myCUP, la SanitÓ via cellulare Ŕ possibile

Pronta la piattaforma dedicata per il sistema sanitario nazionale. Consente di consultare i sistemi del CUP dall'esterno, dal proprio cellulare. Ma le A.U.S.L. non sembrano volerla neppure prendere in considerazione

Roma - Si era vista alla fine del 2005 quando vinse il primo premio del concorso per l'Innovazione della Provincia di Modena, "Intraprendere", ma ora è divenuta realtà: si tratta di una piattaforma enterprise, myCUP, che potrebbe rendere la vita più facile a moltissimi utenti della sanità pubblica italiana. Potrebbe, il condizionale è d'obbligo, perché chi dovrebbe valutarla e studiare la sua eventuale integrazione nel sistema sanitario nazionale, non è fin qui sembrato interessato a darle un'occhiata.

Lo spiegano a PI Telefonia gli sviluppatori di Miliaris che, dopo quattro anni di lavoro, sono ora pronti a mettere la piattaforma a disposizione di ambulatori ed ospedali. "Sintetizzando - spiegano - si tratta di un'applicazione con cui diventa possibile prenotare visite ed esami sanitari attraverso un comune cellulare, senza doversi recare fisicamente presso gli sportelli del proprio C.U.P. (Centro Unico di Prenotazione). Sintetizzando un po' meno: si tratta di una piattaforma enterprise - in cui il cellulare del cittadino rappresenta solo il front-end finale - attraverso cui i sistemi C.U.P. delle A.U.S.L. possono essere "aperti" verso l'esterno al fine di essere interrogati (in maniera trasparente e collaborativa, attraverso web-services) direttamente dai cittadini".

L'uso da parte del cittadino di un sistema simile è piuttosto semplice: è sufficiente un cellulare compatibile con Java, come la maggiorparte dei cellulari sul mercato, per scaricare gratuitamente myCUP dal sito dedicato ed installarlo. "A questo punto - spiegano gli sviluppatori - è sufficiente immettere i propri dati identificativi (ed eventualmente anche quelli dei propri familiari, dal momento che è possibile utilizzare l'applicativo anche per conto terzi) e collegarsi al proprio sportello C.U.P. per verificare le disponibilità per una data visita (scegliendo anche la struttura preferita tra quelle disponibili) e prenotare l'esame (sono prenotabili tutti gli esami strumentali che non richiedono preparazioni particolari per l'utente)".
Una volta prenotata, la visita può anche essere disdetta: una funzione indispensabile, sostengono i creatori di myCUP, se si pensa che in una città come Modena gli appuntamenti disattesi dall'utenza è del 17 per cento. Con myCUP disdire o spostare una visita o un esame richiederebbe pochi istanti, anche in orari oggi non coperti dai call center del CUP, ad un costo per il GPRS che non supera i 5-10 centesimi.

La demoMa non è tutto qui. "Qualche giorno prima dell'appuntamento - spiegano gli sviluppatori - all'utente viene recapitato un promemoria via SMS che chiede di confermare la propria presenza (o eventualmente di disdirla), il tutto premendo un semplice tasto (vale a dire, senza la necessità di rispondere scrivendo un nuovo complicato SMS). Qualora l'utente decida di annullare l'appuntamento (per motivi personali) myCUP si attiva (lato server) e provvede a contattare singolarmente (e limitatamente ad un massimale deciso dalla stessa A.U.S.L.) i primi "n cittadini" che hanno richiesto quella stessa visita e che dunque si trovano assegnato un appuntamento diversi giorni (o settimane, o addirittura mesi) più avanti rispetto a quello appena disdetto". "Il primo utente che - vedendosi contattato - decide di anticipare la visita (il tutto sempre tramite SMS a cui basta replicare con la pressione di un solo tasto) fa terminare l'algoritmo euristico di ricollocamento automatico".

In pratica, dunque, quello che avviene è una compattazione delle liste di attesa (che ad oggi rappresentano una vera e propria piaga per il nostro Servizio Sanitario Nazionale) che attraverso il recupero delle visite disdette (ossia riguadagnando dal 10% al 20% dei posti che altrimenti verrebbero inesorabilmente perduti) comporta l'accorciamento delle attese future.

Un progetto utile che, segnalano però gli sviluppatori, trova difficoltà ad essere preso in esame presso le A.U.S.L. "I problemi - spiegano a PI Telefonia - sono i soliti già denunciati più volte da Punto Informatico: difficoltà nell'ottenere colloqui, lentezza esasperante nell'ottenere una risposta ad una richiesta di sperimentazione (sì, ho proprio detto sperimentazione, nemmeno messa in produzione), interessi personali e lotte interne di potere che si scontrano con l'utilità effettiva ed evidente di servizi esterni, e così via".

Non a caso sul sito dedicato, oltre alla demo, a video di spiegazione e a tutte le informazioni sul funzionamento della piattaforma, si chiede agli utenti Internet di spargere la voce, segnalare il progetto alla propria A.U.S.L., sia mandando email che attraverso un form online predisposto. Provare, spiegano alla Miliaris, non costa nulla, e i benefici potrebbero essere notevoli.
21 Commenti alla Notizia myCUP, la SanitÓ via cellulare Ŕ possibile
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  • il Sistema Informativo Socio Sanitario della regione Lombardia "dovrebbe" tra le altre cose, esporre al pubblico le agende e le liste di attesa delle strutture accreditate, e permettere anche al medico di base ed alle farmacie di prescrivere prestazioni e prenotarle subito.
    Nulla di ciò si è ancora visto.
    Quali sarebbero i famosi "servizi al cittadino" promessi dalla pubblicità delle nuove tessere sanitarie?
  • Sono perfettamente d'accordo, francamente mi sembra che qui si giochi un po' troppo al tiro al bersaglio.
    C'è chi si riempie la bocca di belle parole e sputa sentenze su chi comunque ha lavorato e ha proposto qualcosa di nuovo (se innovativo o no, non sta a me deciderlo).
    Non so se qualcuno del gruppo di sviluppo del progetto sta seguendo questo post (spero di no), ma penso alla tristezza che deve fare veder giudicato il proprio lavoro da chi semplicemente non ha voglia (o interesse) a cambiare le cose (o almeno a provarci).
    In paesi un po' più civilizzati tecnologicamente (penso ad esempio alla Danimarca o alla Germania) questo servizio avrebbe già fatto il botto.
    non+autenticato
  • Lavoro in santità da tempo sopratutto nella gestione dei sistemi di prenotazione degli esami. Il sistema che si cerca di vendere, valido dal punto di vista tecnologico, è semplicemente inapplicabile.

    Innanzitutto una prestazione santitaria non può essere prenotata dal cittadino così alla leggera. C'e' sempre bisogno di una ricetta medica nella quale un medico attesti che c'e' effettivo bisogno di quella visita o di quell'esame.

    Inoltre l'indirizzo attuale in sanità è quello di moltiplicare gli sportelli cup dando ai medici di famiglia la possibilità di effettuare la prenotazione contestualmente alla prescrizione: non solo il medico prepara la ricetta ma ci dice anche come e quando farla.

    Infine, l'unico metodo che riduce la mancata comunicazione delle disdette è avere liste di attesa brevi: se per una radiografia vengo prenotato a tre mesi probabilmente andrò ad eseguirla da un'altra parte.

    Tutto ciò senza considerare che la maggior parte delle persone che accedono al servizio sanitario nazionale non sono in grado di usare un telefonino se non per le funzioni basilari.

    Alla fine il sistema proposto e' un giochino pensato da qualche informatico bravissimo nel suo mestiere ma che di sanità ne capisce davvero poco.
    non+autenticato
  • quotone
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jinko Biloba
    > Lavoro in santità da tempo sopratutto nella
    > gestione dei sistemi di prenotazione degli esami.
    > Il sistema che si cerca di vendere, valido dal
    > punto di vista tecnologico, è semplicemente
    > inapplicabile.

    Diciamo difficilmente applicabile: la senescenza italiana da un lato (ovvero il prevedibile numero di decessi aspettati nei prossimi anni) e l'evoluzione della mentalità dall'altro - ho fatto anch'io robe per il pubblico e conosco le difficoltà (culturali) - aiuteranno certamente a disperdere la foschia attuale.

    > Innanzitutto una prestazione santitaria non può
    > essere prenotata dal cittadino così alla leggera.
    > C'e' sempre bisogno di una ricetta medica nella
    > quale un medico attesti che c'e' effettivo
    > bisogno di quella visita o di
    > quell'esame.

    Basta aggiungere un sistema di identificazione numero di cellulare <-> codice fiscale (tipo con le email di conferma alla registrazione) ed il data-entry delle ricette per i medici dal punto di vista tecnologico. Dal punto di vista culturale c'è da far digerire il passaggio ad una modalità certamente meno "suddita" (fare le file prima dal medico e poi in farmacia od al CUP).

    > Inoltre l'indirizzo attuale in sanità è quello di
    > moltiplicare gli sportelli cup dando ai medici di
    > famiglia la possibilità di effettuare la
    > prenotazione contestualmente alla prescrizione:
    > non solo il medico prepara la ricetta ma ci dice
    > anche come e quando
    > farla.

    Appunto, basta mettere un id alla ricetta ed associarlo all'id dell'utente, a sua volta associato al numero di cellulare. Che poi questo possa lontanemante provocare onanismi mentali sulla sicurezza e sull'immanenza del Grande Fratello, non mi preoccupa più di tanto: ormai "schedati" in Italia lo siamo già..

    > Infine, l'unico metodo che riduce la mancata
    > comunicazione delle disdette è avere liste di
    > attesa brevi: se per una radiografia vengo
    > prenotato a tre mesi probabilmente andrò ad
    > eseguirla da un'altra
    > parte.

    Non posso che darti atto che la lunghezza delle liste di attesa sia un problema, anche e soprattutto morale. Ciononostante quel 17% di "sprenotazioni" dicono anche che un buon sistema di magazzino delle prenotazioni non sarebbe male..

    > Tutto ciò senza considerare che la maggior parte
    > delle persone che accedono al servizio sanitario
    > nazionale non sono in grado di usare un
    > telefonino se non per le funzioni
    > basilari.

    Ce ne sono, ma hanno figli o nipoti che possono schiacciare un pulsante al posto loro.

    > Alla fine il sistema proposto e' un giochino
    > pensato da qualche informatico bravissimo nel suo
    > mestiere ma che di sanità ne capisce davvero
    > poco.

    Sul fatto che la ditta sia stata un po' ottimista non posso che condividere: della sanità, e della P.A. in generale, non ha ancora capito molto..

    Cmq onore a chi ha progettato la cosa: anche come esercizio - anche se dubito che qualche amministratore non ci vedrà dentro qualcosa per risparmiare sulle risorse umane.. - fa del bene perché ci mostra come potrebbero andare le cose se fossimo un paese abbastanza serio non dico da abbracciare un sistema del genere completamente, ma quantomeno da farlo "girare" come parallelo, funzionante, a quello tradizionale.
  • > > Innanzitutto una prestazione santitaria non può
    > > essere prenotata dal cittadino così alla
    > leggera.
    > > C'e' sempre bisogno di una ricetta medica nella
    > > quale un medico attesti che c'e' effettivo
    > > bisogno di quella visita o di
    > > quell'esame.
    >
    > Basta aggiungere un sistema di identificazione
    > numero di cellulare <-> codice fiscale (tipo con
    > le email di conferma alla registrazione) ed il
    > data-entry delle ricette per i medici dal punto
    > di vista tecnologico.

    cioè tenere allineato il database dei cellulari degli utenti, che può essere fatto solo con al loro collaborazione e in via volontaria, ad ogni cambio numero
    e chi se lo fa prestare ? e i telefoni pubblici sms ?


    > Dal punto di vista
    > culturale c'è da far digerire il passaggio ad una
    > modalità certamente meno "suddita" (fare le file
    > prima dal medico e poi in farmacia od al
    > CUP).
    > > Inoltre l'indirizzo attuale in sanità è quello
    > di
    > > moltiplicare gli sportelli cup dando ai medici
    > di
    > > famiglia la possibilità di effettuare la
    > > prenotazione contestualmente alla prescrizione:
    > > non solo il medico prepara la ricetta ma ci dice
    > > anche come e quando
    > > farla.
    >
    > Appunto, basta mettere un id alla ricetta ed
    > associarlo all'id dell'utente, a sua volta
    > associato al numero di cellulare.


    non hai afferrato che la direzione in cui ci si muove è: IL MEDICO STESSO CHE PRESCRIVE PUO' PRENOTARE, CHI VUOLE PENSARCI POI HA IL CUP TELEFONICO


    > > Infine, l'unico metodo che riduce la mancata
    > > comunicazione delle disdette è avere liste di
    > > attesa brevi: se per una radiografia vengo
    > > prenotato a tre mesi probabilmente andrò ad
    > > eseguirla da un'altra
    > > parte.
    >
    > Non posso che darti atto che la lunghezza delle
    > liste di attesa sia un problema, anche e
    > soprattutto morale. Ciononostante quel 17% di
    > "sprenotazioni" dicono anche che un buon sistema
    > di magazzino delle prenotazioni non sarebbe
    > male..
    >
    > > Tutto ciò senza considerare che la maggior parte
    > > delle persone che accedono al servizio sanitario
    > > nazionale non sono in grado di usare un
    > > telefonino se non per le funzioni
    > > basilari.
    >
    > Ce ne sono, ma hanno figli o nipoti che possono
    > schiacciare un pulsante al posto loro.

    ma il cup telefonico che è già in funzione cos'ha che non va ? non ritieni che copra a sufficienza le esigenze di chi vuole prenotare l'esame in un periodo successivo proprio comne l' sms ?

    > > Alla fine il sistema proposto e' un giochino
    > > pensato da qualche informatico bravissimo nel
    > suo
    > > mestiere ma che di sanità ne capisce davvero
    > > poco.
    >
    > Sul fatto che la ditta sia stata un po' ottimista
    > non posso che condividere: della sanità, e della
    > P.A. in generale, non ha ancora capito
    > molto..
    >
    > Cmq onore a chi ha progettato la cosa: anche come
    > esercizio - anche se dubito che qualche
    > amministratore non ci vedrà dentro qualcosa per
    > risparmiare sulle risorse umane.. - fa del bene
    > perché ci mostra come potrebbero andare le cose
    > se fossimo un paese abbastanza serio non dico da
    > abbracciare un sistema del genere completamente,
    > ma quantomeno da farlo "girare" come parallelo,
    > funzionante, a quello
    > tradizionale.

    esiste già un sistema di promemoria via sms, che pone meno problemi di integrazione, usato in alcune asl (ad esempio prato)
    non+autenticato
  • > ma il cup telefonico che è già in funzione cos'ha
    > che non va ? non ritieni che copra a sufficienza
    > le esigenze di chi vuole prenotare l'esame in un
    > periodo successivo proprio comne l' sms
    > ?

    E' come dire: abbiamo la macchina, a che servono le biciclette?
    Non penso che qui il problema sia SOSTITUIRE, quanto piuttosto AFFIANCARE un nuovo canale a quelli già esistenti.
    Poi il cittadino è libero di scegliere cosa preferisce...
    non+autenticato
  • - Scritto da: fra mara
    > > ma il cup telefonico che è già in funzione
    > cos'ha
    > > che non va ? non ritieni che copra a sufficienza
    > > le esigenze di chi vuole prenotare l'esame in un
    > > periodo successivo proprio comne l' sms
    > > ?
    >
    > E' come dire: abbiamo la macchina, a che servono
    > le
    > biciclette?
    > Non penso che qui il problema sia SOSTITUIRE,
    > quanto piuttosto AFFIANCARE un nuovo canale a
    > quelli già
    > esistenti.
    > Poi il cittadino è libero di scegliere cosa
    > preferisce...

    questa opzione costa di più ed è meno accessibile di una pre-esistente (la vera soluzione comunque resta la prenotazione presso il medico prescrivente), che non sia nele immediate priorità mi sembra normale
    non+autenticato
  • > questa opzione costa di più ed è meno
    > accessibile di una pre-esistente (la vera
    > soluzione comunque resta la prenotazione presso
    > il medico prescrivente), che non sia nele
    > immediate priorità mi sembra
    > normale

    Scusa, dici che costa di più. Io sul sito non ho visto alcun riferimento ai costi del servizio (a parte che per il cittadino è gratuito), puoi essere più esplicito?
    Quanto costa ad una AUSL?
    non+autenticato
  • - Scritto da: fra mara
    > > questa opzione costa di più ed è meno
    > > accessibile di una pre-esistente (la vera
    > > soluzione comunque resta la prenotazione presso
    > > il medico prescrivente), che non sia nele
    > > immediate priorità mi sembra
    > > normale
    >
    > Scusa, dici che costa di più. Io sul sito non ho
    > visto alcun riferimento ai costi del servizio (a
    > parte che per il cittadino è gratuito), puoi
    > essere più
    > esplicito?
    > Quanto costa ad una AUSL?

    Ogni applicazione di una asl costa il prezzo che viene pagata più il prezzo delle integrazioni con le applicazioni esistenti (più altri costi dove richiesto come le macchine, l'ampliamento di banda, le manutenzioni, l'adeguamento di carico, il tempo degli operatori, le liecnze di piattaforme collegate ecc) quasi sempre di altri produttori.
    Ora le altre applicazioni (cuptel, promemoria) ci sono già, per cui anche introducendone uno nuova gratis (e così non è in questo caso) bisogna considerare anche gli altri costi e quindi valutare se vale la pena alla luce del costo totale.

    Tutto questo è vero finchè le applicazioni non verranno ricontrattate con i produttori, allora a termini di legge dovranno aderire obbligatoriamente agli standard del settore (ihe,hl7 ecc) e i costi di integrazione virtualmente spariranno, e dico virtualmente perché spesso per ragioni di efficienza alcune operazioni effettuabili tramite i protocolli vanno reimplementate ad hoc con meccanismi più diretti o ne va disciplinato il flusso con altro middleware costoso, inoltre i livelli di aderenza agli standard non sono predicativi (o sì o no) ma suddivisi per profili e a volte l'esigenza di un profilo nasce prima che sia messo in capitolato per il contratto.
    non+autenticato
  • > cioè tenere allineato il database dei cellulari
    > degli utenti, che può essere fatto solo con al
    > loro collaborazione e in via volontaria, ad ogni
    > cambio numero e chi se lo fa prestare?

    Se questo è il problema - e di solito la P.A. si "scoraggia" già a questo punto - allora mettiamo come login il CF e come password un PIN ricevuto via raccomandata, come del resto fa già l'agenzia delle entrate (che si auspica di virtualizzare entro qualche anno tutta la procedura). Insomma, c'è gente anche over 70 che da gennaio si è abituata a versare F23/24 via home banking...

    Capisco il problema.. Più o meno della stessa matrice culturale che mi obbliga a dover portare il documento orig. della mia P.iva per ottenere un conto postale aziende, quando da dieci anni ho un conto bancario dove mi vengono anche i crediti d'imposta e per il quale mi hanno semplicemente chiesto di ricordarmi bene il mio numero di p.iva.

    > non hai afferrato che la direzione in cui ci si
    > muove è: IL MEDICO STESSO CHE PRESCRIVE PUO'
    > PRENOTARE, CHI VUOLE PENSARCI POI HA IL CUP
    > TELEFONICO

    Ho afferrato benissimo il concetto. Il fatto che la direzione sia questa non vuol dire che sia per forza quella definitiva, né tantomeno che non ci si potrebbe agganciare qualcosa di lievemente diverso.

    > ma il cup telefonico che è già in funzione cos'ha
    > che non va ? non ritieni che copra a sufficienza
    > le esigenze di chi vuole prenotare l'esame in un
    > periodo successivo proprio comne l' sms

    Il fatto non è che il cup telefonico vada bene o male. Personalmente va benissimo, ma preferirei una piattaforma che possa, ad esempio, essere ampliata - e questa a occhio dovrebbe farlo, no - che permetta la prenotazione via web, che supporti certi processi di business intelligence e che infine, magari, ottimizzi 'sta benedetta gestione delle sprenotazioni.
    Soprattutto voglio che sia una macchina a gestire il flusso di visite, in modo da ridurre in maniera significativa i "salti" che qualche operatore umano può consentirti sulla lista. Non dico che capiti sempre, tuttaltro.. Il fatto è che con un sistema automatizzato non potrebbe capitare mai.

    > esiste già un sistema di promemoria via sms, che
    > pone meno problemi di integrazione, usato in
    > alcune asl (ad esempio
    > prato)

    Personalmente il promemoria è la feature meno interessante. E le problematiche d'integrazione le conosco bene anch'io, anche se su altri prodotti per la P.A.. Sappiamo tutti che, da bravo cliente che paga sempre (benché sempre in ritardo), la P.A. è un bel interlocutore cui piazzare anche ciofeche tecnologiche mostruose, magari nascondendole sotto l'aura di una maggiore sicurezza/privacy.

    Il problema d'integrazione si pone proprio perché spesso il prodotto usato viene rimescolato per anni, con un lavorio enorme per farlo stare assieme. Non dico di fare gateway ed API di vario genere per far interoperare anche applicazioni del tutto differenti e scollegate, ma io ho personalmente visto riversare regolarmente "a mano" i dati dall'applicazione di un ente a quella di un altro per sincronizzarle..

    Quindi capisco tutti i problemi, anche e soprattutto quelli finanziari->politici->organizzativi, ma dovremmo darci una mossa per far si che il cittadino non abbia "quel che siamo riusciti a fare" bensì il meglio sul mercato (inteso come opportunità tecnologiche, non come pacchetti)..
  • > Quindi capisco tutti i problemi, anche e
    > soprattutto quelli
    > finanziari->politici->organizzativi, ma dovremmo
    > darci una mossa per far si che il cittadino non
    > abbia "quel che siamo riusciti a fare" bensì il
    > meglio sul mercato (inteso come opportunità
    > tecnologiche, non come
    > pacchetti)..

    ecco se il meglio sul mercato sono features di marginale utilità a un costo tutt'altro che basso direi che abbiamo altri obiettivi da raggiungere prima, le emergenze hanno la priorità nell'uso delle risorse, io non dico "becera operazione commerciale" ma non mi va neanche il taglio "offro soluzione per grande problema sanità e non la vogliono"
    non+autenticato
  • > Lavoro in santità da tempo sopratutto nella
    > gestione dei sistemi di prenotazione degli esami.
    > Il sistema che si cerca di vendere, valido dal
    > punto di vista tecnologico, è semplicemente
    > inapplicabile.
    Infatti loro lo hanno applicato! Mi piacerebbe sapere sulla base di quali considerazioni oggettive affermi quanto dici.
    Forse hai ragione: lavori nella sanità da TROPPO tempo, è ora che cominci a svernare un po' Sorride

    > Innanzitutto una prestazione santitaria non può
    > essere prenotata dal cittadino così alla leggera.
    > C'e' sempre bisogno di una ricetta medica nella
    > quale un medico attesti che c'e' effettivo
    > bisogno di quella visita o di
    > quell'esame.
    Questo prova il fatto che hai parlato senza prima esserti documentato. Guarda, ho fatto un giro sul loro sito giusto 10 minuti e mi sono bastati per capire che col loro sistema puoi prenotare solo visite ed esami strumentali (non certo una TAC o degli esami di laboratorio, è evidente), che è necessario inserire il codice fiscale degli assistiti (altrimenti il programma nemmeno parte) e che prima di prenotare viene richiesto all'utente il numero dell'impegnativa (questo passaggio non è presente nella versione demo scaricabile dal sito solamente per motivi di praticità).

    > Inoltre l'indirizzo attuale in sanità è quello di
    > moltiplicare gli sportelli cup
    Bel modo di sprecare il denaro pubblico: ne vai anche fiero?

    > Infine, l'unico metodo che riduce la mancata
    > comunicazione delle disdette è avere liste di
    > attesa brevi: se per una radiografia vengo
    > prenotato a tre mesi probabilmente andrò ad
    > eseguirla da un'altra
    > parte.
    Ma solo perché non si fa nulla per accorciare le liste di attesa nel servizio pubblico. E' proprio questo il punto. Non so se sia vera la storia della ricompattazione delle liste di attesa, magari è un po' troppo semplicistica la loro stima, ma prima di dire che è impossibile perché non provare? Penso che quando i programmatori parlano di scarsa sensibilità da parte delle amministrazioni pubbliche, si riferiscano proprio a questo tipo di atteggiamento: assoluta chiusura mentale, la banalità di sparare a zero sul lavoro degli altri senza nemmeno essersi dati il tempo di controllare (è successo anche a me qualche anno fa - anche se nel privato, non nel pubblico - , per questo mi infervoro davanti a certe situazioni Sorride.

    > Tutto ciò senza considerare che la maggior parte
    > delle persone che accedono al servizio sanitario
    > nazionale non sono in grado di usare un
    > telefonino se non per le funzioni
    > basilari.
    Anche questa osservazione è totalmente fuori contesto. I trentenni e i quarantenni di oggi saranno i sessantenni di domani, vogliamo smetterla di trattarli come degli analfabeti informatici? E poi - come riporta l'articolo - la piattaforma può essere utilizzata anche per conto terzi: in genere anche in una famiglia di ultra-ottuagenari c'è almeno un figlio o un nipote che sa usare un computer o un telefonino.

    > Alla fine il sistema proposto e' un giochino
    > pensato da qualche informatico bravissimo nel suo
    > mestiere ma che di sanità ne capisce davvero
    > poco.
    Bravo, hai sputato la sentenza senza nemmeno fare il processo. Che fai, ti batti le mani da solo?
    non+autenticato