Alfonso Maruccia

Offesi online denunciano 100 persone

Sono quelli di un'azienda accusata di pubblicità ingannevole, che qualcuno sostiene sconfini nella truffa. La migliore difesa è l'attacco? Per ora l'azienda americana ha denunciato 100 persone che hanno detto la loro su web

Roma - Video Professor, società specializzata nella vendita di corsi di auto-apprendimento dalla lunga storia commerciale, si è resa protagonista di una denuncia che fa discutere portando alla sbarra cento utenti di Internet, apparentemente colpevoli di aver "denigrato" il servizio con commenti negativi sul customer care e le false promesse di gratuità strillate dalle pubblicità televisive.

In particolare, quei cento sfortunati hanno espresso tutto il loro scontento su siti quali Infomercial Scams, portale specializzato nella pubblicazione di "colonne infami" sul meglio del peggio delle truffe nel commercio di beni e servizi informatici. La pagina dedicata a Video Professor contiene 143 lamentele di altrettanti utenti, tutti apparentemente caduti nella trappola delle lezioni gratuite da ordinare a casa pagando soltanto le spese di spedizione.

Spedizione che si rivelava poi avvelenata, contenendo una serie di videolezioni su CD dal costo di 90 dollari circa prelevati direttamente dalla carta di credito. C'era la possibilità di chiedere il rimborso, ma gli utenti parlano di attese enormi e soldi mai restituiti. L'utente "Tina" ha scritto il 22 settembre di aver sperimentato nel corso del tempo addebiti in successione sulla sua carta di credito per un software acquistato da Video Professor, senza che la restituzione del software al mittente e l'assicurazione del servizio clienti di rendere il maltolto (ad oggi, e dopo 3 anni di attesa, 171 dollari) fossero mai servite a qualcosa.
Eppure sono proprio il servizio al cliente e la sua soddisfazione che, apparentemente, interessano di più la società: in una lettera inviata dal presidente Bettye Harrison ad Infomercial Scams si parla della volontà di ottenere tutte le informazioni di contatto sugli utenti insoddisfatti, inclusivi di nome completo, indirizzo email, indirizzo postale, numero telefonico e qualunque altro dato sensibile che fosse stato registrato a riguardo per "risolvere tutti i problemi dei consumatori velocemente e in maniera completa".

Ma quelle informazioni sono servite a tutt'altro. Prova ne è la denuncia che Video Professor ha intentato contro ignoti, non potendo colpire direttamente Infomercial Scams, un sito protetto dal "safe harbor" del Communications Decency Act statunitense che lo mette al riparo da denunce causate dai commenti degli utenti. L'esposto di Video Professor al giudice federale, a quanto riporta ars technica, appare "vaga", non indica alcuna specifica dichiarazione falsa o diffamatoria e si limita a denunciarne la mera e generica presenza di commenti offensivi online.

Nonostante la vaghezza, quella denuncia è stata sufficiente ad ottenere una ingiunzione con cui costringere Infomercial Scams a consegnare i dati incriminati. Ma il sito quelle informazioni non vuole cederle, ne va del suo status di luogo per recriminare. E ha così deciso di farsi difendere da Paul Levy, avvocato dell'organizzazione Public Citizen Litigation Group con base a Washington DC, che sostiene fortemente l'insensatezza delle richieste di Video Professor: ognuno dei presunti messaggi diffamatori andrebbe identificato ed indicato con precisione, cosa che la denuncia non fa.

"La posizione di Video Professor è che ogni ex-cliente che critica la sua condotta deve necessariamente dichiarare il falso, e quindi è soggetto a denuncia per la calunnia? - si domanda Levy - Certamente non sono state fornite sufficienti prove per credere che ognuna delle dichiarazioni circa Video Professor sia falsa".

Video Prof. va comunque avanti con la sua iniziativa legale, perseguendo quella che sembra una lunga storia più di cause che di business vero e proprio: la società fondata da John Scherer - il quale dice di voler arrivare fino alla Corte Suprema per ripulire il fango sparso dai vili dileggiatori - ha finora collezionato qualcosa come 615 denunce per mezzo del servizio Better Business Bureau, tra l'altro con una percentuale piuttosto alta di casi risolti prima di finire in tribunale.

Alfonso Maruccia
5 Commenti alla Notizia Offesi online denunciano 100 persone
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  • E questi allora che fanno dei finti quiz per vendere suonerie e loghi.

    http://altagradazione.blogspot.com/2007/09/trappol...
    non+autenticato
  • Non esattamente quello che è capitato negli USA con Video Professor; qui da noi Evolution Travel aveva in compenso ottenuto l'oscuramento dei commenti di centinaia di poveracci caduti nella trappola del "guadagna lavorando da casa" definendoli denigratori ed infondati. La cosa più brutta è che all'offerta di Evolution Travel spesso abboccassero disoccupati in cerca di un modo per restare a galla, in attesa di tempi migliori. Ingenui forse, d'accordo, ma succhiare 20.000 euro a chi è già a terra e deve chiedere un prestito per pagarli è roba che non si può nemmeno commentare senza ricorrere ad insulti.
    Per fortuna a Luglio il tribunale ha annullato il provvedimento, riconoscendo la libertà di espressione e permettendo la ripubblicazione dei commenti incriminati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Izio
    > La cosa più
    > brutta è che all'offerta di Evolution Travel
    > spesso abboccassero disoccupati in cerca di un
    > modo per restare a galla, in attesa di tempi
    > migliori. Ingenui forse, d'accordo, ma succhiare
    > 20.000 euro a chi è già a terra e deve chiedere
    > un prestito per pagarli è roba che non si può
    > nemmeno commentare senza ricorrere ad
    > insulti.

    Allora se vogliamo fare demagogia facciamola Sorride
    Tu lo sai per caso che il 50% delle agenzie di viaggio su strada che erano attive 3 anni fa ora sono chiuse... nonostante il numero complessivo di agenzie di viaggio sia aumentato???
    E per queste 3500 agenzie che hanno chiuso, perdendo non 20000 euro ma 100000 chi insultiamo?

    L'informazione fatta è chiara ed i vantaggi pure. Io credo che ogni imprenditore debba rendere conto a se stesso degli insuccessi e delle motivazioni che l'hanno portato a non essere un imprenditore di successo.

    Ma forse dare la colpa ad altri elementi è più semplice Sorride
    non+autenticato
  • Io ho postato un commento negativo sulla "scuola" di inglese World Wide (che peraltro mi pare sia già stata condannata per pubblicità ingannevole, e che promette corsi gratuiti e che invece poi cerca di farteli pagare).
    Saranno mica parenti?
    Mi devo aspettare una querela anche io?
    non+autenticato
  • Queste aziende truffaldine che invece di produrre si sostentano con prodotti finti gratuiti e liti in tribunale hanno una qualche utilità per la società e il progresso?
    non+autenticato