HP: chiarezza sui tecnorifiuti

Si parte dalla discarica mondiale, l'Africa. La grande azienda dell'hi-tech americana finanzia uno studio per capire come i rifiuti hi-tech vengano gestiti in Africa. Primo passo del risanamento

Roma - L'Africa è una delle discariche preferite del mondo ricco, che vi trasporta enormi quantità di rifiuti hi-tech ricolmi di materiali inquinanti, potendoli scaricare in porti e paesi compiacenti a bassissimo prezzo. Tutto questo provoca un'emergenza ambientale che si somma alle difficoltà di molte popolazioni africane di occuparsi dei propri rifiuti tecnologici. Su tutto questo ora HP intende fare chiarezza, o almeno vuole provarci.

Riferiscono le cronache di come l'azienda, da lungo tempo impegnata su questo fronte, voglia trovare soluzioni inedite e localizzate per garantire uno smaltimento migliore di questo genere di rifiuti. Ciò si deve al fatto che HP sta vendendo oggi in Africa molto più di un tempo ma che, esattamente come gli altri produttori, non è tenuta da nessuna normativa specifica a seguire standard di produzione, recupero e smaltimento che sono invece operativi, ad esempio, nell'Unione Europea.

rifiuti"Questo progetto - ha spiegato Kirstie McIntyre, manager HP su questo fronte - non riguarda la realizzazione un sistema di riciclaggio all'europea in queste aree, perché sappiamo che non funzionerebbe, uno stabilimento ultramoderno non verrebbe utilizzato". L'idea è dunque dar vita ad una "strategia per la gestione dei rifiuti elettronici in Africa" che possa affiancarsi o, meglio, integrarsi, alle strategie già adottate localmente.
Si tratterà di lavorare su basi progressive: si parte dal Sudafrica, dove già si sta lavorando su questo stesso fronte, puntando poi ad estendere le indagini sullo smaltimento in paesi come la Tunisia, il Marocco, il Kenya o il Senegal.

Ed è interessante come HP, pur di mantenere intatta la sua reputazione eco-friendly, abbia implementato internamente una policy secondo cui non possono essere commercializzati computer HP in Africa se si tratta di computer usati, provenienti dal mondo ricco: questo - spiega McIntyre - perché vi sono molte imprese che fingono di esportare enormi quantità di materiale hi-tech riutilizzabile ma che, in realtà, non fanno altro che depositare su suolo africano tonnellate di rifiuti inquinanti.
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