizia Banca del DNA: ormai ci siamo
Ordina
  • Chi sarà a decidere la "gravità" del reato che vale la fedina cromosomica? Chi sarà a decidere cos'è "terrorismo"? Chi sarà a garantire la protezione di un database così craccabile, quanto prezioso per il controllo totale?
    non+autenticato
  • diventeremo tutti uguali, ma cosi tanto che oggi siamo tutti ufo.
    i soliti noti ci fregheranno tutto..
    tutto diventa loro e noi saremo costretti a fare quello che vogliono.

    benvenuti in 1984.
    non+autenticato
  • ...poi uno stramaledetto cracker si è introdotto nel DGD (Database Governativo DNA) e ha rovinato tutto.

    Si è venuto così a sapere che da ragazzo ero epilettico ed a nulla è servito spiegare che con semplici farmaci non ho convulsioni da oltre vent'anni: il DNA parla chiaro.

    Dice anche che la mia probabilità di contrarre diabete è superiore alla media (un discorso complicato che non ci ho capito niente), ma fatto sta che ora ho una fifa boia è probabilmente se prenderò un infarto non sarà per il diabete.

    Sono a pezzi: i miei dati sono in piazza e - con essi - la mia vita privata, del lavoro nemmeno a parlarne.

    A sentire chi mi governa il DGD era stato istituito per tutelare la mia sicurezza e la mia salute, fatto sta che il cracker è irreperibile e la responsabilità penale è personale. Il mio legale mi ha sconsigliato di far causa allo Stato: secondo la sua esperienza loro non hanno infranto nessuna norma (dal momento che le fanno loro).

    Inoltre il mio caso potrebbe creare un precedente, quindi - anche in caso di vittoria - il giorno dopo vedrei pubblicata una bellissima Gazzetta Ufficiale con una norma retroattiva che inibisce qualsiasi mio diritto.

    Ora mi arrangio come posso. Ho un amico che si presenta ai colloqui di lavoro al posto mio, si fa assumere ed io poi lavoricchio da casa. Una volta ero apprezzato per quello che sapevo fare. Oggi sembra che una statistica sia molto più importante.
  • - Scritto da: galessandroni
    > ...poi uno stramaledetto cracker si è introdotto
    > nel DGD (Database Governativo DNA) e ha rovinato
    > tutto.
    >
    > Si è venuto così a sapere che da ragazzo ero
    > epilettico ed a nulla è servito spiegare che con
    > semplici farmaci non ho convulsioni da oltre
    > vent'anni: il DNA parla
    > chiaro.
    >
    > Dice anche che la mia probabilità di contrarre
    > diabete è superiore alla media (un discorso
    > complicato che non ci ho capito niente), ma fatto
    > sta che ora ho una fifa boia è probabilmente se
    > prenderò un infarto non sarà per il
    > diabete.
    >
    > Sono a pezzi: i miei dati sono in piazza e - con
    > essi - la mia vita privata, del lavoro nemmeno a
    > parlarne.
    >
    > A sentire chi mi governa il DGD era stato
    > istituito per tutelare la mia sicurezza e la mia
    > salute, fatto sta che il cracker è irreperibile e
    > la responsabilità penale è personale. Il mio
    > legale mi ha sconsigliato di far causa allo
    > Stato: secondo la sua esperienza loro non hanno
    > infranto nessuna norma (dal momento che le fanno
    > loro).
    >
    > Inoltre il mio caso potrebbe creare un
    > precedente, quindi - anche in caso di vittoria -
    > il giorno dopo vedrei pubblicata una bellissima
    > Gazzetta Ufficiale con una norma retroattiva che
    > inibisce qualsiasi mio
    > diritto.
    >
    > Ora mi arrangio come posso. Ho un amico che si
    > presenta ai colloqui di lavoro al posto mio, si
    > fa assumere ed io poi lavoricchio da casa. Una
    > volta ero apprezzato per quello che sapevo fare.
    > Oggi sembra che una statistica sia molto più
    > importante.

    Bellissimo post, molto significativo! Complimenti!! SorrideSorride

    LV&P Angioletto
  • per chi non l'avesse ancora visto
    non+autenticato
  • Cioè, ci consigli di tenere Jude Law in cantina?
    non+autenticato
  • prima di tutto colgo l'occasione per affermare (ironicamente) che se noi non abbiamo niente da nascondere allora fidiamoci o no ?????

    d'altrove fidandoci dello stato s'e sconfitta la mafia, sono diminuiti i reati, i cittadini sono tutti modello, il mondo non e pieno di figli di ********** che vendono droga o fregano i risparmi ad altra gente, ecc o no ?????

    comunque:
    - il database NON IMPEDISCE i crimini (e penso che l'affermazione sia ovvia o no ?????)

    - il databse NON IDENTIFICA I COLPEVOLI ma dei SOSPETTI/TESTIMONI = cioe' il dna che e stato trovato sul posto puo' non appartenere al colpevole = SCENARIO INQUIETANTE: POSSIBILE REPLICARE IL DNA DI UNA PERSONA E LASCIARLA SUL LUOGO DI UN CRIMINE = INNOCENTE FINISCE IN PRIGIONE (considerando che gia oggi si puo' clonare una pecora direi che e un'ipotesi possibile ANCHE PER I PRIVATI)

    - il database e QUASI INUTILE perche se non c'e la SCHEDATURA di tutta la popolazione a cosa serve = A DISPETTO DI QUALSIASI ASSICURAZIONE SCHEDERANO TUTTI, PRIMA CRIMINALI, POI STRANIERI (DISCRIMINATI SOLO PERCHE NON ITALIANI), INFINE ITALIANI = VERRANO TUTTI OBBLIGATI A DARE IL DNA = E UNA FORZATURA DI MERD* ANCHE SE SOLO UNA MINORANZA NON VOLESSE DARE IL DNA (E POI SI PARLA TANTO DI DIRITTO DELLE MINORANZE)

    - IL DATABASE PUO ESSERE UTILE IN CASI LIMITATI = DOVE SI TROVA DEL DNA SULLA SCENA = eliminiamo tutti i casi risolti convenzionalmente (senza aiuto del dna), i casi di quelli che sparano dal motorino/macchina in corsa, i casi dove non esiste una scena del crimine (cioe non si trova ne il cadavere ne il luogo dove uno e stato fatto fuori), i casi in cui un criminale bruccia tutto o pulisce per bene (altro che csi/ncis o ris), I CRIMINI ECONOMICI TIPO I FALLIMENTI, INSIDER TRADING, HACKING (dove non esiste una scena del crimine fisica), ecc

    - il dna contiene molte piu informazioni di una semplice informazione logica o della forma di una impronta


    RICAPITOLANDO:
    - il database (visto quanto espresso sopra) e INUTILE e COSTOSO

    - aggiungendo il fatto di dover fornire OBBLIGATORIAMENTE il dna si va contro un diritto fondamentale di un essere umano cioe NON ESSERE FERITO SENZA RAGIONE (anche perche chi non vuole lasciare il dna puo' lottare fisicamente per impedirlo e verra' probabilmente calmato coi taser vista la notizia di oggi = tortura visto che se ne parlata in altro post qui)

    - NON C'E ALCUNA CERTEZZA CHE IL DATABASE VERRA UTILIZZATO (ADESSO O IN FUTURO) PER QUELLO CHE E STATO CREATO O SOLO DAL GOVERNO (E GIA FIDARSI DEL GOVERNO INSOMMA FIGURIAMOCI QUANDO LA GESTIONE VERRA' AFFIDATA AI PRIVATI)

    - per cui vogliamo davvero fare questa CAZZATA contro l'umanita' ?????
    non+autenticato
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